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Monte Musinè da Caselette

...Mountain Passion

Croce vetta Monte Musinè

La salita al monte Musinè da Caselette, ormai per me è un classico del dopo abbuffate delle feste di Natale.

È da quando ho cominciato ad andare seriamente in montagna, che ogni 26 dicembre, compio questa salita per smaltire i vari pranzi e cene delle festività.

Insomma, quella che ormai si può definire una vera tradizione del Natale.

Ma dove si trova questa montagna?

Leggende e avvistamenti

Il Musinè, è il monte più vicino al capoluogo Piemontese.

Si trova all’imbocco della Val di Susa, ed è una bassa cima, alta infatti solamente 1150 metri.

Esistono diversi itinerari che portano sulla sua vetta, persino alcune vie di roccia su creste che salgono dal versante sud.

Quest’ultime, sono ottime per far pratica di alpinismo su roccia.

Attorno questo monte, girano molte storie, leggende e persino racconti di avvistamenti UFO.

Infatti sulle sue pendici, è stata trovata una capanna di fine età del Bronzo Antico (1700 A.C. circa).

Altra testimonianza storica, sono alcune pitture rupestri nei pressi del sentiero conosciuto come pista “Tagliafuoco”,  molto frequentata dai ciclisti.

Leggende poi parlano di presenza di maghi, lupi mannari, masche e addirittura avvistamenti UFO.

Non so se tutte queste storie sono vere, ma di una cosa sono certo: il Musinè è uno dei terreni preferiti dai “muntagnin” Torinesi per fare allenamento.

Infatti per raggiungere la sua cima, il sentiero più frequentato è quello che sale dal comune di Caselette.

Parte a fianco del campo sportivo del paese e porta alla cima, con un dislivello di quasi 800 metri, in circa 4 chilometri.

Monte Musinè da Caselette, cima da campo sportivo.
La cima del Musinè dal campo sportivo di Caselette

Sant’Abaco

Anche io, ho salito tante di quelle volte questa cima, che conosco il suo sentiero a memoria.

Certo, non ti racconterò di una volta in particolare, ma ti farò una descrizione dettagliata del percorso, magari regalandoti qualche aneddoto qua e là.

Come ti dicevo precedentemente, la salita alla vetta del monte Musinè da Caselette, parte dal campo sportivo del paese.

Da qui devi imboccare la mulattiera di ciottoli, che parte subito piuttosto decisa.

Fai attenzione se la trovi bagnata, perché diventa molto scivolosa.

Un primo tornante, ti conduce ad una barra di ferro, la maggior parte delle volte abbassata.

Passandogli a fianco, prosegui sulla mulattiera, dove di tanto in tanto, incroci dei piloni votivi.

Qualcuno li ha anche contati, ma io sinceramente non so quanti siano!

La mulattiera presenta una serie di tornanti e ad un certo punto, ti trovi davanti ad un bivio.

Puoi andare dritto o seguire il successivo tornante, è indifferente, entrambi portano all’inizio del sentiero.

Io ho sempre seguito i tornanti, che in circa dieci, quindici minuti dal campo sportivo, ti conducono al santuario di Sant’Abaco.

Inizio del sentiero

Subito alle spalle di Sant’Abaco, parte il sentiero vero e proprio che porta alla cima del Musinè, per chi sale da Caselette.

Inizia subito bello deciso, tra una rada vegetazione.

Seguendo i numerosi bolli bianchi e rossi, in pratica percorri la dorsale est del monte.

Il fondo è composto prevalentemente da terriccio e roccette.

Sale deciso, la pendenza rimane sempre piuttosto costante.

Non ti preoccupare delle numerose tracce che trovi, “tutte le strade portano a Roma”.

A breve distanza dal santuario, entri in una strettoia marcata nel sentiero, qui molto scavato, e sali un primo scalino roccioso.

Subito dopo un secondo balzo roccioso, senza particolari difficoltà.

Continuando sulla dorsale, sempre su pendenza costante, arrivi a quello che io definisco il masso inclinato.

È un grosso pietrone molto arrotondato conficcato nel terreno, alla base di un albero.

Questo è uno dei miei punti di riferimento.

Qui vicino su un altro masso, trovi inciso “-500”, ad indicare che ti mancano ancora 500 metri alla vetta: forza e coraggio!

Poco più su, un altro dei punti che ormai ho preso di riferimento per farmi un’idea di quanto manca.

C’è un grande albero, che con le sue enormi radici, ha creato degli scalini naturali.

Gli scalini di radici, ti permettono di salire questa parte di sentiero molto ripida, che altrimenti affronteresti su terriccio scivoloso, fastidioso soprattutto in discesa.

Superato questo punto, il sentiero si abbatte leggermente.

In breve arrivi finalmente al primo pianoro.

Monte Musinè da Caselette, primo pianoro
La cima del Musinè, dal primo pianoro

Primo pianoro

Il primo pianoro, è uno degli unici due punti della salita, in cui il sentiero si addolcisce un po’ e ti permette di rifiatare.

Arrivare qui, in media richiede 30/35 minuti, approfittane magari per bere!

Già da qui, in giornate senza troppa foschia, puoi ammirare una bellissima vista su Torino e periferia.

Qualche anno fa, proprio il 26 di dicembre, salendo verso la cima in una giornata davvero grigia, raggiungendo il primo pianoro, sono sbucato letteralmente fuori dalle nuvole.

Capita quando vai in montagna, ma qui sei appena a 800 metri di altezza.

Di colpo mi sono trovato sotto un bellissimo e caldo sole, con un cielo davvero terso.

La giornata è cambiata completamente.

Appena sotto di me, un mare di nuvole grigie, che nascondevano la città.

Un’immagine straordinaria!

Purtroppo, non ho trovato foto di questo bel ricordo!

Continuando verso la cima, poco più avanti trovi un alberello, che viene addobbato per Natale da chi sale.

Ognuno porta un addobbo, e così anche il Musinè, ha il suo albero di Natale.

Ora sali addentrandoti in una vegetazione un po’ più fitta.

Dopo poco, arrivi ad un altro piccolo tratto in piano, dove è presente una cisterna e un traliccio dei cavi elettrici.

Monte Musinè da Caselette, la cima dalla spalla nord-est
Cima del Musinè dalla spalla Nord-est

La spalla nord-est

Inizia ora il tratto più impegnativo del sentiero, che da Caselette porta alla cima del Musinè

Il terreno diventa perlopiù roccioso.

Devi risalire delle specie di crestine, nulla di difficile non servono le mani, ma la pendenza è su roccette un po’ seghettate.

Raggiungi in breve quella che definisco la spalla nord-est.

Da qui ormai l’enorme croce di vetta, sembra davvero vicina.

Essendo verso nord il tratto rimane, quasi sempre in ombra.

Superi una serie di risalti rocciosi non difficili, ma comunque da fare con un minimo di attenzione.

È possibile incontrare un bel via vai in questo punto, perché il passaggio non è larghissimo e sul Musinè, di gente se ne trova sempre!

Sali ormai più che altro su roccette, fino ad arrivare ad un passaggio tra due massi, dove devi aiutarti con le mani.

Scritta su uno dei massi in rosso, la quota a cui ti trovi, 1034 metri; Dai che manca poco!

Un tratto in falsopiano, ti conduce all’ultimo strappo.

Qui sali davvero deciso tra roccioni  nel sottobosco.

In alcuni punti, ti aiuti anche con le mani.

Arrivi  ad un punto panoramico, in cui si dirada un po’ la vegetazione, per poi rinfoltirsi subito dopo.

Un altro breve tratto nel bosco, per raggiungere gli ultimi grossi massi proprio sotto la vetta.

È presente anche una catena per aiutarti se vuoi.

Non serve, ma con fango, ghiaccio o anche solo bagnato può tornare utile.

Croce di vetta

Superato il roccione con la catena, ormai sei arrivato, pochi metri ancora, ti portano sulla vetta del monte Musinè.

Un enorme croce in cemento armato alta 15 metri, è posta sulla spianata della cima.

In realtà la vetta vera e propria, è qualche metro più in su, indicata da un piccolo segnale triangolare  in acciaio, con scritta la quota alla base.

Un tavolo in pietra, davanti alla croce, presenta una rosa dei venti con segnate le cime di fronte a te.

Da qui vedi il Monviso, la Punta dell’Aquila, il gruppo dell’Orsiera Rocciavrè, il Niblè, il Rocciamelone,  fino alle valli di Lanzo e oltre, con la Ciamarella e il Gran Paradiso.

Per la discesa puoi seguire il sentiero fatto all’andata, prestando molta attenzione al tratto sotto la vetta.

Puoi compiere altrimenti un giro ad anello, prendendo il sentiero che parte davanti al segna vetta triangolare, che ti riporta con un percorso più lungo al campo sportivo.

Monte Musinè da Caselette, gruppo del Monviso
Gruppo del Monviso dalla vetta del Musinè

Conclusione

La salita al monte Musinè da Caselette, è una classica, sempre molto divertente e allenante.

Qui su, ho portato davvero molte persone, e comunque, nonostante la sua modesta altezza, si rivela sempre una bella faticaccia.

Un detto recita: “Non sei un vero Torinese, se non sei salito almeno una volta sul Musinè”.

Spesso da inizio primavera a fine Settembre, inizio Ottobre al massimo, vengo qui anche dopo il lavoro per fare allenamento.

È davvero bello uscire dall’ufficio e trovarsi in mezzo alla natura.

Un buon modo per rigenerarsi mentalmente dallo stress quotidiano e ricominciare il giorno dopo, con una marcia in più.

Ho visto davvero dei bei tramonti su questa cima e spesso, mi capita di fare piacevoli chiacchierate con altri escursionisti.

Le foto che trovi nell’articolo, ovviamente sono di diverse salite.

Ci tenevo a mostrartelo, in condizioni molto diverse tra loro.

Consigli

Devo segnalarti che lungo il percorso non c’è acqua, ma c’è una fontana al campo sportivo, prima di imboccare la mulattiera.

Ti consiglio di fare rifornimento qui!

Per salire alla vetta del Musinè da Caselette, il tempo indicato è di 1h30’.

Se sei allenato, ci metterai tranquillamente 50’, un’ora al massimo.

È una salita che si presta quando hai poco tempo a disposizione, o semplicemente per fare fiato e gambe.

È indicata per portare persone alle prime armi, visto che non ci sono difficoltà tecniche, ma regola bene il passo, altrimenti li farai infartare!

A questo proposito, ti consiglio di leggere il mio articolo Organizzare un’escursione in montagna: dal sogno alla realizzazione”, troverai informazioni utili per organizzare al meglio le tue salite.

Bene, non mi resta che augurarti Buone Feste e darti appuntamento sulla cima a Santo Stefano.

È tu, hai una cima che utilizzi per smaltire le abbuffate delle festività Natalizie?

Scrivilo in un commento qui sotto, potresti dare un ottimo suggerimento agli altri lettori.

In ultimo ti chiedo un grosso favore, se ti è piaciuto questo articolo, condividilo, mi faresti un bel regalo di Natale!

Già che ci sono, ti rimando anche alla relazione di Gulliver, se volessi farti un’idea in più, su questa salita.

A presto.

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