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“Mago di Oz” – Rocca di Lities

...Mountain Passion

Mago Oz Rocca Lities

13 ottobre 2018 

Stamattina mi ritrovo alle 8:30 sotto casa mia con Fabio, tempo di caricare la macchina e siamo già per strada, direzione rocca di Lities.

​La rocca di Lities è un imponente bastionata di granito sopra il comune di Cantoira, nelle valli di Lanzo.

Questa rocca, offre numerosi itinerari di roccia sparsi su tre avancorpi diversi: l’Agrieu, la cresta delle torri e la rocca di Lities appunto.

La via che stiamo andando a ripetere si chiama “Mago di Oz”, una via di 200 metri, divisa in 8 lunghezze di corda, con difficoltà massima di 6a e un obbligatorio di 5a.

È un periodo in cui sono un po’ a digiuno di vie su roccia.

Ho deciso quindi di non spingere troppo per non trovarmi in difficoltà, anche perché dovrò tirare tutta la via da primo e tendenzialmente voglio divertirmi.

Ho già ripetuto questa via qualche anno fa, ma ad essere sinceri non me la ricordo per niente!

Per Fabio invece è la prima volta in assoluto alla rocca di Lities, e ne rimarrà a fine giornata, molto colpito.

Arrivo a Lities

​Alle 9:30 parcheggiamo la macchina vicino alla chiesetta, che si trova dove termina la strada, di fronte alla rocca.

Siamo stati rallentati da qualche mandria di mucche sulla statale, deve essere periodo di fiere del bestiame da queste parti!

​Scendiamo dalla macchina e una bella brezza mattutina ci sveglia di colpo.

Fabio si lamenta per il freddo ed io lo canzono un po’: “Ma che alpinista sei, che per un po’ di freschetto, ti lamenti già!”.

Ridiamo, ma lo rassicuro che appena saremo al sole farà caldo: oggi è prevista una bellissima giornata e lo sarà!

Ci prepariamo: imbrago, rinvii, moschettoni, corde, caschi, insomma ci bardiamo di tutto punto per affrontare la salita.

​Qualche minuto e siamo in movimento.

Attraversiamo l’ampio pratone alla base della rocca e individuiamo il sentiero all’estremità sinistra,che si addentra in discesa nel bosco.

Superato un piccolo ruscello, grazie ad un piccolo ponte di legno, risaliamo verso sinistra fino ad incontrare un bivio.

Proseguendo a destra e in qualche minuto arriviamo alla base della via.

Attacco della via

Il primo tiro parte coperto dal bosco quindi completamente in ombra.

Nei giorni scorsi ha piovuto molto, ho un po’ di timore di trovare bagnato, ma con gran sorpresa invece, è tutto bello asciutto e la roccia non è neanche fredda.

Scongiurata la temuta bollita alle dita delle mani sul primo tiro! (la bollita è un congelamento temporaneo della punta delle dita che fa perdere sensibilità ed è molto dolorosa, capita quando la roccia è molto fredda).

​Giusto il tempo di sistemare le corde, legarci e siamo pronti a partire.

Il primo tiro è subito abbastanza deciso, su un muro verticale a buchi e tacche di 4/5 metri.

Gradato 5a, concentra tutte le sue difficoltà nei primi metri.

Alla sommità di questo breve muro, aggiro uno spigolo verso sinistra e mi ritrovo su una placca appoggiata, dove le difficoltà diminuiscono notevolmente e in breve arrivo alla prima sosta, che è da attrezzare.

Mi assicuro e preparo tutto l’occorrente per recuperare Fabio, che mi raggiunge in sosta dopo alcuni minuti, senza grosse difficoltà.

​Il secondo tiro (5c+), parte aggirando lo spigolo alla sinistra della sosta.

Mi ritrovo praticamente a strisciare contro la roccia, alla base di un muro verticale con una discreta esposizione.

Traverso sfruttando una fessura che taglia la parete in diagonale ascendente verso sinistra e porta alla base di un diedro (parete ad angolo).

Raggiunto il diedro, lo risalgo in verticale per qualche metro fino al suo termine, sfruttando una fessura verticale.

Traverso infine verso destra e mi ritrovo su una cresta affilata, dove con un ribaltamento sull’altro lato della parete trovo la sosta.

Una sosta scomodissima

Questa sosta è in discesa ed è davvero scomoda, per cui prego il mio secondo di non metterci troppo, perché stare appeso qui, mi spacca la schiena!

Per fortuna è abbastanza veloce, incontrando solo qualche difficoltà sul diedro verticale.

Ci spostiamo ora su una crestina sprotetta di pochi metri, per raggiungere una cengia erbosa che percorriamo poi verso sinistra.

Superando alcune corde fisse, risaliamo per qualche metro e arriviamo alla base del terzo tiro.

Con questo spostamento siamo passati dalla parete sud est della rocca, alla parete esposta completamente a sud.

​Il terzo tiro (5b), è un muretto/diedro verticale di pochi metri al termine del quale mi ritrovo su una lunga placca molto appoggiata, che porta ad un muro biancastro.

Trovo una sosta intermedia prima di arrivare al muro e decido di dividere il tiro in due, perché le corde già così tirano molto, nonostante abbia allungato il rinvio prima del ribaltamento in placca.

Il tempo di recuperare il mio compagno e riparto per concludere il tiro, davvero senza alcuna difficoltà, per portarci alla base della parete biancastra.

Questi due tiri appena conclusi, risultano più che altro dei trasferimenti e rendono la via un pò discontinua in questo punto.

​Intanto si è fatta la mezza, il sole è bello caldo e l’arsura si fa sentire.

Ne approffittiamo per bere un pò.

Ci siamo portati una borraccia da un litro in due, per viaggiare leggeri.

Tre lunghezze non banali

Davanti a noi un bel muro verticale, abbastanza corto ma non banale, lo risalgo trovando la catena pochi metri più su (5b).

Qui la sosta é completamente appesa, si sta piuttosto scomodi in due, c’è davvero poco spazio, quindi acceleriamo le manovre, per ripartire velocemente.

Ancora un diedro verticale con buona esposizione, traverso a destra per poi aggirare uno spigolo: questo passaggio offre una vista straordinaria sul fondo valle.

Risalendo ancora per qualche metro, trovo la sosta del tiro (5c).

Un’altro breve muretto, al termine del quale vado verso sinistra, trovando un altro muro un pò strapiombante.

Il passaggio risulta piuttosto fisico, ma molto ben ammanigliato.

Superato lo strapiombo risalgo l’ennesimo diedro, al termine del quale, con un tratto semplice, raggiungo la sosta (5c).

La grande cengia

Siamo ora su una grossa cengia, su cui subito di fronte a noi, prosegue la via.

Un facile spigolo di quarto grado, porta alla base dell’ultimo tiro.

I rovi qui la fanno da padrone!

I piedi gonfi per il caldo cominciano a far male, ma per fortuna manca poco, siamo quasi in uscita.

​Affronto l’ultimo tiro risalendo prima un facile muro, solcato da un’ampia fessura, su cui mi ribalto sopra al termine.

Scavalcando la spaccatura sulla parte alta del muro appena vinto, arrivao alla base di un altro muro di pochi metri, ma si capisce subito che non saranno facili!

Qui c’è il passo più duro della via (6a).

Rifiato un attimo per raccogliere le energie e risalgo il muro verticale sfruttando delle piccole tacche.

Mi ritrovo ora a dovermi ribaltare sopra con un passo davvero fisico, dove purtroppo non c’è molto da tirare, ma bisogna anzi affidarsi anche qui a piccole tacche.

Superato il passo duro, dopo pochi metri su facili gradoni, arrivo al termine della via, su una stretta cengia con una corda fissa.

La discesa

​Recupero Fabio, che trova un pò ostico il ribaltamento del muro verticale, ma dopo un pò di tentativi, finalmente mi raggiunge in sosta contento di aver terminato.

Siamo in ballo da qualche ora e la stanchezza comincia a farsi sentire.

Ci complimentiamo per aver completato la via con la consueta stretta di mano, c’è grande soddisfazione.

Utilizzando la corda fissa, ci spostiamo in un punto più comodo, per fare su le corde, raccogliere tutto il materiale e prepararci per la discesa.

​Ridiscendiamo per il bosco, tramite un sentiero piuttosto ripido.

Oggi è reso anche scivoloso dalle piogge degli ultimi giorni, odio questo tipo di terreno!

Arriviamo ad una serie di corde fisse, che scendendo praticamente a picco nel bosco riportandoci in breve alla base della rocca.

Da qui, in 10 minuti, siamo di nuovo alla macchina.

​Un ultimo sguardo verso la parete in ammirazione, ora è in ombra, mentalmente cerchiamo di ripercorrere la via appena conclusa prima di ripartire…

…è ora di tornare a casa.

Note: sotto trovi la relazione che ho utilizzato per la salita.

http://www.panepera.altervista.org/Mago_oz_relazione.htm

Itinerario bello anche se un pò discontinuo tra il secondo e il quarto tiro, ma arrampicare alla Rocca di Lities è sempre bellissimo.

Anche se la roccia è molto lichenata in alcuni punti, offre un ottimo grip ed è davvero di ottima qualità.