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Monte San Primo dalla Colma di Sormano

...Passione Montagna

Monte San Primo

Il Monte San Primo è la vetta più alta di quello che è conosciuto come Triangolo Lariano, ovvero la penisola che si trova tra i due rami inferiori del lago di Como.

Sono più o meno una dozzina le vette che ne fanno parte, tra cui quella del Monte Bolettone e del Palanzone di cui ti invito a leggere il racconto delle mie salite.

Per raggiungerne la vetta a 1682 metri si può partire dalla Colma di Sormano, passo posto a poco più di 1100 metri su cui sorge un osservatorio astronomico.

Da qui puoi partire per compiere un’ascensione che ti permetterà di godere della vista di paesaggi fantastici, che spaziano su una grande porzione dell’arco alpino e il lago di Como a nord e la pianura lombarda a sud.

Non manca ovviamente come sempre la presenza delle più conosciute cime di Lecco, la Grignetta e il Grignone, a cui segue il Resegone inconfondibile per la sua forma a denti di sega.

Questa salita può essere compiuta sia nella stagione invernale che nei restanti periodi dell’anno, magari evitando quelli esageratamente caldi.

Ciaspolata al Monte San Primo

Il Monte San Primo nella sua veste invernale è davvero straordinario ed offre la possibilità per organizzare escursione con le ciaspole da non perdere.

Ad una prima parte piuttosto lunga e monotona, segue la scelta di due diversi itinerari: il primo costeggia il versante meridionale della montagna, l’altro percorre numerosi saliscendi sulla dorsale.

Sebbene sia più faticosa questa seconda opzione è sicuramente quella più entusiasmante per raggiungere la vetta.

Il dislivello positivo da superare è di circa 600 metri e il suo percorso si sviluppa andata e ritorno per 16 km, per cui richiede un discreto allenamento, soprattutto se affrontato con la neve.

Nonostante non presenti particolari difficoltà tecniche e pericoli oggettivi, in caso di forte innevamento o di condizioni di neve instabile qualche pendio a sud potrebbe essere soggetto al pericolo valanghe.

In questo caso meglio percorrere il sentiero sulla dorsale, facendo sempre molta attenzione alle cornici che spesso si formano per azione del vento.

Un’altra volta verso il Monte San Primo

È domenica 8 marzo 2020, giorno in cui si festeggiano le donne e nel quale a ora di pranzo entra in vigore un decreto legge per contenere l’epidemia del Coronavirus.

Passerà molto tempo prima che andremo ai Monti Orsa e Pravello, potendo così tornare ai nostri amati monti.

Noi partiamo poco prima delle 8 in direzione Colma di Sormano, una delle possibilità per effettuare questa salita.

Il bollettino valanghe lombardo da grado marcato su tutte le Orobie, mentre è minimo sulle prealpi occidentali, ecco quindi il motivo della nostra scelta.

In realtà scegliamo il Monte San Primo anche perché lo abbiamo già salito due volte, di cui una in invernale e ci ricordiamo essere davvero affascinante per gli scorci panoramici che offre.

Arriviamo nei pressi dell’osservatorio intorno alle nove e facciamo un’ultima colazione al bar prima di metterci in marcia.

Ci assicuriamo anche che non ci sia da pagare il parcheggio, dal momento che la macchinetta è fuori uso.

San Primo dalla Colma di Sormano
Partiamo dalla Colma di Sormano, a sinistra il San Primo
Sentiero Colma di Sormano
Inizio del sentiero verso il San Primo

Dalla Colma di Sormano all’Alpe Spessola

Dalla Colma di Sormano superiamo una piccola staccionata alla sinistra del bar, ma si può percorrere anche una strada carrozzabile che si trova alla sua destra, i due percorsi si ricongiungono più avanti.

Mentre attraversiamo una breve zona aperta alla nostra sinistra in lontananza è già visibile il Monte San Primo, così vicino ma anche così lontano.

Ci addentriamo in un boschetto che con qualche saliscendi un po’ tortuoso dopo alcuni minuti ci ricongiunge alla carrozzabile prima citata.

Raggiungiamo prima la Colma del Bosco a 1233 metri, dove comincia un lungo tratto tra i filari di alberi e arriviamo quindi all’Alpe Spessola, senza aver praticamente guadagnato quota.

Da qui si apre un paesaggio già entusiasmante verso le Orobie e ha inizio la parte più interessante della nostra salita.

La Grigna Settentrionale, la Grignetta e il Resegone, ci osservano da molto vicino, mentre poco più lontano è visibile anche il Legnone, la vetta più alta tra le montagne lecchesi.

Colma del Bosco
Alla Colma del Bosco
Bosco alpe Spessola
Nel bosco verso l’alpe Spessola
alpe Spessola
Lasciamo l’alpe Spessola dirigendoci verso il San Primo

Versante Sud o sentiero dorsale

Dall’Alpe Spessola si decide se dirigersi verso la dorsale, percorrendo un lungo e panoramico percorso o costeggiare il versante sud del monte San Primo.

In una precedente salita abbiamo percorso l’intera dorsale, toccando anche la Cima del Costone a 1616 metri, questa volta invece preferiamo seguire il versante sud, perché la neve è piuttosto ghiacciata.

Iniziamo quindi un lungo cammino verso la vetta seguendo un largo sentiero balcone, con pendenze davvero minime ai piedi della dorsale, sotto un piacevole sole che scalda il viso e le ossa.

Un paio di brevi tornanti ci fanno guadagnare un po’ di quota, prima di riprendere in direzione ovest verso il Monte San Primo.

Il paesaggio che ci circonda è sempre molto vasto e si estende dalle Grigne, al Monte Palanzone, fino a tutta la pianura lombarda, oggi tutto sommato non avvolta dalla solita spessa foschia.

Arriviamo sempre con pendenze poco sostenute nei pressi dell’Alpe Terra Biotta a quota 1536 metri, ormai sembra quasi che ci siamo, ma in realtà c’è da camminare ancora un bel po’.

Monte San Primo versante sud
Percorriamo il sentiero sul versante sud del monte San Primo
alpe Terra Biotta
Raggiungiamo l’alpe Terra Biotta

Attrezzature per la montagna

Ultimi metri sulla dorsale

Continuiamo dunque la nostra marcia verso la vetta del Monte San Primo dove oggi è presente davvero molta gente.

La neve è così pressata che le ciaspole sono quasi superflue, sarebbero più utili dei ramponcini e infatti molti li hanno, ma la maggior parte ha solo le proprie calzature.

Ancora un lungo tratto sul sentiero balcone ci porta al termine della dorsale sotto la cima, da qui o si segue ancora il largo sentiero o si risale per gli ultimi metri in cresta.

Noi scegliamo questa seconda soluzione per dare un po’ più di gusto all’escursione e per evitare l’assembramento di persone sul sentiero.

La neve qui è un po’ più adatta alle ciaspole, forse per effetto del sole, che essendo ormai la mezza inizia a scaldare bene.

Risaliamo con un po’ di fatica la traccia di qualcuno che ci ha preceduto e finalmente ci troviamo sulla cresta a pochi passi dalla vetta.

Decidiamo di non andare oltre, perché vicino alla croce c’è veramente troppa gente.

Dorsale monte San Primo
La dorsale del monte San Primo

In vetta al monte San Primo

Il sole è alto e caldo, non soffia un alito di vento e il cielo è di un blu che non puoi non sorridere e sentirti bene, il paesaggio che ci circonda è assolutamente fantastico.

Ci troviamo proprio tra i due rami in cui il Lago di Como si divide verso l’omonimo capoluogo a ovest e Lecco ad est, sulla punta della penisola invece si trova Bellagio.

Ci guardiamo attorno contenti e soddisfatti, nonostante non siamo stati proprio velocissimi e abbiamo impiegato quasi tre ore per raggiungere la vetta.

Comunque ci stiamo godendo la giornata, che purtroppo sarà l’ultima occasione per stare un po’ all’aria aperta, prima di un lungo periodo di restrizioni dovute al Covid-19.

Passeranno oltre due mesi prima che l’escursione al Monte Orsa e al Monte Pravello ci permettano di tornare in montagna.

La fame si fa sentire, l’idea è di concedersi qualcosa alla baita La Colma prima di tornare a casa.

Dopo aver scattato un po’ di foto e aver recuperato le energie, quindi ci avviamo al rientro.

Vetta monte San Primo
La vetta del monte San Primo
Lago di Como
La vista del Lago di Como

Discesa dal monte San Primo

Ripercorriamo l’intero itinerario di salita per tornare alla Colma di Sormano.

Sarebbe possibile seguire la dorsale per la discesa, ma ha sicuramente molto più senso farlo in salita, dando all’escursione un sapore un po’ più alpinistico.

In circa due ore ripercorriamo tutta la strada fatta all’andata e possiamo così concederci un po’ di riposo e un buon panino con birra, per riprendere qualche caloria.

La neve nel pomeriggio ha cominciato a diventare davvero molle, quindi siamo riusciti a rientrare con il solo ausilio degli scarponi.

Un’altra avventura è giunta al termine.

È stato proprio bello poter tornare a rivedere gli splendidi panorami offerti dal Monte San Primo.

Conclusioni e Saluti

Il Monte San Primo offre davvero una bellissima escursione da effettuarsi tutto l’anno, ma che sicuramente regala il suo meglio nella stagione invernale.

Per l’intero giro, sempre tenendo conto del proprio allenamento, considera dalle quattro alle cinque ore di cammino.

È una salita adatta anche a chi si avvicina all’escursionismo invernale, facendo solo attenzione alle indicazioni del bollettino valanghe.

Spero che questo racconto ti sia piaciuto e ti abbia dato nuove idee per progetti futuri.

Come sempre ti chiedo cortesemente di lasciare un like o un commento se lo desideri e di condividere l’articolo sui tuoi profili social.

Non mi resta altro da fare che darti appuntamento al prossimo racconto, sempre qui su Allmountainsite.

Ciao a presto!


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