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Rocciamelone da Mompantero dal Rifugio La Riposa

...Mountain Passion

Rocciamelone

Il Rocciamelone è stata la prima cima importante che ho raggiunto quando ho iniziato a praticare l’escursionismo in montagna.

Non è la montagna più alta, non è quella più difficile, non è probabilmente neanche la più bella, ma per chi si appassiona all’escursionismo e vive vicino a Torino, diventa immediatamente un sogno da realizzare.

Il Rocciamelone è unico nel suo genere.

Infatti, credo non ci siano molte altre vette che permettono di raggiungere una quota di oltre 3500 metri, percorrendo nella stagione estiva un itinerario con difficoltà non alpinistiche, ma adatto ad Escursionisti Esperti.

Ho raggiunto ben tre volte la sua vetta ed ogni volta è stata una grande emozione condivisa.

Ben visibile da Torino, la sua sagoma è inconfondibile per qualsiasi amante della montagna .

In questo articolo ti descriverò la mia ultima escursione alla vetta del Rocciamelone, rievocando però anche i bei ricordi delle precedenti salite.

Breve cenni storici sul Rocciamelone

Il Rocciamelone nel MedioEvo era ritenuta la cima più alta delle Alpi.

Oggi sappiamo che non è così, ma allora forse questa credenza era dovuta al fatto che da Susa, paese che sorge alle sue pendici, c’è un salto di oltre 3000 metri per raggiungere la sua vetta.

La prima ascensione risale al 1358 d.C. ad opera del crociato Bonifacio Rotario d’Asti, che raggiunse la sua cima per mantenere fede ad una promessa fatta durante la sua prigionia in Turchia.

Promise infatti alla Madonna di portare una sua statua sulla vetta della prima montagna che avrebbe incontrato tornato in patria, se gli avesse permesso di salvarsi dalla prigionia.

La statua originale oggi è custodita nella cattedrale di Susa.

Madonna Rocciamelone
La Madonna del Rocciamelone posta in cima

Il Rocciamelone un’escursione ad oltre 3500 metri

Il Rocciamelone è alto 3538 metri e divide la val di Susa dalla valle di Viù.

Infatti a sud precipita per 3000 metri verso Susa, dalla quale sale la via normale ovvero la più facile.

A est invece, alle sue pendici si trova il lago di Malciaussia, da dove si può partire per salire alla cima con un itinerario alpinistico dato Facile (F).

Sulla vetta oltre alla Madonna del Rocciamelone, sorge il santuario più alto d’Europa ed è presente anche un piccolo ricovero in cui rifugiarsi in caso di maltempo.

Sul lato di Viù resiste ancora l’ormai quasi scomparso ghiacciaio del Rocciamelone, che si calpesta in parte salendo dal lago di Malciaussia.

La via normale di salita alla sua cima, parte dal comune di Mompantero (TO), più precisamente dal Rifugio La Riposa, posto a quota 2185 metri.

Il periodo consigliato per la salita va, a seconda degli anni, da fine giugno ad inizio ottobre, in cui l’escursione è appunto adatta ad Escursionisti Esperti.

Richiede una buona preparazione fisica e un minimo di capacità di movimento in ambiente di alta montagna.

Infatti per arrivare in cima bisogna superare un dislivello positivo di poco meno di 1500 metri distribuiti in appena 4,8 chilometri, con alcuni tratti anche un po’ esposti.

Se fatta in presenza di neve o ghiaccio invece è da considerarsi una salita alpinistica Facile (F), dove facile non significa alla portata di tutti, anzi!

Ricorda che il grado Facile dell’alpinismo viene comunque dopo l’Escursionisti Esperti Attrezzati, quindi richiede competenze tecniche e preparazione fisica.

Il tratto finale dell’ascensione prevede un lungo traverso esposto, che in caso di neve e ghiaccio diventa molto pericoloso.

Escursione al Rocciamelone

Da circa due anni sto cercando di organizzare la salita al Rocciamelone, per accontentare la richiesta della mia sorellina Simona di raggiungerne la vetta.

Mia sorella non è mai stata una grande sportiva, ma ultimamente mi sembra stia cambiando.

Percepisco che il suo desiderio è forte e mi piacerebbe proprio condividere con lei questa esperienza.

Per me sarebbe la terza volta sulla cima.

Ricordo come fosse ieri quando la raggiunsi  per la prima volta con mia sorella più grande e mio cognato che mi hanno iniziato alla montagna, un’emozione indescrivibile.

Sarei contento che anche Simona potesse di conseguenza provare quella stessa emozione.

Fissiamo una data per Settembre, incrociando le dita perché la meteo ci assista.

Rifugio La Riposa
Il Rifugio La Riposa

15/09/2018: Salita al Rocciamelone

Finalmente è arrivato il giorno che ci eravamo prefissati per salire alla vetta del Rocciamelone e sembra che la meteo, anche se non perfetta, ci permetta di provarci.

Partiamo di mattina presto in direzione Mompantero, con l’idea di arrivare al Rifugio La Riposa verso le 8:30.

Con noi c’è anche Patrizia, la mia compagna nella vita e ormai anche nella maggior parte delle mie avventure in montagna, ma oggi purtroppo non si sente in gran forma.

Una distrazione al volante mi fa mancare l’uscita per Susa, facendoci perdere un po’ di tempo e soprattutto soldi, dovendo pagare ben due volte un casello autostradale con tariffe da criminali.

Recuperiamo un po’ sulla tabella di marcia e usciti a Susa cominciamo quindi la lunga salita verso il rifugio.

Inizialmente si sale su strada asfaltata, che dopo un po’ di chilometri di curve diventa sterrata, ma percorribile con una normale automobile.

Qui la devastazione degli incendi di ottobre 2017 ha lasciato una vera cicatrice sul fianco della montagna, annerito per molti ettari di bosco.

Arriviamo allo spiazzo poco sotto il rifugio La Riposa posto a quota 2050 metri, ma provo a salire fin sotto il rifugio, per provare ad accorciare un po’ il dislivello.

Siamo fortunati, trovo l’ultimo posto disponibile per lasciare l’auto.

Rifugio La Riposa

Sono quasi le 9:00 e arrivati al Rifugio La Riposa ci prepariamo per cominciare a salire.

Patrizia ha deciso di non venire, non si sente proprio bene e quindi preferisce rimanere qui ad aspettarci.

Sono dispiaciuto che non verrà con noi, so che dovremo lasciarla sola per diverse ore e il rifugio è ancora chiuso, senza nessun indicazione di quando aprirà.

Prepariamo lo zaino, indossiamo gli scarponcini, recuperiamo i bastoni da trekking e partiamo, inizia questa bella avventura fraterna.

Sul retro del Rifugio La Riposa parte l’evidente sentiero tra verdi prati, che segna l’inizio della nostra ascensione.

Diverse mucche stanno pascolando tranquillamente in autonomia.

Attacchiamo con passo deciso e cadenzato, ma senza esagerare, è importante dosare bene le energie se si vuole arrivare fino in cima.

Di fronte a noi avvolta da un piccolo sbuffo di nuvole la vetta del Rocciamelone, che  per un attimo si scopre per farsi ammirare: sembra quasi ci stia chiamando.

Rocciamelone Rifugio La Riposa
Il Rocciamelone dal Rifugio La Riposa

Rifugio Ca’ d’Asti

Saliamo seguendo una traccia terrosa scavata tra i prati, che sale da subito in maniera piuttosto decisa con numerosi tornanti.

Incontriamo dopo poco una deviazione: entrambi i sentieri portano al rifugio Ca’ D’Asti, ma uno è più diretto e permette di risparmiare una mezz’ora di tempo, anche se richiede un po’ più di fatica.

Prendiamo la diretta, la prima volta che salii sul Rocciamelone invece seguimmo il percorso un po’ più lungo.

Guadagniamo quota piuttosto decisi sempre cercando di mantenere un passo costante, per non spomparci troppo.

Ben più in basso intravediamo il rifugio La Riposa quasi avvolto da alcune spesse nubi.

Stiamo proseguendo bene e ci avviciniamo ad alcuni speroni rocciosi in cui sul più alto poggia il Ca’ d’Asti.

Arrivati alla base del roccione più alto, iniziamo ad aggirarlo alla sua destra ed in breve raggiungiamo il rifugio Ca’ d’Asti a quota 2854 metri, prima tappa della nostra salita al Rocciamelone.

Qui ci fermiamo per rifiatare qualche minuto e per permettere al nostro corpo di acclimatarsi, ovvero di abituarlo alla quota.

Siamo saliti in circa 1h10 minuti, ci sentiamo bene e ne approfittiamo per scattare qualche foto mentre recuperiamo energie.

Invio un messaggio a Patrizia rimasta al rifugio La Riposa per comunicare i progressi, spero che nel frattempo il rifugio abbia aperto e lei sia a rilassarsi col suo immancabile buon libro.

Sentiero da Rifugio La Riposa
Salendo dal Rifugio La riposa
Ca'd'Asti
Arrivo al Ca’d’Asti
Rifugio Ca d'Asti
Il rifugio Ca d’Asti

Verso il Rocciamelone sopra i 3000 metri

Dopo una pausa di una decina di minuti ripartiamo verso la vetta del Rocciamelone, imboccando la traccia detritica subito alle spalle del rifugio.

Intanto delle fitte nubi si sono abbassate sul nostro itinerario e ci avvolgono al loro interno.

Nulla di preoccupante, si spostano di continuo alternando schiarite a momenti in cui siamo completamente avvolti nelle nebbie.

La ripartenza si fa subito sentire, un po’ perché il sentiero sale immediatamente deciso, in parte perché si comincia ad accusare la quota.

Infatti nel giro di breve tempo da quando abbiamo lasciato il rifugio Ca’ D’Asti, raggiungiamo i fatidici 3000 metri.

Ricordo la prima volta che superai questa quota, mi sembrò che le gambe di colpo si appesantissero.

Tra le nebbie intravediamo qualche stambecco del tutto indifferente, ormai piuttosto abituato alla presenza umana.

Una serie di tornanti ci permette di raggiungere la cresta, che percorriamo rimanendo leggermente al di sotto del suo filo.

Inizia sicuramente la parte più emozionante e d’ambiente dell’escursione alla vetta del Rocciamelone.

Rocciamelone Ca'd'Asti
Abbandoniamo il rifugio Ca’d’Asti verso la vetta
Sentiero Rocciamelone
Sentiero verso la cresta
Cresta del Rocciamelone
La cresta del Rocciamelone

Verso la Croce di Ferro

Proseguiamo adesso senza più cambiare direzione verso nord, seguendo i continui bolli rossi e bianchi che segnano numerosi l’intero itinerario di salita.

Percorriamo la traccia evidente tra detriti e sfaciumi rimanendo sempre sotto il filo di cresta, con pendenze ora un po’ meno marcate.

Ogni tanto ci fermiamo a bere un goccio d’acqua per reintegrare i liquidi che indubbiamente stiamo perdendo.

Durante la mia seconda salita, insieme al mio amico Andrea, commisi la leggerezza di non idratarmi a sufficienza e a soli 50 metri dalla vetta, dovetti fermarmi a bere e mangiare una barretta per riprendermi.

Avevo letteralmente finito la benzina a comprova che il nostro corpo è esattamente come una macchina, se ogni tanto non lo rifornisci rimane a secco!

Raggiungiamo ora la Croce di Ferro a quota 3306 metri.

Le nubi cominciano a diradarsi scoprendo proprio di fronte a noi la bellissima piramide, che si alza per oltre 200 metri ripida fino alla cuspide sommitale.

Iniziamo a sentire il brivido della vetta.

Croce di ferro Rocciamelone
Croce di Ferro del Rocciamelone
Rocciamelone cresta
Sotto il filo di cresta del Rocciamelone

Verso la vetta del Rocciamelone

La stanchezza comincia a farsi sentire per Simona, più che altro per effetto della quota che riduce l’ossigenazione dei muscoli, ma la vedo comunque molto determinata.

La incito a non mollare.

Abbandoniamo la Croce di Ferro per iniziare il tratto più impegnativo dell’escursione.

Continuiamo a muoverci verso nord, risalendo ormai su terreno roccioso la cengia sempre più stretta e sconnessa.

Siamo appena sotto il filo di cresta e percorriamo il lungo traverso che ci porta alla base del salto roccioso che conduce in vetta.

La salita ora si impenna letteralmente.

L’aiuto di alcune corde fisse, non indispensabili ma utili, agevolano il coronamento del nostro sogno.

Prendiamo quota davvero velocemente e raggiungiamo il punto in cui ci troviamo proprio sul filo di cresta.

Ora la montagna scende a picco su entrambi i nostri fianchi, manca ormai davvero molto poco.

Ancora qualche sforzo, raggiungiamo un inusuale WC d’alta quota, tutte le volte mi chiedo dove andranno a finire gli eventuali bisogni di chi lo utilizza.

Giriamo ora a sinistra e risaliamo dei facili gradoni e finalmente eccoci: siamo sulla vetta del Rocciamelone.

Sentiero Rocciamelone
Nel tratto finale della salita al Rocciamelone
Cima Rocciamelone
La vetta del Rocciamelone si mostra

Vetta del Rocciamelone

In tre ore e dieci minuti raggiungiamo quindi la cima.

Leggo la soddisfazione negli occhi della mia sorellina, che abbraccio per complimentarmi e mi commuovo per questo bel momento condiviso.

Sono molto orgoglio di lei, se l’è cavata davvero bene.

Mi spiace che Patrizia non sia qui con noi a condividere questo momento di soddisfazione, ma vuol dire che sarà la scusa per tornare ancora.

Per me è la terza volta su questa cima e ricordo molto bene entrambe le precedenti.

Anche la prima volta mi commossi quando arrivai in vetta, significava molto per me.

Con Andrea, nella mia seconda ascensione, fui davvero contento per lui.

Lo desiderava da quando ascoltava i racconti di una persona a lui molto cara purtroppo scomparsa.

Non è semplicemente il raggiungimento dell’obbiettivo che rende speciale ogni salita, ma soprattutto il significato che poniamo in esso.

In vetta c’è diversa gente e addirittura si sta svolgendo una funzione religiosa all’aperto con tanto di altare “portatile” .

Incontro anche il mio amico Fabio, un vecchio allievo della scuola del Cai di Val della Torre, che è salito anche lui per la prima volta con degli amici.

Alcune nubi purtroppo impediscono la vista dello splendido paesaggio che questa cima regala su gran parte dell’arco alpino.

Dai giganti della Valle d’Aosta alle Valli di Lanzo con la Ciamarella in bella vista, fino al Monviso.

Mangiamo qualcosa velocemente prima di ridiscendere e mando un messaggio a Patrizia, rimasta al rifugio La Riposa, per avvisarla che siamo in vetta e che a breve cominceremo la discesa.

Vetta Rocciamelone
Le mie tre volte sulla vetta del Rocciamelone

La lunga ma breve discesa

Ripartiamo  dopo una mezz’oretta scendendo con cautela soprattutto nel tratto sotto la cima, sicuramente il più delicato dell’intera salita al Rocciamelone.

In circa un’ora raggiungiamo nuovamente il rifugio Ca’d’Asti, tappa intermedia che volendo permette di spezzare in due giorni l’escursione.

Una sosta per riprendere le gambe e sfruttare il bagno, mentre invio l’ennesimo messaggio a Patrizia per comunicare che stiamo tornando.

Non ci fermiamo molto, soprattutto per non sfreddare troppo i muscoli delle gambe, con il rischio che si inchiodino e rendano la discesa più faticosa di quanto non sia già.

Ho ancora memoria della mia prima discesa, che mi sembrò davvero interminabile a dispetto in realtà della breve distanza da coprire per tornare al punto di partenza.

Quando raggiungiamo  i prati vicino al rifugio La Riposa, le mucche sono letteralmente svaccate sotto il sole e noi le invidiamo felicemente sfiniti.

Finalmente entriamo dopo poco più di due ore al rifugio, scoprendo che per fortuna ha aperto.

Abbracciamo Patrizia che ci accoglie sorridente complimentandosi con Simona per la sua meritata conquista.

Ora ci dedichiamo alla indispensabile merenda con panino e birra, che non può assolutamente mancare al termine di una intensa faticaccia.

Mucche pascolo
Mucche svaccate vicino al rifugio La Riposa

Conclusione e Consigli

L’escursione al Rocciamelone dal rifugio La Riposa è una classica della Val di Susa, l’occasione di arrivare oltre i 3500 metri  senza il bisogno di avere competenze alpinistiche.

Nonostante questo non sottovalutarla, perché si tratta comunque di un salita in alta quota.

Organizzare un’escursione in montagna in questi casi è quindi fondamentale per non trovarsi in guai seri e per massimizzare la riuscita del progetto.

Fai attenzione in caso di forte nebbia a non perdere l’orientamento e se trovi neve o ghiaccio, soprattutto sul tratto finale.

In quest’ultimo caso rinuncia se non sei correttamente equipaggiato e non hai le giuste competenze.

Valuta molto bene la tua preparazione fisica e se ritieni di non essere in grado di farcela in giornata, piuttosto spezza la salita in due giorni.

In fondo anche godersi il tramonto e dormire ad oltre 2800 metri potrebbe essere una favolosa esperienza.

Il bello di andare in montagna non è semplicemente la conquista della vetta, ma soprattutto il viaggio che si compie per raggiungerla, la cima è solo la ciliegina sulla torta.

Portati acqua a sufficienza e cibi energetici facili da digerire.

Metti nello zaino qualcosa per coprirti, le temperature in alta montagna possono cambiare da un momento all’altro, basta che alcune nubi coprano il sole o si alzi il vento.

Saluti

Siamo quindi giunti anche questa volta alla fine del racconto.

Spero che leggerlo ti abbia fatto venire voglia di raggiungere la vetta del Rocciamelone, un’esperienza che rimarrà sicuramente per sempre nei tuoi ricordi.

Prima di salutarti, ti chiedo come sempre la cortesia di mettere un like o lasciare un commento se ti è piaciuto il mio articolo, per ripagarmi degli sforzi compiuti per scriverlo.

Condividi il racconto di questa salita sui tuoi profili social, così anche i tuoi amici e conoscenti potranno scoprire questa fantastica escursione.

Grazie per averlo letto, spero continuerai a seguire Allmountainsite, ti do appuntamento al prossimo articolo.

A presto.



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