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Monte Granè: con le ciaspole ai piedi del Re

...Mountain Passion

Monviso Visolotto cima Monte Granè.

Introduzione

“Sarebbe bello, se ognuno di voi si prendesse due o tre gite da mettere a calendario per il prossimo anno” .

Recita così più o meno la mail di Massimo, il presidente della sezione del CAI di cui sono socio, che ricevo a settembre 2017.

“Potrei proporre una gita invernale sulle ciaspole e una estiva” penso.

È così che inizio a fare ricerche su Gulliver per trovare qualche buona idea.

Pochi giorni prima, sono stato sul Viso Mozzo, passando letteralmente ai piedi della nord del Monviso e sono rimasto folgorato dalla bellezza del posto!

“Perché non cercare qualcosa li in zona, con la neve, deve essere stupendo!”

Così nasce l’idea per salire il Monte Granè.

Monte Granè

Il Monte Granè (2314 m), è una piccola cima sopra il Pian della Regina, in valle Po.

Si raggiunge percorrendo una pista di servizio battuta dal gatto delle nevi, che rifornisce il rifugio Ghincia Pastour proprio sotto la cima.

È una gita gradata MR (medi racchettatori), di poco più di 600 metri di dislivello e assolutamente sicura.

Per andare e tornare, partendo dal Rifugio Pian della Regina, occorrono circa 3 ore.

È un belvedere sul gruppo del Monviso, che sembra di poter toccare solo allungando la mano.

È proprio la gita che sto cercando!

Gita sociale del CAI

Viene programmata per domenica 25 febbraio 2018, ma qualche giorno prima inizia a nevicare pesantemente e danno neve anche per il giorno della gita.

Il venerdì chiamo il Rifugio Pian della Regina per avere notizie, mi dicono che dalla mattina sono venuti giù già 30 cm di neve, in tutto ne è prevista un metro fino a domenica!

Che fare? Rimaniamo in forse fino all’ultimo, ma poi decidiamo di rinviare: troppa neve e meteo brutta per la domenica.

Rinviamo a metà marzo, ma il copione si ripete e siamo purtroppo costretti ad annullare l’escursione.

Quest’anno sta nevicando, come non succedeva da anni!

Monte Granè da Pian della Regina  - Monviso e Viso Mozzo
Sulla pista di servizio verso il Monte Granè… sullo sfondo Viso Mozzo e Monviso

2 aprile 2018

Non essere andati al Granè mi pesa proprio, così alla prima occasione, propongo a Patrizia, la mia compagna, di andare a ciaspolare proprio lì!

Partiamo di mattina, neanche prestissimo, in direzione Crissolo (TO).

La giornata promette bene, danno un bel sole con temperature miti, quale migliore occasione per una bella ciaspolata e prendere magari anche un po’ di sole?

Ci fermiamo in paese giusto per affittare le ciaspole, per proseguire poi verso il Pian della Regina.

Lasciamo la macchina nel parcheggio dell’omonimo rifugio a circa 1700 metri di quota.

Tempo di calzare le ciaspole e siamo già in cammino.

Verso la vetta

Il percorso è davvero semplice, è impossibile perdersi!

Dal rifugio scendiamo verso la pista di servizio e attraversiamo un piccolo ponte di legno che passa sopra il Po, che in questo punto, ha la portata di un ruscello!

Qui il percorso è praticamente in piano o comunque ha delle pendenze davvero poco impegnative.

Percorriamo un ampio semicerchio in senso antiorario proseguendo verso il Monviso, che si staglia maestoso proprio davanti a noi.

È uno scenario fantastico che va vissuto, raccontarlo non rende l’idea!

Con una serie di rampe e zig zag, tralasciando una deviazione verso il Lago Chiaretto, arriviamo ad alcune formazioni curiose, che sembrano delle saline.

Sono invece dei cumuli di terra, che servono per frenare eventuali valanghe che scendono dalla nord del Ghincia Pastour.

Siamo comunque a debita distanza e non c’è davvero alcun pericolo.

Monte Granè da Pian della Regina - Cumuli paravalanghe
Cumuli paravalanghe sotto la nord del Ghincia Pastour

 Colle Sea delle Tampe

Un’altra serie di zig zag un po’ più ripidi, ci portano a raggiungere il colle Sea delle Tampe.

Siamo a circa metà percorso, alla nostra sinistra c’è la cima del Ghincia Pastour (2469 m), che è il punto di arrivo degli impianti sciistici che salgono da Crissolo.

Svoltiamo verso sinistra , incominciamo a vedere anche qualche sciatore aggirarsi nei paraggi, percorriamo una lunga rampa un po’ decisa, che porta al rifugio Ghincia Pastour.

Qui troviamo davvero un sacco di gente che si rilassa, insomma, un posto ideale in cui fermarsi a recuperare le forze.

Proprio alle spalle del rifugio, una manciata di metri in salita, portano alla cima del Monte Granè, su cui è presente una statua della Madonna delle Nevi.

Il versante sul lato opposto dal quale siamo saliti, scende giù a picco verso il Pian della Regina, che ora vediamo piccolo in basso alla nostra sinistra.

Qualche foto di rito prima di scendere qualche metro e goderci anche noi un po’ di relax al rifugio.

Monte Granè da Pian della Regina - Cima
Vetta del Granè vista dalla Sea delle Tampe

Rifugio e rientro

Come non approfittare di una giornata così bella per godersi un po’ di sole?

È d’obbligo fermarsi a mangiare qualcosa e godersi il panorama che ci circonda.

Certo non è il posto in cui andare se si cerca solitudine e tranquillità, qui è preso d’assalto dagli sciatori che sfruttano gli impianti che salgono da Crissolo, ma la vista offerta, fa si che si possa chiudere un occhio sul resto.

Proprio davanti a noi, troneggia il Re di Pietra, che con i suoi 3841 metri è la cima incontrastata.

Il suo profilo è inconfondibile, la montagna così come la disegniamo da bambini, una piramide perfetta.

Sempre frontalmente, il Viso Mozzo (3019 m) e alla destra del Monviso tutte le punte dei 3000 del gruppo.

Dal Cadreghe di Viso al Visolotto, Punta Gastaldi, Punta Roma, Udine, Venezia fino al Granero e il Meidassa a chiudere.

Una cresta lunghissima chiamata cresta Berhault, dal nome del fortissimo alpinista Patrick Berhault, che ne compie la prima traversata in invernale nel 2001.

Collega in due giorni, da solo e in pieno inverno, dal colle delle Traversette alla vetta del Monviso.

È ora di scendere, ricalziamo le ciaspole e in tutta tranquillità, ripercorriamo l’itinerario di salita fino al Pian della Regina.

Monte Granè da Pian della Regina - Cresta Berhault
Cresta Berhault dal rifugio Ghincia Pastour

Conclusione

La ciaspolata al Monte Granè, merita davvero!

Si può fare, quando non si ha molto tempo a disposizione, si può fare con bambini, quando il tempo non è proprio bellissimo o quando ha nevicato molto, in quanto sicura (assicurarsi sempre che sia passato il gatto delle nevi, chiamare il rifugio per informazioni).

Mi è piaciuta davvero molto, tanto che anche quest’anno l’ho riproposta tra le gite del CAI, sperando questa volta, di essere un po’ più fortunati con la meteo!

Un’escursione in montagna adatta a tutti, che permette di ammirare da vicino, lo straordinario splendore del Monviso.

Non mi resta che salutarti e chiederti di condividere l’articolo o lasciare un commento se lo hai trovato di tuo gradimento.

A presto e buone ciaspolate!

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2 risposte

  1. Antonio Milani ha detto:

    Ciao Alessio. veramente una escursione interessante e molto bella. La tua descrizione è strepitosa. Mentre la leggevo mi veniva voglia di mettere le ciaspole e partire. Ma che stupido,….sono in ufficio. Grande!!

    • allmountainsite ha detto:

      Grazie Antonio per il tuo bel commento, la presenza del Monviso rende la zona davvero una favola.
      Purtroppo ci tocca lavorare, ma è anche per questo che poi quando siamo in montagna, ci sentiamo davvero liberi!

I commenti sono chiusi.