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Viso Mozzo da Pian della Regina

...Mountain Passion

Viso Mozzo Monviso Visolotto

Il Viso Mozzo è nella mia testa già da un paio d’anni.

Per un motivo o per un altro non sono ancora riuscito a salirlo, ma è li nella mia mente, tra i progetti da realizzare.

L’occasione si presenta una domenica di settembre del 2017 o meglio, me la sono creata, quando di rientro dalle vacanze al mare, la voglia di montagna è già alle stelle!

Ancora una volta i presupposti però non sono tutti dalla mia parte.

Sono due settimane, che a parte qualche nuotata, non ho fatto altra attività oziare in spiaggia, fare il turista e mangiare, quindi non sono di certo superallenato.

In secondo luogo, nessuno è disposto a venire con me e per finire, sono completamente sprovvisto della mia attrezzatura per andare in montagna.

La meteo per domani però da tempo spettacolare, di conseguenza sarebbe davvero un peccato sprecare l’occasione.

Insomma, che faccio?!?!

Sono davvero molto combattuto…

Al Diavolo! Anche da solo domani vado al Viso Mozzo.

Il Viso Mozzo, un 3000 per tutti o quasi

Il Viso Mozzo si trova in valle Po nel comune di Crissolo (CN) in Piemonte.

La sua vetta supera di poco i 3000 metri.

È infatti alto 3019 metri e si trova esattamente di fronte al Monviso, che lo supera di oltre 800 metri.

Il suo nome prende origine probabilmente dal fatto che la sua forma è molto simile a quella del Re di Pietra, ma con la punta tronca.

Per raggiungerne la vetta si parte dal Pian del Re a 2020 metri di altezza, di conseguenza si deve superare un dislivello di circa 1000 metri.

Il dislivello, la lunghezza del percorso e il fatto che il tratto finale dell’ascensione è su terreno un po’ impegnativo, rendono questa salita adatta ad escursionisti esperti.

Comunque sia non presenta particolari difficoltà tecniche.

Richiede semplicemente un discreto impegno fisico e un po’ di attenzione, soprattutto nell’ultimo tratto.

È quindi per questo motivo, un 3000 alla portata di tutti  o quasi.

Potrebbe essere sicuramente l’idea per realizzare il tuo primo 3000.

Preparazione della salita al Viso Mozzo

È sabato 2 settembre e sono da poche ore rientrato dalle vacanze.

Ho preso la decisione di realizzare finalmente, dopo due anni che era nei miei pensieri, l’ascensione al Viso Mozzo.

Poiché non ho trovato nessun volontario ad accompagnarmi, andrò da solo, ma per domani danno tempo bellissimo, quindi ci sono tutti i presupposti per riuscire nel progetto.

Ho un problema però, sono completamente senza attrezzatura e abbigliamento, quindi devo recuperare il necessario per affrontare la salita.

Organizzare un’escursione in montagna, soprattutto quando si decide di raggiungere una vetta d’alta quota, non è una cosa da sottovalutare.

Potrebbe quindi sembrarti azzardata la mia decisione, ma in realtà è dovuta ad una profonda consapevolezza e conoscenza delle mie capacità.

Ho valuto molto attentamente la situazione e in caso di problemi comunque, posso sempre rinunciare e riprovarci un’altra volta.

Fortunatamente siamo ancora nella bella stagione, quindi anche in quota si raggiungono temperature discrete, mi basta di conseguenza recuperare un pile e poco altro.

Ho con me qualche indumento sportivo, mi faccio prestare uno zainetto e  qualcosa per coprirmi in caso di annuvolamenti imprevisti, occhiali da sole, bandana, e bastoni da trekking.

Inoltre in macchina ho sempre un paio di scarpe da avvicinamento con suola in vibram, le Asolo Megaton, che possono andare decisamente bene per l’occasione.

Beh direi che ho tutto quello che mi serve!

Viso Mozzo Pian del Re
Verso il Pian del Re

Viso Mozzo… sto arrivando!

Domenica mattina mi sveglio senza troppa fretta e faccio una buona colazione, prima di mettermi in macchina in direzione Pian del Re.

Le giornate sono ancora lunghe, di conseguenza ho davvero tutto il tempo per affrontare la salita in sicurezza.

Sono le 8:40 quindi quando parto verso Crissolo e in circa un’ora e un quarto, raggiungo il Pian della Regina ed ho la prima sorpresa!

Infatti, nel periodo estivo l’accesso in auto al Pian del Re viene regolamentato, per cui vengono fatte salire solo un certo numero di vetture e poi chiuso l’accesso.

Sono quindi costretto a lasciare la macchina al Pian della Regina.

Cavolo! Non ci voleva!

La mia salita al Viso Mozzo sembra essere compromessa ancora prima di cominciare.

Ho due opzioni: prendere la navetta a pagamento che parte tra mezzora o partire a piedi dal Pian della Regina, con un supplemento di dislivello di 300 metri.

Faccio un attimo due conti per ricalcolare i tempi e prendo di conseguenza la mia decisione: me la faccio a piedi!

Pian della Regina
Sguardo verso il Pian della Regina

Dal Pian della Regina al Pian del Re

Grazie  a questo contrattempo la mia ascensione alla vetta del Viso Mozzo è letteralmente tutta in salita!

Chiamo Patrizia a casa per informarla del cambio di programma, dicendole piuttosto amareggiato, che credo sarà difficile arrivare in cima.

Le dico dove sto andando, che percorso seguirò e a che ora penso dovrei essere di ritorno alla macchina, considerando un paio d’ore in più rispetto a quello che avevo previsto.

Seguendo un evidente sentiero su ghiaia tra i prati, mi avvio verso il Pian del Re con passo piuttosto spedito.

Per un lungo tratto il sentiero è praticamente in piano e costeggia il Po, che sembra un ruscello più che il fiume che sono abituato a vedere fin da quando ero piccolo.

Inizio quindi a salire una serie di tornanti piuttosto ripidi, ma mai pericolosi, al termine dei quali raggiungo a quota 2020 metri il Pian del Re.

Sono passati 40 minuti da quando sono partito e ho percorso poco più di tre chilometri e 300 metri di dislivello.

Su questa enorme conca, trovo il rifugio Pian del Re nel quale ne approfitto per comprarmi un panino da portarmi su.

Alle spalle del rifugio svetta maestoso il Monviso e alla sua destra il Visolotto.

Pian del Re
Rifugio Pian del Re

Lago Fiorenza e Lago Chiaretto

Senza perdere troppo tempo al rifugio, continuo quindi la mia salita verso il Viso Mozzo.

Poco distante incontro la famosa sorgente del Po.

Qui si dice nasca il fiume più lungo d’Italia, in realtà questo è semplicemente il punto da cui sgorga attraverso le rocce e comincia la sua discesa a valle.

Mi sento molto bene oggi e con un passo deciso e svelto riprendo a camminare superando davvero moltissime persone.

Pian del Re Sorgente del Po
La sorgente del Po
Fiume Po Pian del Re
Il Po al Pian del Re

Infatti, complice la bellissima giornata, c’è davvero tantissima gente, anche perché l’escursione al Rifugio Quintino Sella, punto di partenza per l’ascensione al Monviso, è davvero molto gettonata.

Seguendo l’evidente sentiero V13,  riprendo a salire in direzione del Lago Fiorenza, che incontro dopo non molto.

In giornate soleggiate e senza vento come oggi, le sue acque limpide riflettono il panorama circostante.

Da qui comincio a vedere anche la mia meta che svetta proprio di fronte a me.

Tenendo il Lago Fiorenza sulla destra, continuo sempre su evidente sentiero prima in piano poi in leggera salita, incontrando ad un certo punto le indicazioni su una roccia per il Quintino Sella.

Seguendo le indicazioni scendo in una leggera depressione fino a raggiungere dopo poco il lago Chiaretto.

Il nome di questo lago è sicuramente dovuto alla colorazione delle sue acque davvero turchesi.

Viso Mozzo
Lago Fiorenza, sullo sfondo il Viso Mozzo
Lago Fiorenza
Monviso e Visolotto e le acque cristalline del Lago Fiorenza
Lago Chiaretto
Il lago Chiaretto e il Monviso

La morena glaciale

La mia ascensione verso la vetta del Viso Mozzo, prosegue lasciando il lago Chiaretto alle mie spalle.

Percorro un ampio semicerchio attorno al lago che conduce alla enorme morena glaciale.

Seguo la morena su traccia molto evidente e senza mai alcun pericolo.

È un tratto molto lungo, che permette di ammirare il Re di Pietra davvero da vicino, ormai sempre presente alla vista.

Percorrendo tutta la morena per lo più in piano o in leggera salita,  arrivo sulla enorme pietraia, che è il risultato della grande frana del ghiacciaio del Coolidge del 1989.

Qui continuo in leggera salita sotto le grandi pietraie del Visolotto e poi su terreno un po’ più ripido e molto sconnesso.

Sono in mezzo ad un ambiente davvero selvaggio ed emozionante, proprio quello che stavo cercando.

Arrivo quindi nell’avvallamento racchiuso tra il Monviso a destra e il Viso Mozzo che si trova ora proprio alla mia sinistra.

Sono proprio sotto l’imponente parete Est del Monviso.

Guardo in alto, è davvero impressionante, oltre 1200 metri di roccia si alzano verticali sopra la mia testa.

Ogni tanto si sente qualche rumore di crollo in lontananza, ma qui è normale e il terreno che sto percorrendo ne è la prova tangibile.

Monviso Visolotto
Sulla morena del Monviso
Viso Mozzo pietraia
La pietraia nel canale tra Monviso e Viso Mozzo

Colle di Viso e Lago Grande di Viso

Seguendo vari segni bianchi e rossi e ometti di pietra, tra infiniti ed enormi massi disordinati, passo alla base del Viso Mozzo in direzione del Quintino Sella.

Anche qui la traccia è piuttosto evidente su sentiero detritico e mi conduce in una mezz’oretta circa al Colle di Viso (2650 m).

Da qui la vista si apre sull’enorme conca alla base del Monviso.

Proprio davanti a me il Lago Grande di Viso, un bellissimo specchio d’acqua.

A circa quindici minuti di cammino si vede il Rifugio Quintino Sella.

Alla mia sinistra, ecco la rampa finale che porta sulla vetta del Viso Mozzo.

Mancano poco meno di 400 metri di salita, ma sono molto ripidi.

Infatti calcolerò grazie al mio gps, uno spostamento di appena un chilometro dal colle alla vetta.

Sono passate esattamente tre ore da quando ho lasciato la macchina al Pian della Regina e manca circa un’ora ancora alla cima.

Con il ritardo causato dal divieto di accesso al Pian del Re, non speravo più di riuscire a realizzare il mio progetto, ma ora ci sono quasi e non intendo mollare proprio adesso!

Rifugio Quintino Sella
Il Rifugio Quintino Sella visto dal Colle di Viso

Un urlo preoccupante

Seguendo verso la rampa che porta in vetta al Viso Mozzo, scendo un piccolo avvallamento per poi individuare la traccia che riprende a salire.

Il terreno qui è composto da un’infinità di sfasciumi accatastati e sarà così fino in cima.

Mi aggrego a una comitiva di signori, con cui scambio qualche parolag mentre con passo costante salgo verso la mia meta.

Qui faccio un po’ di attenzione al percorso non evidentissimo, ma comunque segnalato con bolli bianco e rossi e ometti di pietra.

La pendenza in questo tratto si fa davvero sentire e visto anche la quota, ormai prossima ai 3000 metri, il fiato risulta un po’ corto.

Sono a circa metà della salita sulla rampa terminale, quando improvvisamente, sento un urlo che rimbomba in tutto l’avvallamento.

Inizialmente mi si gela il sangue, penso subito a qualcuno che ha avuto un incidente, ma poi capisco.

Non è stato un urlo di disperazione, ma un urlo di gioia, qualcuno ha raggiunto la vetta del Monviso.

Sorrido e mi emoziono pensando a quale deve essere la gioia per aver conquistato il Re di Pietra.

Io invece sto per raggiungere la vetta del Viso Mozzo, non mi importa se è decisamente più facile di quella del Monviso, è il mio obiettivo e desiderio!

Colle di Viso Lago Grande di Viso
Il Lago Grande di Viso e il Colle di Viso dalla rampa finale

In vetta al Viso Mozzo

Continuo a salire, sempre facendo attenzione a dove metto i piedi e aiutandomi con le mani solo in un passaggio, per superare un grosso scalino di pietra.

Ormai inizio a sentire davvero la meta vicina, manca davvero molto poco, ma anche la stanchezza comincia a farsi sentire.

Un passo dietro l’altro, intravedo ormai la particolare croce di vetta, sorrido per la gioia di essere finalmente arrivato, sono sul Viso Mozzo.

Dopo circa 3h40’ ho raggiunto la cima, l’emozione è davvero molto forte.

Quando sono partito non ci speravo tanto, ma quando ho visto che mi sentivo davvero in forma, ho cominciato a crederci veramente.

Mi complimento con la comitiva con cui ho salito l’ultimo tratto, che nel frattempo ha raggiunto la vetta e ne approfitto per chiedere la cortesia di scattarmi qualche foto.

Al di là della cima del Viso Mozzo si apre un baratro che scende a picco un migliaio di metri.

La cima, è un balcone privilegiato di osservazione sul Monviso che è proprio qui davanti, senza nulla che ne impedisce la vista, illuminato da un sole splendente.

Attorno tutto il gruppo dei 3000 che compone la famosa cresta Berhault.

In basso il Quintino Sella e il Lago Grande di Viso, che brilla sotto i raggi del Sole.

Non vorrei più scendere, ma manca ancora tutto il ritorno, comincio quindi lentamente e con cautela ad avviarmi.

Vetta Viso Mozzo
In vetta al Viso Mozzo

L’interminabile discesa dal Viso Mozzo

Riparto quindi nuovamente verso il Colle di Viso, questo è il tratto in cui devo fare più attenzione a non ruzzolare a valle.

In circa una ventina di minuti sono di nuovo al fondo della rampa finale, che mi ha permesso di raggiungere la vetta del Viso Mozzo.

Ora devo semplicemente ripercorrere tutto il tragitto fatto all’andata, ma adesso si è aggiunta anche tutta la stanchezza della salita.

Mi incammino quindi molto velocemente per rientrare al Pian della Regina.

C’è davvero un sacco di gente.

Chi va, chi viene, insomma, non c’è pericolo di soffrire la solitudine.

In circa tre ore ripercorro tutto l’itinerario a ritroso, piuttosto stanco, ma davvero molto soddisfatto.

Devo dire che al Pian de Re la tentazione di prendere il bus che mi riportasse di nuovo alla macchina c’è stata, ma sarebbe stato un po’ come barare e non è nel mio stile.

Al termine di questa avventura, ho realizzato 1300 metri di dislivello positivo e circa 28 km andata e ritorno in 7 ore, non male per essere appena rientrato dalle ferie.

La cosa più importante però al di là dei numeri, è che ho portato a termine un bel sogno che avevo a cuore già da diverso tempo.

Pietraia del Ghiacciaio del Coolidge
La Pietraia del Ghiacciaio del Coolidge durante il rientro

Conclusione e consigli

Il Viso Mozzo può essere sicuramente un buona occasione per realizzare il tuo primo 3000 o per aggiungerne un altro alla tua lista di vette da conquistare.

Come hai potuto leggere dal mio racconto, richiede un buon allenamento e un po’ di esperienza.

Valuta quindi bene le tue risorse fisiche e il tuo livello di preparazione, per affrontare un ambiente di alta montagna.

Questa salita si può fare, a seconda della neve caduta durante la stagione invernale, diciamo da metà giugno a fine settembre/inizio ottobre.

Durante la stagione invernale, con innevamento, è una vera e propria salita alpinistica, con difficoltà maggiori e pericoli di valanghe.

In caso di nebbia, soprattutto sulla rampa finale, valuta se non abbandonare il progetto, può diventare davvero pericoloso.

Volendo potresti anche decidere di arrivare in vetta e fermarti quindi al Quintino Sella a dormire, spezzando così la fatica in due giorni.

Tieni presente che per andare e tornare servono dalle 6 alle 8 ore circa, a seconda del tuo passo, dell’allenamento e se parti dal Pian del Re o dal Pian della Regina.

Questa di cui ti ho raccontato, è stata la mia prima esperienza al cospetto del Re di Pietra e ne sono rimasto davvero folgorato.

Infatti sono ritornato da queste parti anche durante la stagione invernale, per vedere la mutazione del paesaggio con la neve.

Sono salito in seguito sulla vetta del Monte Granè dal Pian della Regina con le ciaspole, un buon modo per ammirare in sicurezza il gruppo del Monviso imbiancato.

Saluti

Bene, siamo quindi giunti anche questa volta ai saluti.

Ti ringrazio per aver letto questo articolo, spero di averti fatto venire voglia di raggiungere la cima del Viso Mozzo.

Come al solito ti chiedo ancora qualche istante per lasciare le tue impressioni, mettere un like o scrivere un commento.

Qui sotto tra l’altro, trovi dei pulsanti che ti permettono di condividere facilmente l’articolo sulle tue pagine social, in modo da proporre l’escursione anche ai tuoi amici.

Non mi resta che salutarti e darti quindi appuntamento alla prossima pubblicazione.

A presto.

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2 risposte

  1. Luisella ha detto:

    Leggo volentieri ogni itinerario . Grazie

    • allmountainsite ha detto:

      Ti ringrazio Luisella, mi fa molto piacere.
      Anche molti miei progetti sono nati leggendo i racconti di qualcun’altro, quindi sono contento ora di poter ricambiare allo stesso modo.

I commenti sono chiusi.