Privacy Policy Cookie Policy Scudo di Enea e Spigolo Bianciotto alla Rocca Sbarua - Allmountainsite

Scudo di Enea e Spigolo Bianciotto alla Rocca Sbarua

Scudo di Enea

Lo Scudo di Enea nella mitologia Greca e Romana, era una potentissima arma posseduta dal protagonista dell’Eneide di Virgilio.

Alla Rocca Sbarua invece è una bella e divertente via di arrampicata, che solca il settore normale del vasto comprensorio di Gneiss, sopra il Rifugio Casa Canada.

È il primo itinerario di roccia aperto in chiave moderna alla Sbarua, ad opera di Marco De Marchi nel 1982.

Probabilmente prende il nome dalla forma della porzione di roccia su cui si inerpica, che da proprio l’impressione di essere un enorme scudo, ardua da superare.

Si tratta di una via invece non particolarmente difficile, ma molto entusiasmante, che sale per circa 70 metri suddivisi in tre lunghezze di corda.

Percorre alcune placche di granito molto compatte e verticali, che richiedono un’ottima tecnica di piedi e decisione nei movimenti.

Le difficoltà dell’arrampicata sono valutate in 6a quella massima e 5c il grado obbligatorio.

Ho ripetuto ben tre volte lo Scudo di Enea alla Rocca Sbarua, ecco il racconto della mia ultima salita.

Verso il Rifugio Casa Canada

È una domenica mattina di giugno del 2019 quando con Massimo, raggiungiamo il caseggiato del Dairin in località San Pietro Val Lemina.

Qui non ci sono molti posti per lasciare l’auto, ma è il percorso più breve per raggiungere il Rifugio Casa Canada ai piedi della Rocca Sbarua.

Recuperiamo velocemente le nostre attrezzature dal baule e ci dirigiamo verso il rifugio, che raggiungiamo in circa mezz’ora passando per il Colle Ciardonet.

Ci troviamo alle pendici del Monte Freidour, che ho salito diverse volte e di cui puoi leggere il racconto di una delle mie escursioni.

All’ex Rifugio Melano facciamo un’ultima colazione e consultiamo le mappe dei numerosi itinerari disponibili.

In programma per oggi c’è la salita di una classica della Sbarua, la Gervasutti-Ronco, ma troviamo già diverse cordate in azione e decidiamo così di cambiare i piani.

Scegliamo di salire lo Scudo di Enea e proseguire poi con una seconda via o nel settore Vena di Quarzo o al Torrione Bianciotto.

Rocca Sbarua
La Rocca Sbarua vista dal Rifugio Melano

Ai piedi dello Scudo di Enea alla Rocca Sbarua

Reperiamo un sentiero che sale subito ripido alle spalle del Rifugio Casa Canada, seguendo i numerosi bolli che in 10/15 minuti ci conducono alla base del settore normale.

Trovarsi ai piedi dello Scudo di Enea della Rocca Sbarua fa sempre una certa impressione, guardi verso l’alto è pensi “Cavoli se si impenna!”

Svolgiamo i soliti preparativi per affrontare la salita: ci imbraghiamo, ci distribuiamo il materiale, ripassiamo accuratamente le mezze corde, per evitare la presenza di nodi che possano ostacolare la progressione.

Ci leghiamo ai due capi delle corde eseguendo il Nodo Savoia e dopo un check di controllo incrociato, siamo pronti per cominciare la nostra arrampicata.

Poiché ho già percorso le  precedenti volte i due tiri dispari da primo di cordata, oggi partirà il mio compagno Massimo, così da confermare l’arrampicata libera di questa via di roccia.

È ora di passare all’azione!


Migliori attrezzature arrampicata


Salita dello Scudo di Enea sul granito della Sbarua

Max parte seguendo la linea di spit centrale tra la Via dei Torinesi a destra e la Via dei Pinerolesi a sinistra, due tracciati degli anni ’50.

Il primo tiro dello Scudo di Enea inizia subito con movimenti non banali e tra l’altro, la prima protezione risulta essere piuttosto alta.

Il mio compagno si muove molto delicatamente tra gli spit, guadagnando a poco a poco terreno.

La difficoltà di questa lunghezza di corda è valutata 5c e necessita di una buona tecnica e decisione, visto la chiodatura non proprio ascellare, come definiamo noi una spittatura non troppo ravvicinata.

Avvicinandosi alla sosta alla base di un piccolo tetto, l’arrampicata libera diventa un po’ più semplice.

Raggiunto Massimo in sosta, mi avvio sulla seconda lunghezza superando il tetto e percorrendo a seguire una bella placca a gocce per concludere infine con una breve fessura.

Anche qui la chiodatura risulta piuttosto lunga, ma nel complesso il tiro è a mio parere più semplice del precedente.

Questa lunghezza è valutata anch’essa 5c.

Scudo di Enea Rocca Sbarua
Sul muro verticale dell’uscita dallo Scudo di Enea

Uscita dallo Scudo di Enea

Max parte ora per il tiro che ci farà uscire dallo Scudo di Enea, che è anche il più difficile (6a).

Attacca la lunghezza diritto con movimenti molto delicati, portandosi sotto un muro verticale.

Lo risale tenendosi molto vicino allo spigolo fino a metà, per poi eseguire un traverso a sinistra di estremo equilibrio tutto sui piedi.

Raggiunti alcuni discreti appigli per le mani, riprende la verticale fino ad uscire dallo Scudo di Enea muovendosi verso destra.

Concludiamo così la prima parte della nostra arrampicata di oggi superando questo entusiasmante itinerario.

Una delle precedenti volte che ripetei questa via, era un giorno di febbraio di qualche anno prima.

Già perché la Rocca Sbarua è uno di quei posti che permette di arrampicare in inverno senza problemi nelle giornate di sole.

Assieme ad Enrica, mia compagna di cordata per l’occasione, scendemmo dalla via con due discese in corda doppia.

Oggi invece io e Massimo decidiamo di continuare la nostra avventura risalendo lo Spigolo Bianciotto.

Rocca Sbarua arrampicata
Sull’ultimo tiro dello Scudo di Enea
Doppie Scudo di Enea
In discesa in corda doppia sullo Scudo di Enea

Verso il Torrione Bianciotto

Ci spostiamo dallo Scudo di Enea scendendo verso sinistra, su sentiero che richiede molta attenzione.

Risaliamo una traccia nel rado bosco e riprendiamo una cengia che percorrendo verso sinistra ci conduce all’attacco dello Spigolo Bianciotto.

Luigi Bianciotto era un fortissimo alpinista locale, che aprì molti itinerari di roccia anche sulle montagne di casa, come ad esempio alla Cristalliera.

Qui alla Rocca Sbarua tracciò tra le altre appunto lo Spigolo Bianciotto nel 1949.

Una via di due tiri di stampo classico, che nonostante i gradi contenuti richiede molta decisione e tecnica.

Le difficoltà dell’arrampicata sono di 6a massimo e 5c obbligatorio, la chiodatura a spit tutt’altro che ravvicinata.

Alla base della via di circa 50 metri si trova la targhetta in metallo con il nome inciso, quindi è impossibile sbagliarsi.


Migliori attrezzature arrampicata


Arrampicare lo Spigolo Bianciotto

Attacchiamo dunque lo Spigolo Bianciotto o meglio, parto sul primo tiro della via risalendo alcuni gradoni in direzione di un diedro.

Ora l’arrampicata libera diventa più verticale e tecnica, prima su piccole concrezioni, si seguono poi delle fessure verticali piuttosto fisiche.

Salgo faticosamente con tecnica di incastro della mano sinistra e piedi su puntine quasi impercettibili, fino ad un passo molto duro da vincere in Doulfer.

La difficoltà su questo tiro (5c/6a) non è solo data dal grado dell’arrampicata, ma anche dalla chiodatura piuttosto esigente, che richiede coraggio e decisione.

Si alterna Max ora sul secondo tiro, che sale da prima sopra la sosta e poi si sposta verso sinistra fino a seguire una serie di lame verticali.

Raggiunto un terrazzino esposto si dirige verso destra e conclude il tiro vincendo una placca alla destra dello spigolo per fessure verticali.

Raggiungiamo così la sosta su due spit posta all’uscita dello Spigolo Bianciotto che si è rivelata un’ottima soluzione per continuare l’avventura dello Scudo di Enea.

Spigolo Bianciotto
In azione sul primo tiro dello Spigolo Bianciotto

Discesa al Rifugio Casa Canada

Dalla sosta dello Spigolo Bianciotto riscendiamo alla base della parete del settore normale per sentiero attrezzato, su cui è necessario un minimo di attenzione.

Raggiunto nuovamente l’attacco delle vie, riscendiamo dal ripido sentiero nel bosco al Rifugio Casa Canada, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Diego, che incontriamo impegnato durante un corso del CAI.

Un’altra avventura si può ritenere conclusa, ma non senza festeggiare con un’immancabile birra e panino consumata all’ex Rifugio Melano.

Ci rimane solo più di tornare alla macchina, ripercorrendo il sentiero dell’andata fino al Dairin passando per il Colle Ciardonet, crocevia per il Monte Freidour.

Ancora una volta la Rocca Sbarua è stata teatro di una arrampicata capace di regalarci grandi emozioni.

Conclusioni e Saluti

Lo Scudo di Enea si riconferma una via di roccia sempre molto divertente, da poter collegare nella parte alta della Sbarua con numerose soluzioni.

In una precedente salita ad esempio, collegai la Manera di destra.

In questa occasione io e Max abbiamo continuato la nostra avventura sullo Spigolo Bianciotto, ripercorrendo un entusiasmante viaggio lungo oltre trent’anni attraverso la storia dell’alpinismo.

Ti segnalo ancora che su entrambi gli itinerari qui descritti, le soste sono attrezzate con catena e anello di calata.

Spero che il mio racconto ti abbia fatto letteralmente scoppiare la voglia di arrampicare alla Rocca Sbarua, un vero tempio dell’arrampicata torinese.

Metti un like se hai apprezzato questo racconto e condividilo con i tuoi amici attraverso i tuoi profili social.

Se hai bisogno di qualche informazione in più o vuoi raccontarci la tua esperienza su questa via, lascia un messaggio qui di seguito, sarò ben lieto di risponderti.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento come sempre al prossimo racconto sempre qui su Allmountainsite.

A presto!


Attrezzature per la montagna

Se non vuoi perderti le pubblicazioni dei nuovi articoli, iscriviti agli aggiornamenti di Allmountainsite.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *