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Monte Freidour dal Talucco

...Passione Montagna

Monte Freidour dal Talucco

Il Monte Freidour è stata la prima cima che ho raggiunto quando mi sono approcciato all’escursionismo in montagna.

Alto 1445 metri si trova nel pinerolese ed interessa i paesi di Cumiana e San Pietro Val Lemina, anche se la sua vetta è attribuita al comune di Frossasco.

Da San Pietro Val Lemina parte l’escursione al Monte Freidour di cui voglio parlarti oggi e più precisamente dalla frazione del Talucco a poco più di 700 metri di quota.

Un trekking che attraversa bellissimi boschi inizialmente di castagni, poi popolato da faggi e betulle e distese di felci davvero infestanti.

L’escursione che ti propongo è un bellissimo giro ad anello che raggiunge la vetta del Monte Freidour passando per il Colle Ciardonet e il Colle Sperina.

Raggiunta la cima scende al Rifugio Melano ai piedi della Rocca Sbarua e torna al Talucco dopo aver superato un dislivello positivo di circa 800 metri.

La durata del giro ovviamente dipende molto dall’allenamento, ma considera dalle quattro alle cinque ore per coprire i circa dodici chilometri dell’intero percorso.

Il Monte Freidour e la Rocca Sbarua

Il Monte Freidour è molto ben conosciuto dai climbers torinesi, perché ospita uno dei templi sacri dell’arrampicata su roccia.

Sto parlando della Rocca Sbarua, la “rocca che spaventa” nel dialetto piemontese.

E sicuramente fa paura per le sue immense pareti verticali, ma ammalia anche per la straordinaria qualità del suo gneiss.

Qui già a partire dalla fine degli anni venti, nomi illustri dell’alpinismo piemontese e non, hanno iniziato ad esplorare e tracciare itinerari memorabili.

Gli stessi che ancora oggi fanno divertire ed ingaggiare numerosi appassionati dell’arrampicata.

Da Ellena a Bianciotto, Gervasutti, Boccalatte, Guido Rossa, Motti e Grassi fino ai nomi più recenti.

Ricordiamo ad esempio Vaio e Rebola, che hanno esplorato intorno alla fine degli anni ottanta in lungo e in largo l’ancora temuto settore delle Placche Gialle.

La storia più recente vede in attività il gruppo G.A.S., che iniziò una sistematica attrezzatura di ogni singolo angolo della Sbarua in chiave moderna negli anni novanta.

La Rocca Sbarua è un insieme di torrioni dove si possono trovare vie di roccia di ogni genere, per tutti i gusti e gradi di difficoltà.

Placche, muri verticali, strapiombi, diedri, fessure, camini, insomma un vero paese dei balocchi per gli amanti dell’arrampicata libera.

Un piccolo Monte Bianco di bassa quota!

Rocca Sbarua
La Rocca Sbarua vista dal Rifugio Melano
Escursione Monte Freidour dal Talucco
Inizio del sentiero per il Monte Freidour dal Talucco

Trekking al Monte Freidour e Casa Canada

Raggiunta la piccola cappella del Talucco lascio la macchina trovando fortunatamente un posto, qui piuttosto scarsi.

Appena superata la chiesa reperisco sulla destra una stretta via, partenza del mio trekking al Monte Freidour.

Un bollo bianco e rosso indica l’inizio del percorso, che sarà sempre ben segnalato da bolli, cartelli indicatori, ometti e più avanti anche da un’aquila stilizzata gialla su sfondo bianco.

Passato un piccolo agglomerato di case inizio a salire seguendo il sentiero delle carbonaie, un ecomuseo in cui alcune bacheche illustrano come si eseguiva il processo per ottenere il carbone.

Sempre avvolto da una fitta vegetazione percorro pendenze a volte anche sostenute, fino a raggiungere una piccola radura con un tavolo e delle panche in legno.

Una specie di lapide in pietra molto ben lavorata, informa che mi trovo all’interno di quello che è conosciuto come Bosco dell’Impero.

Proseguo dritto seguendo i cartelli che indicano la direzione verso il Colle Ciardonet, che sarà la prima tappa di questa bella camminata.

Trekking del Monte Freidour
Trekking del Monte Freidour
Bosco dell'Impero
Il Bosco dell’Impero

Verso il Colle Ciardonet

Continuando il mio giro ad anello del Monte Freidour e del Rifugio Melano, incontro un bivio con diversi cartelli indicatori.

Vado a sinistra per poi svoltare dopo poco verso destra e seguire in salita un muretto a secco.

Ora sono avvolto da un bellissimo bosco di conifere e mi godo il silenzio camminando in solitudine di buon passo, seguendo le numerosissime indicazioni.

Perdersi è davvero impossibile!

Un paio di bacheche mi istruiscono ancora sulla produzione del carbone e sullo Gneiss, la roccia granitica che caratterizza le straordinarie pareti della Rocca Sbarua.

Un ultimo tratto dritto leggermente in discesa mi conduce in circa 45’ al Colle Ciardonet, crocevia di numerosi sentieri provenienti da diversi punti di partenza.

È un’ampia radura aperta che offre molte possibilità di scelta su dove andare e che giro percorrere.

Dal Colle Ciardonet al Colle Sperina

Al colle incontro le prime persone della giornata.

Questi sentieri sono davvero molto battuti, sia da semplici escursionisti ma anche da climbers, che dalla borgata Dairin si dirigono ad arrampicare alla Rocca Sbarua.

Io continuo diritto seguendo le indicazioni per il Monte Freidour e il Colle Sperina ritrovando la mia solitudine, che è uno degli ingredienti che cerco nell’escursione di oggi.

Avvolto dal fitto bosco e da stupendi tappeti di felci, percorro il sentiero scavalcando il Rio Lemina, esiguo corso d’acqua che con diversi piccoli salti scorre verso valle.

Durante il percorso incrocio alcune deviazioni ben segnalate, che mi indicano senza difficoltà di orientamento la direzione da seguire.

Si alternano tratti in piano a brevi strappi anche un po’ ripidi, ma mai nulla di tecnicamente difficile.

Uno dei miei obiettivi del giorno è accumulare dislivello e chilometri per allenarmi un po’, dopo la più semplice recente escursione al Rifugio Jervis alla Conca del Prà.

Supero un grosso masso dalle strane forme, alcune deviazioni e qualche piccolo risalto roccioso, che non necessita però dell’uso delle mani.

Al bivio per il Rifugio Melano vado a sinistra, dove in pochi minuti raggiungo il Colle Sperina a quota 1300 metri.

Sentiero delle Carbonaie
Sentiero delle Carbonaie
Colle Ciardonet
Colle Ciardonet

Ultimi metri verso il Monte Freidour

Dal Colle Sperina, seguendo la direzione indicata dai cartelli per il Monte Freidour mi incammino a destra in salita, raggiungendo un punto panoramico poco sotto la cima.

Mi fermo qualche istante per godere del panorama oggi purtroppo in parte oscurato da nubi, prima di riprendere il sentiero che sale alle mie spalle.

Un’ennesima deviazione marcata da un bollo bianco e rosso e da un ometto di pietra mi introduce all’ultima parte della salita.

Raggiunta una selletta erbosa piego a sinistra e seguendo un breve ripido sentiero terroso raggiungo in 1h35’ dal Talucco la vetta del Monte Freidour.

Non sono solo, un gruppetto di giovani ragazzi è già in prossimità del monumento che celebra i caduti di un incidente aereo qui avvenuto nella II Guerra Mondiale.

“Ali come vele” è la scultura dedicata alla memoria degli otto aviatori britannici della Royal Air Force, caduti durante un’operazione di rifornimento ai partigiani italiani il 14 ottobre del 1944.

Trekking Monte Freidour
Escursione al Monte Freidour
Vetta del Monte Freidour
Arrivo in vetta al Monte Freidour

In cima al Monte Freidour

La cima del Monte Freidour è un ampio panettone erboso, che nelle giornate più pulite offre uno splendido panorama sul pinerolese e sul Gruppo del Monviso.

Per cercare un po’ di solitudine mi spingo un po’ oltre la vetta verso il Colle Aragno, dove volendo si può continuare il trekking in direzione del Monte Tre Denti di Cumiana.

Ritorno verso la vetta del Freidour, che in passato ho raggiunto anche percorrendo una bellissima via d’arrampicata chiamata “Il Che”.

È l’unione di Angiolina Ritorna al Torrione Pacciani e Like a Rolling Stones al Torrione Alice, circa trecento metri di arrampicata davvero entusiasmante.

Non mi sono portato dietro nulla da mangiare, contando di fermarmi al Rifugio Melano per premiarmi della bella sgambata di oggi.

Inizio quindi la discesa ripercorrendo l’ultimo tratto di salita, fino a incontrare di nuovo il bivio per il rifugio.


Attrezzature per la montagna


Dal Monte Freidour al Rifugio Melano

Raggiunto il bivio piego a sinistra scendendo nel bosco per sentiero un po’ ripido.

Alternando tratti in piano ad altri in discesa, supero alcuni tornanti continuando sempre a perdere quota.

Numerosi bolli e ometti continuano ad indicarmi la via giusta da seguire.

Oltrepasso una breve pietraia non difficile e continuo a muovermi verso il basso avvolto dal bosco, fino ad incrociare una strada carrozzabile sterrata.

Procedendo diritto mi trovo ormai ad una manciata di minuti dal Rifugio Melano, che raggiungo arrivandogli alle spalle.

Come mi aspettavo qui è colmo di gente anche se è uno giorno settimanale.

La facilità del percorso dal Dairin o dal Talucco Alto infatti dà modo anche a famiglie con bambini a seguito di raggiungerlo senza problemi.

Escursione al Rifugio Melano
Verso il Rifugio Melano
Trekking al Rifugio Melano
La pietraia verso il Rifugio Melano dalla vetta del Freidour

Rifugio Melano o Casa Canada

Il Rifugio Melano è conosciuto anche come Casa Canada.

Infatti questa struttura è stata recuperata e trasportata ai piedi della Rocca Sbarua per realizzare l’attuale rifugio, dopo essere stata utilizzata come ricovero dalla squadra canadese alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Se vuoi conoscere meglio la storia del rifugio e della Sbarua, ti consiglio di guardare le interessantissime interviste che trovi direttamente sul sito di Casa Canada.

Il Rifugio Melano è una tappa obbligata per gli arrampicatori che frequentano la Sbarua, un posto dove ci si può rilassare dopo aver intrapreso straordinari itinerari di roccia.

Accoglie però anche molti escursionisti ogni fine settimana o semplicemente famiglie che hanno voglia di fare quattro passi assieme ai loro figli ed amici.

Qui sarai sempre ben accolto e potrai mangiare da un semplice panino con birra ai classici piatti da rifugio: taglieri, polenta con spezzatini vari ecc.

Anche oggi quindi mi fermo a mangiare qualcosa a Casa Canada, osservando i muri della Rocca Sbarua e ripercorrendo con gli occhi alcune delle linee di salita che ho ripetuto negli anni.

Rifugio Melano o Casa Canada
Il RIfugio Melano o Casa Canada

Rientro al Talucco

Per il rientro al Talucco scelgo di percorrere il sentiero ben conosciuto dai climbers, cioè quello che comincia scendendo la scalinata in legno alla destra dell’uscita del Rifugio Melano.

Seguendo il sentiero che alterna tratti in piano a brevi rampe in salita, mi dirigo nuovamente verso il Colle Ciardonet.

Durante il tragitto passo nei pressi di un punto panoramico con tanto di panchina e supero un ponticello in legno che scavalca il Rio Lemina.

Questo sentiero molto evidente e tranquillo rimane riparato dalla vegetazione e quindi, permette di sfruttarne l’ombra praticamente per l’intera sua lunghezza.

Nei pressi di una ampia curva in senso antiorario inizia subito dopo una breve ma ripida salita, che riconduce al Colle Ciardonet, il crocevia incontrato all’inizio del trekking al Monte Freidour.

A destra si ritorna verso il la vetta del monte, di fronte leggermente a destra si va verso la Borgata Dairin, di fronte poco a sinistra si scende al Talucco Alto.

Io piego tutto a sinistra per ricollegarmi al Bosco dell’Impero e scendere verso la chiesa del Talucco, ripercorrendo il tragitto di salita.

Escursione alla Rocca Sbarua
Escursione alla Rocca Sbarua

Escursione invernale al Monte Freidour

La salita al Monte Freidour può essere oggetto anche di una interessante escursione invernale.

Mi è capitata di realizzarla in periodi di scarso innevamento, ma è fattibile anche con abbondanza di neve, magari con le ciaspole, sicuramente portandosi dietro dei ramponcini.

La quota qui è bassa, quindi negli ultimi anni con abbondanza di neve intendo non più di 15-20 cm, 30 cm al massimo forse negli anni più generosi.

Questo non deve farti però cadere nel tranello di sottovalutare invece il ghiaccio che può formarsi in più punti anche negli inverni secchi, rendendo decisamente insidioso il terreno.

Un paio di ramponcini nello zaino non fanno mai male, pesano poco e tornano utili in queste situazioni.

Conclusioni e Saluti

La salita al Monte Freidour è una interessante escursione che può essere effettuata praticamente tutto l’anno, magari evitando solo i periodi più caldi.

Come hai potuto vedere c’è la possibilità di partire da diversi accessi, riducendo così distanze e dislivelli, o addirittura di allungare il giro ad anello qui raccontato, magari collegandosi al Monte Tre Denti.

Ovviamente non puoi mancare di fare un salto al Rifugio Melano per un pranzo o una merenda, in ammirazione del straordinario granito della Rocca Sbarua.

Spero che il mio racconto ti abbia proprio fatto venir voglia di infilare gli scarponcini e partire per questo trekking nella Val Lemina.

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Qui sotto puoi anche inserire un commento sull’escursione o chiedere ulteriori informazioni se ti servissero, sarò felice di risponderti quanto prima.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento prossimamente sempre qui su Allmountainsite.

A presto.


Rivivi assieme a me l'intero giro ad anello dal Talucco al Monte Freidour e il Rifugio Melano

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