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Monte Granè da Pian della Regina

...Passione Montagna

Monte Granè da Pian della Regina

Il Monte Granè da Pian della Regina è una bellissima escursione con le ciaspole, che può essere effettuata anche quando è presente un alto pericolo valanghe.

Infatti questa salita, si sviluppa lungo un percorso che rimane riparato da possibili distacchi.

A renderla una gita sicura, è quindi la pista di servizio per rifornire il rifugio Ghincia Pastour, battuta dal gatto delle nevi lungo tutto l’itinerario.

L’indiscusso protagonista di questa ascensione, che ne fa un’escursione sulle ciaspole di straordinaria bellezza, è il Monviso, che ti accompagna durante l’intera salita.

L’idea del Monte Granè da Pian della Regina

“Sarebbe bello, se ognuno di voi si prendesse in carico due o tre gite, da mettere a calendario per il prossimo anno”.

Recita così più o meno la mail di Massimo, presidente della sezione del CAI di Val della Torre, in cui sono tesserato e istruttore, che ricevo a settembre 2017.

Penso immediatamente che potrei proporre ad esempio un’escursione sulle ciaspole ed una estiva.

È così che parto alla ricerca su Gulliver per trovare qualche gita interessante.

Solo pochi giorni prima ho salito il Viso Mozzo, che mi ha permesso di passare letteralmente ai piedi del Monviso, lasciandomi davvero senza parole.

Rifletto sul fatto che il paesaggio con la neve deve essere davvero spettacolare, quindi penso: “Perché non provare a vedere se c’è qualche bella salita da quelle parti, non troppo impegnativa?”.

Nasce così l’idea di salire il Monte Granè da Pian della Regina.

Gruppo del monviso
La straordinaria vista durante la salita al Monte Granè da Pian della Regina

Escursione sulle ciaspole al Monte Granè da Pian della Regina

Il Monte Granè, alto 2314 metri, è una piccola cima posta sopra il Pian della Regina, punto di partenza per la sua ascensione.

Siamo in Valle Po, al cospetto di una serie di cime che svettano sopra i tremila metri, di cui l’indiscusso Re di Pietra è il Monviso.

La salita con le ciaspole, è un’escursione invernale gradata MR (Medi Racchettatori), che supera un dislivello positivo di circa 600 metri e si sviluppa, andata e ritorno, per 10/12 chilometri.

Partendo dal Rifugio Pian della Regina, l’intera escursione al Monte Granè richiede dalle tre alle quattro ore per salita e discesa, a seconda del grado di allenamento.

È proprio la ciaspolata che sto cercando!

La gita sociale del Cai di Val della Torre

L’escursione con le ciaspole al Monte Granè dal Pian della Regina, viene inserita a calendario per il 25 febbraio 2018.

Ecco che giusto qualche giorno prima, inizia a nevicare in maniera decisa ed anche il giorno della gita, la meteo prevede precipitazioni.

Il venerdì, quindi solo un paio di giorni prima della ciaspolata, sento il Rifugio Pian della Regina per chiedere aggiornamenti sulla situazione.

Mi dicono che già solo nella mattinata, sono caduti circa trenta centimetri di neve e fino a domenica è previsto un accumulo intorno al metro.

Che fare?!?!?

Rimaniamo in forse fino all’ultimo momento, sperando in un colpo di coda della meteo, ma purtroppo viene confermata, di conseguenza non resta che rimandare l’uscita.

Viene fissata per metà marzo, ma il copione si ripete, decidiamo quindi a malincuore di annullarla.

Quest’anno sta nevicando come non succedeva da anni!

Escursione monte Granè da Pian della Regina
La pista di servizio che porta alla vetta del Monte Granè

Salita al Monte Granè da Pian della Regina

La salita al Monte Granè da Pian della Regina è rimasta tra i sogni nel cassetto.

È quindi il mio primo pensiero, quando ad inizio aprile la propongo a Patrizia, come meta da raggiungere con le ciaspole.

Partiamo da casa nemmeno troppo presto in direzione Crissolo (CN).

La giornata promette molto bene, infatti è previsto un bel sole splendente, con temperature miti.

Ci concediamo giusto un piccolo stop in paese per noleggiare le ciaspole, prima di proseguire verso il Pian della Regina.

Arrivati all’omonimo rifugio, situato a circa 1700 metri di quota, lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio, pronti a dare inizio alla nostra escursione invernale.

Giusto il tempo di calzare le racchette da neve e siamo già in marcia.

Verso la vetta del Monte Granè

L’itinerario è davvero semplice da individuare, è impossibile perdersi.

Scendiamo verso la pista di servizio e attraversiamo quindi un piccolo ponte in legno che supera il Po, che ha le dimensioni di un ruscello in questo punto.

Il percorso è perlopiù in piano nella prima parte, con solo una facile breve rampa in salita.

Un ampio semicerchio in senso antiorario, ci direziona verso il Monviso, che da subito riempie i nostri occhi, maestoso e imbiancato.

È uno scenario fantastico che va vissuto, raccontarlo, per quanto si possa essere bravi, non rende assolutamente l’idea.

Con una serie di zig zag, tralasciando una deviazione che conduce verso il Lago Chiaretto, raggiungiamo alcune curiose formazioni che sembrano essere delle saline.

Sono invece cumuli di terra, che rallentano eventuali valanghe che possono scendere dal versante nord del Ghincia Pastour.

Siamo ampiamente a distanza di sicurezza e tra l’altro più in alto, non corriamo quindi assolutamente alcun pericolo.

para valanghe Ghincia Pastour
Cumuli para-valanghe sotto la nord del Ghincia Pastour

Il Colle Sea delle Tampe

Altri zig zag un po’ più ripidi, ci fanno raggiungere il colle Sea delle Tampe.

Alla nostra destra, la vetta del Ghincia Pastour alto 2469 metri è il punto di arrivo degli impianti sciistici che salgono da Crissolo.

Andando verso sinistra, incominciamo quindi ad incontrare qualche sciatore e percorrendo una lunga rampa piuttosto faticosa, arriviamo nei pressi del Rifugio Ghincia Pastour.

È popolato di sciatori ed escursionisti con le ciaspole, intenti a godersi il bel sole e mangiare qualcosa, dal momento che è ormai ora di pranzo.

Proprio alle spalle del rifugio, una manciata di metri permettono di raggiungere la vetta del Monte Granè, che conquistiamo circa due ore dopo aver lasciato il Pian della Regina.

Il vetta al Monte Granè salendo dal Pian della Regina

Siamo finalmente sulla piccola vetta del Monte Granè, su cui è presente una piccola statua della Madonna delle nevi.

Sul lato opposto alla nostra salita, la parete scende a picco verso il Pian della Regina, visibile molto piccolo in basso alla nostra sinistra.

Scattiamo qualche foto intorno a noi, ammirando ovviamente l’imponente parete est del Monviso, talmente vicina, che da l’impressione di poterla toccare, semplicemente allungando una mano.

Sono pochi istanti rispetto al viaggio che ci ha portati qui, ma ce li godiamo intensamente prima di scendere e lasciare spazio agli escursionisti in arrivo.

Vetta Monte Granè da Pian della Regina
Quasi in vetta al Monte Granè

Relax al rifugio Ghincia Pastour

Giusto pochi passi in discesa ci riconducono al rifugio Ghincia Pastour, dove ci rilassiamo un po’ e mangiamo qualcosina, approfittando del bel sole.

Certo, non è il luogo adatto per chi cerca solitudine, qui infatti gli impianti di risalita di Crissolo, portano su un considerevole numero di sciatori.

Lo straordinario paesaggio però fa chiudere un occhio su questo piccolo neo, quindi perché privarsi di tale splendore?

Oltre al Re di Pietra, una serie di punte che superano i tremila metri formano la cresta Berhault, dal nome  del forte alpinista che ne compì in due giorni nel 2001 la traversata integrale, in inverno e da solo.

Appena di fronte a noi il Viso Mozzo, da me salito qualche mese prima.

A sinistra del Monviso, il Cadreghe di Viso, il Visolotto, la punta Gastaldi e a seguire, le punte Roma, Udine e Venezia, fino al Monte Granero e il Meidassa.

Cresta Berhault
Parte della cresta Berhault durante la discesa verso il Pian della Regina

Dal Monte Granè discesa al Pian della Regina

Ricalzate le ciaspole, abbandoniamo alle nostre spalle la vetta del Monte Granè, per tornare al Pian della Regina.

Ripercorrendo l’intero itinerario di salita, in circa un’ora e venti minuti, raggiungiamo senza alcuna difficoltà il rifugio.

Il sole che scalda parecchio e crea un forte riverbero sulla neve, sarà l’unico piccolo ostacolo al nostro rientro.

Raggiunto il rifugio, un inaspettato intervento del Soccorso Alpino ad opera di qualcuno che probabilmente si è sentito poco bene, ci impedisce di raggiungere subito la nostra auto.

Ma non importa, ci prendiamo ancora qualche istante, prima di lasciarci alle spalle questa bella salita con le ciaspole e rientrare a casa.

Soccorso Alpino
Intervento del Soccorso Alpino al Pian della Regina

Conclusioni

Questa escursione con le ciaspole al Monte Granè dal Pian della Regina, è stata davvero una bellissima scoperta ed esperienza.

Sono rimasto così colpito dalla sua bellezza, che l’ho riproposta  alla mia sezione del CAI e all’inizio di quest’anno, l’abbiamo finalmente realizzata.

Hanno partecipato in tanti, da più giovani a persone meno giovani e tutti hanno raggiunto la vetta.

Per qualcuno è stata addirittura la prima esperienza sulle ciaspole.

Provo grande soddisfazione nel conseguire un obbiettivo che ho tanto desiderato.

Mi rende ancora più felice però, percepire la gioia nelle persone che accompagno e che mi ringraziano, per averli aiutati a vivere una bella esperienza e realizzare un piccolo sogno.

Sicuramente, questa escursione merita di essere fatta anche più di una volta.

Escursione ciaspole Monte Granè Pian della Regina
Durante la salita al Granè con la sezione del CAI

Saluti

Siamo giunti al momento dei saluti.

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Ti consiglio la lettura di “Organizzare un’escursione sulle ciaspole.

Se invece sei alla ricerca delle tue racchette da neve, leggi “Scegliere le ciaspole“, imparerai a capire quali sono quelle più adatte alle tue esigenze.

Ora non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo articolo.

A presto.

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2 risposte

  1. Antonio Milani ha detto:

    Ciao Alessio. veramente una escursione interessante e molto bella. La tua descrizione è strepitosa. Mentre la leggevo mi veniva voglia di mettere le ciaspole e partire. Ma che stupido,….sono in ufficio. Grande!!

    • allmountainsite ha detto:

      Grazie Antonio per il tuo bel commento, la presenza del Monviso rende la zona davvero una favola.
      Purtroppo ci tocca lavorare, ma è anche per questo che poi quando siamo in montagna, ci sentiamo davvero liberi!

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