Cookie Policy Monte Palanzone dall’Alpe del Vicerè - Racconto di Allmountainsite

Monte Palanzone dall’Alpe del Vicerè

...Passione Montagna

Monte Palanzone vista su Orobie

Il monte Palanzone dall’Alpe del Vicerè, è un buon obiettivo per cominciare l’anno!

È il 2 gennaio, il 2019 è cominciato da poco più di ventiquattro ore e la mia voglia di montagna è già alle stelle.

Visto che ho ancora un giorno di ferie dal lavoro, perché non approfittarne?

Decido quindi di ripetere la salita alla vetta del monte Palanzone, già effettuata un paio di anni fa, partendo appunto dall’Alpe del Vicerè, in località Albavilla (CO).

Monte Palanzone

Il monte Palanzone, situato tra i due rami del lago di Como, è una modesta elevazione delle prealpi comasche.

La sua altezza massima è quotata 1436 metri è può essere raggiunta tramite diversi itinerari.

Il più semplice probabilmente è quello che sale dalla Colma di Sormano, che porta in cima con un dislivello di appena 300 metri.

La salita dall’Alpe del Vicerè invece, copre una distanza di circa 12 chilometri, andata e ritorno, con un dislivello positivo di 600 metri.

Non farti ingannare però dall’apparente semplicità di questa escursione, conquistare la cima del monte Palanzone non sarà facile!

Infatti l’ultima parte dell’ascensione sale davvero molto ripida, metterà quindi alla prova la tua voglia di arrivare in vetta!

Alpe Vicerè
Le stalle all’Alpe del Vicerè

Dall’alpe del Vicerè alla Capanna Mara

La prima parte della salita al monte Palanzone dall’Alpe del Vicerè, è comune a quella per la cima del monte Bollettone.

Di questa salita ti ho già scritto in passato, quindi ti rimando al mio articolo “Monte Bollettone dall’Alpe del Vicerè” per i dettagli.

Qui troverai anche una breve introduzione sull’origine del nome di questo altopiano.

Non mi dilungo quindi su questa parte di itinerario, per non ripetermi e rischiare di annoiarti.

Lasciata l’auto, percorro il tratto che porta alla Capanna Mara, molto velocemente.

Ho un po’ di cose da fare oggi.

Anche per questo motivo ho scelto questa escursione, perché si può realizzare quando hai a disposizione anche solo una mezza giornata.

In circa 35’ percorro il tragitto tra l’Alpe del Vicerè e la Capanna Mara, che alterna sostanzialmente tratti su sterrato ad altri su mulattiera.

Alcuni tratti ripidi si susseguono con altri perfettamente in piano.

Pochi metri prima di arrivare alla Capanna Mara, una mulattiera sale verso sinistra in direzione della bocchetta di Lemna.

Escursione Monte Palanzone
Bivio della Bocchetta di Lemna: a destra verso il Palanzone a sinistra il Bolettone

Dalla Bocchetta di Lemna e Pizzo dell’Asino

Senza fermarmi alla Capanna Mara, continuo la mia escursione verso la vetta del monte Palanzone.

Arrivato in cima alla breve mulattiera, raggiungo un bivio.

A sinistra si sale verso il Monte Bollettone, mentre a destra scende un breve tratto di sentiero che porta alla bocchetta di Lemna (1115 m).

Raggiunta la bocchetta di Lemna, tenendo il sentiero che sale dolcemente sulla destra, mi incammino verso il monte Palanzone.

Da qui intravedo già la cima attraverso i rami degli alberi spogli, appena dietro il Pizzo dell’Asino.

Percorrendo un stratto di sterrato, praticamente in piano, poco dopo arrivo ad un altro bivio.

Il sentiero a sinistra porta al Pizzo dell’Asino, mentre quello di destra sale direttamente alla cima del monte Palanzone.

Inizialmente seguo il sentiero a sinistra che sale deciso prima tra la vegetazione e poi su un’ampia dorsale erbosa.

L’idea è quella di arrivare al monte Palanzone percorrendo il tragitto di cresta tra le due cime, ma il forte vento di oggi mi fa desistere.

Decido quindi di riscendere al bivio.

Sentiero lastricato Palanzone
Lastricata verso il Palanzone che si intravede sulla destra

Bocchetta di Palanzo verso il monte Palanzone

Imbocco quindi il sentiero ad est del Pizzo dell’Asino, su comodo sterrato, sempre verso la cima del monte Palanzone

Dopo pochi metri, lo sterrato viene sostituito da un lungo lastricato, protetto da una barriera in ferro e legno.

Due ampi semicerchi, mi avvicinano all’ultima parte della salita.

La cima del monte Palanzone, si avvicina sempre più e sembra impennarsi piuttosto decisa.

L’ultimo tratto di lastricato, sale più ripido fino al suo termine, dove riprendo un sentiero su terra.

La strada, torna ad essere in piano e conduce alla Bocchetta di Palanzo a quota 1210 metri.

Si apre un punto panoramico davvero straordinario.

Verso est le Orobie, mentre guardando in direzione ovest, una fantastica vista sul lago di Como e sul Gruppo del Monte Rosa.

C’è anche una piccola piazzola, che permette l’atterraggio dell’elisoccorso in caso di necessità.

Da qui la strada si impenna letteralmente, gli ultimi 220 metri di dislivello, si coprono davvero con uno spostamento minimo.

Bocchetta Palanzo
Bocchetta di Palanzo

Verso la cima del monte Palanzone

Inizio a salire la rampa, che subito decisa porta verso la cima del monte Palanzone.

Risalgo l’ampia cresta erbosa, percorrendo un sentiero terroso scavato tra sassi affioranti.

Avevo ricordo della pendenza sostenuta, ma mi lascia comunque sorpreso, infatti questo tratto raggiunge i 35° di inclinazione.

Salgo lentamente cercando di dosare le forze e di mantenere un passo costante.

Un paio di volte mi fermo qualche istante per rifiatare e riprendere quasi immediatamente.

Manca poco, sembra che la pendenza cominci a diminuire e intravedo una spianata.

Arrivo finalmente su un piano, ma ai miei occhi si presenta una seconda rampa sempre molto decisa che sale verso la vetta del monte Palanzone.

Giusto il tempo di rifiatare e via di nuovo un passo dietro l’altro.

Mi aiuto con i bastoni nella spinta.

Raffiche di vento fortissime che arrivano addirittura a spostarmi, oggi si alternano a momenti di calma piatta.

Cerco di respirare buttando fuori tutta l’aria dai polmoni per poi inspirare profondamente e ossigenare bene i muscoli delle gambe.

La cima del monte Palanzone sembra non arrivare più quando ecco che finalmente intravedo la particolare cappella piramidale della vetta. Sono finalmente in cima!

Monte Palanzone pendii finali
Tratto finale verso la cima del Palanzone

In vetta al monte Palanzone

Dopo circa 1h35’ di fatiche finalmente metto piede sulla sommità del monte Palanzone.

Sono stato in completa solitudine durante tutto il tragitto dalla Capanna Mara a qui, ma ora incontro qualcuno.

Scambio qualche piacevole chiacchiera con una simpatica coppia di signori, marito e moglie, che scopro arrivare dalla val d’Ossola.

Commentiamo la straordinaria giornata e la vista sul Monte Rosa che ci regala oggi questa cima.

Per loro, che sono saliti dalla Colma di Sormano, è la prima volta sulla vetta del monte Palanzone e sono molto entusiasti.

Gli do qualche informazione su alcune belle gite da fare in zona e spiego loro come raggiungere il rifugio Riella qui vicino.

Ci salutiamo, la coppia comincia a scendere mentre io ne approfitto per scattare un po’ di foto e recuperare un le forze.

La giornata è davvero di quelle pazzesche, non una nuvola, un cielo azzurro di quelli da cartolina e una vista che fa sognare.

Unico neo il vento furioso, che quando soffia con raffiche a 60/70 km/h, oltre a spostarti, fa percepire una temperatura ben al di sotto di quella reale.

Per questo motivo decido di non fermarmi molto e cominciare a scendere.

Vetta monte Palanzone
Cappella sulla vetta del Monte Palanzone

Discesa

Per scendere esistono diverse soluzioni, ma io opto per tornarmene da dove sono arrivato.

Mentre comincio la discesa vedo che si sta popolando di persone che salgono verso la cima del monte Palanzone.

Motivo in più per scendere.

Un po’ di compagnia fa piacere, ma adoro godermi la solitudine soprattutto quando sono in cima ad una montagna.

Ripercorro i due ripidi pendii praticamente correndo, andare giù lentamente frenando l’inerzia mi affatica ancora di più.

In men che non si dica sono di nuovo alla Bocchetta di Palanzo e in appena un’ora, già di ritorno alla macchina.

L’unica sosta che mi concedo è alla Capanna Mara, giusto per mangiare un panino veloce. Anche se siamo in settimana c’è un discreto movimento al rifugio.

Vista vetta Palanzone
Lago di Como e Monte Rosa

Conclusione e consigli

Chi lo dice che per avere soddisfazioni bisogna per forza andare in alta quota?

A volte anche cime di modeste altezze possono divertire e appagare il nostro bisogno di avventura.

L’escursione al Monte Palanzone dall’Alpe del Vicerè è proprio un esempio di questo.

Gita breve ma intensa, data escursionistica dalla scala delle difficoltà, ma che con gli ultimi due pendii che portano alla cima, si fa davvero rispettare.

È un’escursione che si può fare probabilmente anche con le ciaspole, ma sinceramente la sconsiglio in caso di neve abbondante o ghiaccio.

Infatti gli ultimi due pendii, sopra la Bocchetta di Palanzo, sono a sicuro rischio valanghe con forte innevamento e con fondo ghiacciato, possono portare a pericolose cadute.

Nel caso forse meglio avere dei ramponcini al seguito.

La vista dalla cima spazia a 360 gradi su tutto l’arco alpino.

Ben visibili in giornate come quella di oggi il Monte Rosa verso ovest, con il lago di Como a far da cornice.

A sud la pianura Lombarda, mentre verso est, in successione volgendo lo sguardo in direzione nord, il Resegone, la Grigna Settentrionale, la Grignetta e il Legnone.

Ti consiglio almeno una volta di fare questa bella escursione al monte Palanzone, la fatica sarà ripagata dallo stupendo panorama offerto.

Andando ad un passo normale, ti direi di considerare un paio d’ore per la salita e 1h30’ per scendere.

Saluti

Siamo giunti ai saluti, ma prima vorrei chiederti come sempre qualche istante per dimostrare il tuo gradimento con un like o un commento se hai piacere di farlo.

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Spero di averti dato una buona idea su una nuova escursione da realizzare.

L’appuntamento è al prossimo articolo.

A presto.

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