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Machaby: arrampicare su Patata Bollente

...Passione Montagna

Machaby Patata Bollente

Il Machaby

La Corma di Machaby, conosciuta anche come il paretone di Arnad, è un’imponente parete di gneiss, situata nell’omonimo comune Valdostano.

Probabilmente è una delle strutture di roccia più famose della bassa Valle d’Aosta, che permetta di realizzare vie di più tiri, con sviluppi fino a circa 300 metri.

Visibile anche dal famoso Forte di Bard è una vera attrazione per molti arrampicatori amanti delle vie lunghe.

La sua esposizione a sud rende possibile arrampicare in inverno le sue pareti verticali, in giornate soleggiate e prive di vento.

Sono davvero numerose le linee di salita tracciate sulle sue immense placche, ma quella di cui voglio raccontarti oggi si chiama Patata Bollente.

Se non sai cos’è una via lunga e come si affronta ti consiglio anche la lettura di arrampicare su roccia.

Machaby: Patata Bollente

Il nome di questa via deve già accendere un campanello di allarme nella tua testa.

Risolvere le varie lunghezze di corda di questa linea di salita sarà una vera Patata Bollente.

Lunga circa 250 metri è divisa in 9 tiri ha un grado massimo di 6a+ .

Sulla carta sembra una via decisamente abbordabile, ma a rendere non scontata la riuscita di questa salita al Machaby è il suo grado obbligatorio di 6a.

Richiede una certa decisione nell’arrampicata, in quanto la chiodatura non è certo di quelle che si definiscono plaisir.

Le protezioni sono infatti molto distanziate, per cui è necessario essere padroni del grado.

Se ripeterai questa via ti troverai a dover superare passaggi di 5c/6a con spit anche a 4/5 metri l’uno dall’altro, senza possibilità di azzerare il passaggio.

Azzerare significa utilizzare il rinvio, cioè la protezione che si utilizza per assicurare la salita durante una lunghezza di corda, tirandolo per superare il passaggio.

Se non hai molta dimestichezza con i gradi dell’arrampicata, ti consiglio di leggere il mio articolo in cui ti spiego cosa sono e come vengono assegnati.

Attacco di Patata Bollente al Machaby
Targa alla base della via Patata Bollente al Machaby

Voglia di avventura alla Corma di Machaby

Arrampicare in falesia è sicuramente un buon modo per allenarsi e acquisire il grado, ma percorrere una via lunga è una vera avventura.

Certo le vie sportive sono già attrezzate con gli spit, puoi leggere le relazioni su internet e quindi, non è certo come tracciare un nuovo itinerario che nessuno ha mai salito prima.

Ma per te che la percorri per la prima volta, comunque ha il sapore di una vera e propria esplorazione.

Ripetere vie lunghe è il modo che preferisco di vivere l’arrampicata.

Staccarsi da terra e cercare di conquistare la cima della parete, con l’incertezza del risultato e se qualcosa va storto, allora puoi trovarti davvero nei guai.

Ho fatto moltissime vie nei primi anni in cui ho cominciato, ma negli ultimi due ho dovuto un po’ rallentare per mancanza di tempo sostanzialmente.

È da ottobre scorso che non faccio una via multipitch, ma oggi ho finalmente l’occasione per togliere un po’ di ruggine.

Il paretone del Machaby è sicuramente un buon posto in cui grattarla via.

Ritrovo

Io e Giovanni ci troviamo alle 8:00 al parcheggio dell’Auchan all’ingresso della TO-MI.

Giusto il tempo di buttare tutta l’attrezzatura nel bagagliaio della mia auto e via verso la Valle d’Aosta.

Usciamo al casello di Pont Saint Martin e raggiungiamo la Corma di Machaby poco dopo le 9,

Scendendo dalla macchina la temperatura frizzante ci convince a prenderci ancora un cappuccino e un croissant all’Arcaden, l’osteria proprio sotto al paretone.

La parete viene lambita dal sole intorno alle 10 in questo periodo.

Considerando dunque che per arrivare all’attacco delle vie bisogna cammiare una mezz’oretta, abbiamo il tempo per fare un’ulteriore colazione.

Patata Bollente Corma di Machaby
Machaby, attacco della via Patata Bollente

Il sentiero attrezzato

Recuperiamo tutto il materiale necessario per la salita dalla macchina.

Giovanni è superorgoglioso del suo nuovo imbrago Arcteryx, dice che gli ha cambiato la vita, che è comodissimo quando sei appeso in sosta.

Ci spostiamo verso il parcheggio in prossimità della curva prima dell’Arcaden, dove comincia il sentiero attrezzato.

Qui si poteva lasciare la macchina fino a non molto tempo fa, ma ora dei blocchi in cemento impediscono l’accesso.

Iniziamo a salire lungo il sentiero attrezzato, che sale in maniera molto decisa con anche qualche passo di facile arrampicata.

Nei punti più delicati è provvisto di corde fisse e pedalini in acciaio per facilitare l’accesso, ma manca una corda fissa forse nel punto in cui sarebbe più necessaria.

Nella parte alta c’è infatti una breve placca inclinata che si affaccia su un bel salto, qui conviene fare molta attenzione se la trovi bagnata.

In breve arriviamo alla base delle vie, il sentiero sbuca proprio di fronte a “Bucce d’Arancia”, forse la via più conosciuta e ripetuta del Machaby.

Andiamo decisamente a destra continuando a risalire costeggiando la base della parete e poco oltre troviamo il nostro attacco di Patata Bollente.

Arrampicare al Paretone di Arnad
Sul terzo tiro di Patata Bollente al Paretone di Arnad

L’attacco di Patata Bollente

Partiamo sul primo tiro di 5c che si rivela subito molto delicato, una placca piuttosto verticale che sale dritta per circa 25 metri fino in sosta.

Raggiunto Giovanni recupero qualche rinvio e mi preparo per affrontare la seconda lunghezza di corda.

Salgo leggermente a sinistra per poi rientrare verso destra e tirare su diritto in verticale.

Le protezioni sono belle distanziate nonostante il tiro sia di 6a, ma devo dire che mi sento tranquillo e salgo bene senza grosse difficoltà.

Il terzo tiro è il primo dei due 6a+ presenti su Patata Bollente.

Risaliamo una fessura abbastanza buona sulla destra, per poi affrontare un passo davvero delicato verso sinistra e raggiungere una seconda lama verticale.

Al termine di questa si traversa di nuovo a sinistra per raggiungere la sosta.

Parto da primo di cordata quindi per la successiva lunghezza, che nonostante sia solo 5b non è certo da sottovalutare.

Proprio perché il grado non è molto elevato la chiodatura risulta essere decisamente “allegra”.

Risalgo dritto su una placca verticale con buoni appigli per poi traversare a sinistra verso la sosta, posizionata una trentina di metri più in alto della precedente.


Attrezzature per la montagna


La cengia

Il quinto tiro è un 5a lungo circa 55 metri che porta sulla cengia posta più o meno a metà della parete.

Proseguiamo dritti per delle placche lavorate ricche di appigli e appoggi.

Vicino alla cengia non andiamo a sinistra verso la sosta di “Topo Bianco”, ma proseguiamo diritti fino a raggiungere una sosta intermedia.

Continuiamo diritti su una placca appoggiata fino alla successiva sosta ricavata su una comoda e larga cengia.

Cedo ora la palla al mio compagno di cordata benché tocchi a me, perché ho il sospetto che non sarà facile e non me la sento e infatti…

Il sesto tiro è secondo noi quello chiave di Patata Bollente: su questa lunghezza infatti, il Paretone del Machaby ci metterà a dura prova.

Affrontiamo un muro decisamente verticale con passi davvero molto delicati, su tacche sensibilmente piccole.

Qui mi scivola un piede e volo rimanendo appeso alla corda, per fortuna da secondo.

Superato il passo chiave, continuiamo a salire su terreno decisamente più facile, fino ad arrivare in sosta 35 metri più in alto.

Questa lunghezza di corda è valutata 6a+, ma secondo noi anche 6b non sarebbe regalato.

Patata Bollente al Paretone di Arnad
Sul tiro chiave di Patata Bollente al Machaby

Verso la cima

Ormai le difficoltà maggiori sono alle nostre spalle.

Il vero problema ora è resistere alle raffiche di vento freddo, che come al solito sferzano la parte alta del Machaby.

Non ci lamentiamo troppo però visto che la giornata è stata davvero calda, in maniera persino anomala per essere inizio febbraio.

Anche i piedi cominciano a farmi davvero male, le mie La Sportiva Miura appena risuolate mi danno grande sicurezza, ma fanno anche sentire un po’ di dolore!

Proseguiamo sul tiro successivo di 5a per una quarantina di metri.

Superato un muretto con buoni appigli, risaliamo facili placche fino a raggiungere la sosta numero sette.

I due tiri finali sono i classici d’uscita del Paretone di Arnad, due lunghezze di 4c da 35 metri la prima e 45 la seconda, con protezioni lontane un chilometro l’una dall’altra.

Chi ha chiodato su questa parete avrà pensato: “D’altronde se sei arrivato fin qui, mica ti spaventerai per due tiri di quarto?”

Eccoci dopo circa quattro ore a muoverci sulle punta delle dita delle mani e dei piedi, su un terreno in piano a complimentarci per la riuscita di Patata Bollente.

Un’altra via è stata archiviata su questo bel paretone.

Corma di Machaby
In uscita dalla via Patata Bollente al Paretone di Arnad

Discesa dal Machaby

Risistemati i materiali e fatte su le corde d’arrampicata iniziamo a scendere per tornare alla macchina.

Poco distante dall’uscita della via andiamo verso destra fino a raggiungere il borgo Machaby, che attraversiamo continuando a mantenere la destra.

Il sentiero è abbastanza evidente e continuando verso destra, non facciamo altro che aggirare la Corma di Machaby, ritornando dal lato delle vie.

Da qui un sentiero attrezzato ripido, ma senza grossi pericoli, ci porta a ricongiungerci con l’itinerario fatto all’andata.

Lo ripercorriamo fino a ritornare al parcheggio con il divieto d’accesso dove è iniziata la nostra avventura.

Conclusione e consigli

Patata Bollente è una via che devo dire mi è piaciuta molto.

A differenza di altre, si distingue perché offre una arrampicata molto varia e divertente.

C’è da dire che arrampicare al Machaby è sempre molto entusiasmante.

Fortunatamente il paretone è uno di quei posti che lascia la possibilità di arrampicare in inverno, se la giornata è bella.

Se decidi di venire a ripetere questa via ti consiglio di non sottovalutarla, non tanto per i gradi in sé, ma per la chiodatura piuttosto esigente.

Per godertela, a parer mio devi viaggiare su un buon 6b.

Se non hai mai arrampicato qui forse è meglio cominciare con qualcosa di più abbordabile, a meno che tu non sia un vero drago dell’arrampicata.

La via è attrezzata a spit e con soste con catena.

Se ti sei perso il senso di qualche termine tecnico, ti consiglio di leggere anche arrampicare su roccia e gradi dell’arrampicata.

Saluti

Spero che il mio racconto ti sia piaciuto e che ti abbia dato un’altra buona idea per progetti futuri.

Prima di abbandonare la pagina lascia un like e condividi l’articolo con i tuoi amici attraverso i profili social.

Qui sotto puoi inoltre utilizzare i commenti per dare le tue impressioni su questa via se la hai già ripetuta, o per chiedere ulteriori informazioni.

Mi auguro di vederti presto sempre qui su Allmountainsite.


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2 risposte

  1. ANTONIO MILANI ha detto:

    Ciao Alessio. Una bella descrizione dell’arrampicata e di tutto il contorno. Devo dire che ti sei fatto una bella esperienza e ne stai facendo partecipi anche noi. Grazie e bravissimo.

    • allmountainsite ha detto:

      Grazie Antonio, arrampicare su vie lunghe è per me un’esperienza unica al di là delle difficoltà dell’arrampicata in se. Si può raccontare, ma solo provandola si può capire veramente le emozioni che dà.

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