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Punta Aquila da Alpe Colombino

Punta dell'Aquila

La Punta dell’Aquila è una meta molto frequentata dai torinesi per organizzare un’escursione in montagna sia nella bella stagione, che durante l’inverno.

La sua cima a 2119 metri d’altezza è situata tra la Val Sangone e la Val Chisone e interessa i comuni di Giaveno e Pinasca.

Appartenente alle Alpi Cozie, fa parte del Gruppo dell’Orsiera-Rocciavrè e grazie alla sua posizione, offre una vista eccezionale sulla pianura torinese e cuneese, oltre che su una grossa porzione dell’arco alpino.

Come accennavo è una meta molto battuta anche durante l’inverno, ottima per organizzare escursioni sulle ciaspole e gite di sci alpinismo, pratica che proprio qui vede la sua nascita per l’Italia nel 1898.

La sua via normale sale sopra Giaveno, con una lunga escursione che parte dall’Alpe Colombino.

Percorrendo infatti una decina di chilometri andata e ritorno e superando un dislivello positivo di 860 metri, si può arrivare alla croce posta in vetta alla Punta dell’Aquila.

Ho salito diverse volte questa montagna, sia in estate che in inverno, ecco il racconto della mia ultima realizzazione.

Ritorno alla Punta dell’Aquila

Dopo l’ultimo trekking al Rifugio Jervis in Val Pellice, continuo la mia riabilitazione post Covid-19, che ci ha costretti ad un lungo periodo di inattività.

È il 14 giugno 2020 e senza molta voglia di percorrere troppi chilometri in macchina, scelgo come meta per la mia prossima escursione in montagna la Punta dell’Aquila, su cui è un po’ che non metto piede.

Dopo giorni e giorni di pioggia ininterrotta, finalmente si apre uno spiraglio di bel tempo.

Quale migliore occasione quindi per salire su un balcone naturale sopra Torino?

Oggi sono da solo o forse è meglio dire che non sono accompagnato, ho quindi intenzione di spingere un po’ per accelerare la preparazione fisica.

Reduce da una cena con amici non mi alzo troppo presto, ma alle 10:20 circa sono all’Alpe Colombino, da cui comincia la salita alla Punta dell’Aquila.

L’ampio parcheggio è già colmo di auto e capisco subito che non sarà proprio una salita in solitaria, come avvenne la prima volta che raggiunsi la vetta.

Infilo i miei inseparabili scarponcini Dolomite, raccolgo dal bagagliaio i bastoni da trekking e metto in spalla uno zainetto con dentro giusto un litro d’acqua e un pile, mai ce ne fosse bisogno.

Tutto è pronto per iniziare questo trekking alla Punta dell’Aquila.

Trekking alla Punta dell'Aquila
Inizio del trekking alla Punta dell’Aquila

Trekking alla Punta dell’Aquila

Lasciata alle spalle la statua di una grande aquila dove inizia il sentiero, incomincio subito a salire di buon passo.

La prima parte di ascensione supera un paio di tornanti su fondo pietroso, a cui seguono due primi brevi tratti dritti ed un terzo invece decisamente più lungo e faticoso.

Questo lungo rettilineo è uno dei due punti più duri dell’intera salita e spezza subito il fiato.

Il gran caldo di oggi di sicuro non aiuta e così a freddo parte subito l’affanno, ma decido di non mollare fino al termine della rampa, dove potrò rifiatare qualche istante.

Un passo dietro l’altro mi sembra che questa salita non finisca più, quando ecco finalmente che metto piede su una spalletta in piano, che offre già una discreta vista verso la città.

Mi fermo qualche minuto, bevo un sorso d’acqua e porto il cuore di nuovo al minimo dei giri, prima di ripartire verso la mia meta.

Appena il fiato si è di nuovo regolarizzato, mi rimetto in moto senza pensarci troppo su in direzione di un grande dosso, che raggiungo compiendo una leggera salita.

Da qui si vede il secondo punto più duro dell’escursione alla Punta dell’Aquila, ovvero la lunga rampa che porta agli ormai dismessi impianti sciistici

La prospettiva la fa apparire molto più ripida di quello che è poi effettivamente, ma comunque c’è da faticare non poco.

Escursione alla Punta dell'Aquila
Al termine dalla prima faticosa rampa verso la Punta dell’Aquila
Vecchi impianti sciistici Alpe Colombino
In lontananza il ripido pendio verso gli impianti della Punta dell’Aquila

I vecchi impianti sciistici dell’Aquila

Raggiunti i vecchi impianti di discesa mi rilasso qualche istante e reintegro un po’ di liquidi prima di riprendere il mio itinerario.

C’è davvero un sacco di gente decido quindi di fermarmi giusto il tempo necessario per recuperare un minimo di forze.

Superati gli impianti dopo una breve discesa, percorro un lungo tratto in piano che punta diretto all’ultimo pendio, che conduce sulla cresta finale.

Qualche nuvola copre finalmente un po’ il sole dando qualche attimo di tregua, questa parte di salita permette di tirare il fiato.

Riprendo verso l’alto una traccia che si inerpica tra ampi prati erbosi e in breve raggiungo la cresta della Punta dell’Aquila.

Ne approfitto per bere ancora prima di muovermi verso destra e guadagnare gli ultimi metri di dislivello.

Bastano pochi minuti per raggiungere l’ultima parte che conduce in cima.

Salita alla Punta dell'Aquila
Sul ripido pendio verso gli impianti della Punta dell’Aquila
Punta dell'Aquila dall'Alpe Colombino
Verso la cresta della Punta dell’Aquila
Escursione dall'Alpe Colombino
Tratto in piano prima della cresta della Punta Aquila

Sportler tutto per l'outdoor


In vetta alla Punta dell’Aquila

Gli ultimi metri di salita costringono a superare un breve tratto molto esposto per raggiungere la croce di vetta.

Si tratta veramente di una manciata di metri, ma mi è già capitato di vedere qualcuno rinunciare arrivati in questo punto e tornare indietro.

Non c’è nulla di cui vergognarsi, se non ci si sente sicuri è la decisione migliore.

Dopo diverso tempo sono di nuovo in vetta alla Punta dell’Aquila dall’Alpe Colombino in un’ora e cinquanta minuti.

Mi sento soddisfatto.

In alcuni momenti mi è sembrato davvero di essere lentissimo, ma comunque nonostante il lungo periodo di stop forzato, non posso certo lamentarmi.

Mi prendo qualche minuto per scattare alcune foto e godermi lo straordinario paesaggio offerto da questo punto di osservazione privilegiato.

Alcune delle cime da me raggiunte in precedenti escursioni sono da qui ben visibili: Il Musinè, il Rocciamelone, l’Uja di Ciamarella e molte altre.

La numerosa presenza di persone mi convince a non fermarmi troppo e cominciare la discesa verso una meritata merenda.

Punta dell'Aquila da Giaveno
Cresta della Punta dell’Aquila
Vetta Punta dell'Aquila
Ultimi metri verso la croce di vetta della Punta dell’Aquila
Vista su Torino da Punta Aquila
La vista verso Torino dalla Punta dell’Aquila

Escursione invernale alla Punta dell’Aquila con le ciaspole

In una precedente salita la Punta dell’Aquila è stata l’occasione per organizzare un’escursione con le ciaspole davvero sensazionale.

In inverno infatti questa montagna regala una vista fantastica sulla provincia di Torino, con un contrasto da lasciare davvero senza parole.

Poiché non presenta forti pendenze, la salita invernale alla vetta è sicura anche dopo abbondanti nevicate ed infatti viene presa d’assalto anche nella stagione fredda.

Facilmente troverai quindi già la traccia di qualcuno salito in precedenza ad indicare il percorso, l’importante è dunque non uscire dal tracciato rimanendo al riparo dal pericolo valanghe.

Nel tratto oltre gli impianti è importante non avvicinarsi troppo alle cornici che si formano affacciandosi verso la città.

La cresta che conduce in cima invece a seconda dell’azione del vento può diventare molto delicata e potrebbero essere necessari picozza e ramponi per raggiungere la croce.

In caso di neve dura può capitare di dover utilizzare picozza e ramponi per l’intera salita.

Escursione invernale alla Punta dell'Aquila
In discesa dalla Punta dell’Aquila con le ciaspole
Alpe Colombino
Alpe Colombino

Conclusione

Ho effettuato il rientro dalla cima all’Alpe Colombino ripercorrendo l’intero itinerario di salita in un’ora e mezza circa.

Ovviamente durante la stagione invernale conviene aumentare un po’ i tempi di salita e discesa e valutare bene gli orari in cui effettuare l’escursione.

Il trekking alla Punta dell’Aquila è sempre l’occasione per fare un buon allenamento godendo di stupendi paesaggi.

È un’escursione in montagna valutata per Escursionisti, non difficile, ma lunga e faticosa.

Diverse volte comunque mi è capitato di veder salire anche bambini tra gli 8 e i 10 anni in tutte le stagioni.

Direi quindi che può essere effettuata con figli a seguito, purché siano allenati e abituati a camminare per qualche ora.

Saluti

Con il racconto della salita alla Punta dell’Aquila da Giaveno, mi auguro di averti fornito un nuovo spunto per una prossima escursione.

Spero che ti sia piaciuto, che lascerai quindi un like e lo condividerai con i tuoi amici tramite i social.

Di seguito puoi lasciare un commento se hai piacere, scrivendo le tue impressioni se hai già effettuato questo trekking o facendo domande se hai qualche dubbio sull’itinerario.

Sarò lieto di risponderti non appena troverò un istante per farlo.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo racconto sempre qui su Allmountainsite.

A presto!

Guarda il video della salita per rivivere assieme questa straordinaria avventura

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