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Valanghe: conoscere ed evitare il pericolo

...Passione Montagna

Valanghe

Valanghe, l’incubo di ogni alpinista, sci-alpinista e ciaspolatore.

È un fenomeno tendenzialmente naturale, ma che spesso viene provocato proprio da chi frequenta la montagna.

Conoscere le valanghe è quindi molto importante per cercare di evitarne il pericolo.

Sapere cosa sono, come si formano e come si manifestano, è già un passo in avanti verso la prevenzione.

Abbiamo introdotto l’argomento in “Organizzare un’escursione sulle ciaspole“, ma in questo articolo cercheremo di entrare nel dettaglio.

È un tema lungo e complesso, per cui se sei interessato ad approfondire ti consiglio di metterti comodo e prenderti un po’ di tempo da dedicare alla lettura.

Cosa sono le valanghe

Le valanghe sono spostamenti improvvisi di masse di neve e ghiaccio di diverse dimensioni, che scorrono più o meno velocemente verso valle.

Nella loro discesa inoltre, trascinano tutto ciò che trovano sul loro percorso, come tronchi o massi, aumentandone di conseguenza la pericolosità.

Puoi immaginare quindi, quale impressionante forza eserciti una valanga al suo passaggio.

Ma perché avvengono? A cosa sono dovute?

Si verificano praticamente quando viene modificata la condizione di stabilità del manto nevoso.

Valanga polverosa
Valanga polverosa si distacca da un canale

Stabilità del manto nevoso

Cosa si intende per stabilità del manto nevoso?

Per cominciare il manto nevoso è l’insieme dei vari strati che si accumulano nelle diverse nevicate stagionali.

Questi nel tempo subiscono delle metamorfosi a causa delle condizioni climatiche e meterologiche, che tendono a unirli o separarli.

Quando si uniscono si parla di coesione, quindi si ha una situazione di instabilità quando rimangono distaccati.

In quest’ultimo caso siamo in presenza di pericolo valanghe, dovuto alla possibilità di slittamento tra loro di uno o più strati.

Perché si verifichino è necessario quindi un elemento scatenante ed una pendenza che va più o meno dai 25 ai 45°.

Oltre i 45° i distacchi avvengono naturalmente.

Fattori che influiscono sul pericolo di valanghe

I fattori che possono influire sul pericolo valanghe sono:

  • la quantità di neve fresca caduta e presente al suolo
  • le caratteristiche morfologiche del terreno
  • il vento
  • l’umidità
  • il mancato riscaldamento e successivo rigelo
  • il surriscaldamento

Quantità di neve fresca al suolo

Quando durante una nevicata cadono molti centimetri di neve fresca in poco tempo, si crea un forte pericolo di valanghe.

Normalmente sono necessari accumuli che vanno dai 30 cm in su.

Questa neve priva di coesione è una massa che può essere origine di valanghe.

Certo non basta semplicemente un forte accumulo di neve fresca.

Perché potenzialmente si crei il pericolo è necessaria anche una pendenza del terreno.

Cornici di neve
Piccolo distacco di una valanga da cornici di neve

Caratteristiche morfologiche del terreno

La conformazione del terreno è un aspetto fondamentale perché si possa parlare del pericolo di valanghe.

Sono infatti da considerarsi a rischio pendii o canali con inclinazioni superiori ai 25/30°.

La combinazione tra forte accumulo di neve e pendio ripido è quindi una delle cause principali di valanghe.

Un altro aspetto che riguarda il terreno è la sua composizione.

Su pendii erbosi o terrosi infatti la neve ha maggiore difficoltà ad aggrapparsi al terreno, questo può dare origine ad uno strato debole già sul fondo.

Terreni con massi e boschi fitti sono invece più favorevoli al consolidamento del manto nevoso.

Maggiore sarà la concentrazione quindi di massi o alberi presenti, minore sarà la possibilità che si manifesti una valanga.

Il vento

Non sempre è necessario che avvengano grandi nevicate perché si formino forti accumuli di neve fresca.

Anche il vento può essere causa di questo, si parla quindi di neve trasportata.

Infatti, se una discreta nevicata viene accompagnata o seguita anche da forti raffiche di vento, questo può accumulare importanti masse di neve su pendii ripidi e canali.

Quindi, è necessario anche fare molta attenzione quando si guarda il bollettino, alle indicazioni sulla presenza o meno del vento durante le precipitazioni.

Umidità

Anche l’umidità può influire sul potenziale pericolo di valanghe e quando si parla di neve umida o bagnata, bisogna drizzare le antenne.

L’umidità infatti si comporta come fosse una pellicola d’olio ed impedisce quindi l’unione tra due strati adiacenti.

Questo favorisce di conseguenza la possibilità di scorrimento tra gli strati.

Mancata trasformazione

Il consolidamento del manto nevoso avviene grazie al continuo scioglimento e rigelo.

Infatti, il riscaldamento diurno e successivo rigelo notturno favorisce la coesione dei vari strati di neve, poiché i vari cristalli si saldano sempre meglio tra loro.

Quando questo processo non avviene, ecco che il manto nevoso diventa instabile e aumenta quindi il pericolo di valanghe.

Può succedere ad esempio perché di notte le temperature non scendono a sufficienza o perché una zona non viene colpita abbastanza dal sole durante il giorno.

Questo dovrebbe farti intuire come un pendio carico e ripido spesso in ombra, sia molto a rischio.

Surriscaldamento

Anche un forte surriscaldamento diurno può portare ad un aumento del pericolo di valanghe.

Questa è una situazione tipica ad esempio di inizio primavera, quando a seguito di nevicate tardive, il mancato rigelo notturno e le alte temperature diurne impediscono la coesione del manto nevoso.

È una situazione da forte pericolo valanghe.

Coni di valanghe
Pendii ripidi facilitano distacchi spontanei di valanghe

Come vengono classificate le valanghe

Le valanghe vengono classificate in base ad alcuni diversi fattori che si possono riassumere in:

  • piani di scorrimento
  • tipi di movimento
  • tipi di distacco
  • morfologia del terreno

Analizziamoli uno per volta.

Piani di scorrimento delle valanghe

In base al piano in cui avviene il distacco e quindi lo scorrimento, le valanghe vengono suddivise in:

  • di superficie
  • di fondo

Le valanghe di superficie, come dice il nome stesso interessano più gli strati di neve superiori.

Sono dovute ad una debole o mancata coesione e possono interessare porzioni più o meno grandi del manto nevoso.

Le valanghe di fondo invece, sono quelle che si innescano a causa del distacco del manto nevoso al livello del terreno, o comunque molto vicino ad esso.

Generalmente assumono grandi dimensioni e interessano una grande porzione di neve.

Avviene per mancata o debole coesione ed è il peso stesso della massa, unita alla pendenza, che genera la valanga.

Tipi di movimento delle valanghe

A seconda di come si muovono, le valanghe vengono poi classificate come segue:

  • nubiformi
  • radenti

Si dicono nubiformi quelle valanghe formate da neve asciutta, che muovendosi generano una nube polverosa.

Il distacco solitamente è puntiforme, possono essere sia di piccole che di grandi dimensioni e si verificano soprattutto in corrispondenza di grandi pendii.

La massa di neve spostandosi e mischiandosi con l’aria, genera una miscela molto dannosa, che se respirata può provocare asfissia.

Il distacco avviene in maniera molto rapida e possono raggiungere quindi alte velocità.

Le valanghe radenti invece sono formate da neve umida, di conseguenza più consistente.

Solitamente sono di grandi dimensioni e interessano grandi masse di neve, che generano quindi una enorme pressione sugli ostacoli che incontrano durante il loro percorso.

Sono valanghe di fondo che si muovono lentamente.

Valanghe polverose
Le valanghe polverose possono provocare asfissia

Tipi di distacco delle valanghe

In base alla modalità di distacco, le valanghe vengono suddivise ancora in:

  • puntiformi
  • a lastroni

Le valanghe puntiformi si innescano in una zona molto localizzata e possono essere formate sia da neve asciutta che da quella bagnata.

Sono generalmente di piccole dimensioni e si verificano in prossimità di forti pendenze.

Le valanghe a lastroni invece, sono quelle tipiche innescate da escursionisti o sci-alpinisti.

Vengono caratterizzate dal distacco di un’ampia e compatta porzione di neve.

Avvengono a causa di un sovraccarico del manto nevoso.

Si innesca una frattura che si propaga e si allarga sempre più, fino a causare il totale distacco.

Sono davvero molto pericolose, in quanto possono scorrere a valle anche per centinaia di metri su pendii relativamente poco inclinati.

Morfologia del terreno

Infine, le valanghe vengono classificate in funzione del tipo di terreno in cui avvengono, per cui assumono delle forme ben definite.

Si dividono in:

  • di versante
  • di colatoio

Le valanghe di versante sono appunto quelle che interessano una ampia porzione o l’intero fianco di una montagna, sono quindi di grandi dimensioni.

Si definiscono per concludere valanghe di colatoio quelle che generalmente si staccano da un canale, per riversarsi su un avvallamento.

Valanghe di colatoio
Valanghe di colatoio

Bollettino Valanghe

La prevenzione nel rischio di essere coinvolti in una valanga parte dalla pianificazione delle nostre gite.

La consultazione del bollettino valanghe durante il periodo invernale è quindi d’obbligo, quando vuoi ad esempio organizzare un’escursione sulle ciaspole.

Viene emesso tutti i giorni da dicembre a maggio, escluso sabato e domenica.

Al suo interno trovi un’analisi molto dettagliata su:

  • innevamento
  • stato del manto nevoso
  • grado di pericolosità

Analisi dell’innevamento

Nel bollettino valanghe viene riassunta la condizione dell’innevamento, divisa per zone e quote.

Vengono fornite indicazioni sulla quantità in centimetri della neve al suolo.

Normalmente queste informazioni sono accompagnate da una grafica che mostra la situazione descritta.

Bollettino valanghe innevamento
Esempio di analisi dell’innevamento tratto dal bollettino valanghe

Descrizione dello stato del manto nevoso

Proseguendo nella lettura del bollettino valanghe troverai una descrizione dettagliata sullo stato del manto nevoso.

È indicato se sono presenti cumuli su aree sensibili e come ha influito l’azione del vento, durante e dopo le nevicate.

Viene descritto infine lo stato di consolidamento del manto nevoso.

Bollettino valanghe manto nevoso
Descrizione del manto nevoso sul bollettino valanghe

Grado di pericolosità

Come informazione ultima viene indicato sempre diviso per aree il grado di pericolosità delle valanghe esistente.

È misurato su una scala che va da 1 a 5, dove 1 indica un pericolo debole mentre 5 è una situazione davvero critica.

Vediamoli nel dettaglio.

Grado 1 (Debole)

Il manto nevoso risulta generalmente ben consolidato e il distacco, può avvenire solo con forte sovraccarico su pendenze importanti.

Non è esclusa la possibilità del verificarsi di piccole valanghe spontanee.

Le escursioni risultano quindi sicure.

Grado 2 (Moderato)

Si presenta un moderato consolidamento del manto nevoso su alcuni pendii ripidi, mentre è ben consolidato altrove.

Il distacco di valanghe è possibile quindi con forte sovraccarico, soprattutto sui pendii ripidi indicati e non sono attese grosse valanghe spontanee.

In questo caso le condizioni sono favorevoli per le escursioni, ma bisogna comunque valutare bene la destinazione.

Grado 3 (Marcato)

Da moderatamente consolidato a debole su molti pendii ripidi.

È possibile che si crei un distacco probabilmente già con debole sovraccarico, soprattutto sui pendii indicati.

C’è la possibilità quindi che si verifichino valanghe spontanee di medie dimensioni e in alcuni casi, anche di grandi dimensioni.

Le escursioni sono di conseguenza molto limitate ed è richiesta una buona capacità di valutazione.

Bollettino Valanghe grado pericolo
Esempio di bollettino valanghe

Grado 4 (Forte)

Neve debolmente consolidata nella maggior parte dei pendii ripidi.

Il distacco può avvenire quindi già con debole sovraccarico.

Sono attese molte valanghe spontanee di medie dimensioni e in alcuni casi anche di grandi dimensioni.

Anche in questo caso le escursioni in montagna sono fortemente limitate ed è richiesta un’ottima capacità di valutazione.

Grado 5 (Molto Forte)

Il manto nevoso è completamente instabile.

Sono infatti attese soprattutto grandi valanghe spontanee, anche su pendii moderatamente ripidi.

Le condizioni non permettono assolutamente gite escursionistiche.

Valanga di neve bagnata
Tracce di una valanga di neve bagnata

Attrezzature per la montagna

Come viene redatto il bollettino valanghe

Sai come viene redatto il bollettino valanghe?

Come viene verificata la situazione del manto nevoso e quindi assegnato il grado di pericolo?

Il bollettino viene emesso da enti locali competenti a seguito di veri e propri test.

Vengono eseguiti in aree in cui si ritiene che il manto nevoso abbia una conformazione significativa per determinare il consolidamento degli strati della zona in esame.

Essendo prove puntiformi però, non danno una garanzia assoluta dei risultati, ma forniscono comunque ottime indicazioni.

Vediamo di seguito quali sono questi test:

  • la stratigrafia
  • il test della mano
  • esame di stabilità del manto nevoso

Stratigrafia

La stratigrafia è un’osservazione molto accurata delle caratteristiche fisiche e meccaniche dei diversi strati che formano il manto nevoso.

Viene eseguita scavando prima di tutto un profilo verticale fino al terreno, che permette quindi l’osservazione dei vari strati di neve.

Con questo esame vengono verificati:

  • la potenza dello strato
  • la quantità di acqua liquida al suo interno
  • la forma e la dimensione dei cristalli
  • l’indice di durezza e densità della neve
  • la temperatura degli strati

Per eseguire le misurazioni sono impiegati diversi strumenti come ad esempio:

  • La sonda per un analisi preliminare della coesione.
  • Una lente per eseguire un esame visivo dei cristalli che compongono i vari strati del manto nevoso.
  • Il termometro per misurare la temperatura degli strati.

Il test della mano

Il test della mano serve per esaminare la durezza dei vari strati che compongono il manto nevoso.

Consiste nel penetrarlo in vari modi con la mano.

Infine, a seconda del comportamento degli strati, si ottengono quindi dei risultati riassunti nella tabella qui sotto.

Prova Resistenza Equivalenza kg/dm2 Indice
Pugno guandato Molto debole <2 1
4 dita guantate Debole da 2 a 10 2
1 dito guantato Media da 10 a 25 3
Matita Medio/alta Da 25 a 50 4
Lama di coltello Alta Da 50 a 100 5
Impenetrabile Molto alta >100 6

Test di stabilità del manto nevoso

Oltre alla stratigrafia viene inoltre eseguito il test di stabilità del manto nevoso.

È un’insieme di procedure operative, che consentono di verificare la presenza di strati deboli, identificarne la posizione e infine, valutare lo spessore del lastrone che potrebbe distaccarsi provocando una valanga.

Sono suddivisi in:

  • indiretti, utili a determinare il perché possa verificarsi un distacco
  • diretti, eseguiti per analizzare cosa potrebbe accadere sollecitando uno strato debole.
test stabilità manto nevoso
Test di stabilità del manto nevoso

Quali sono le cause delle valanghe

È arrivato il momento di capire quali possono essere le cause di origine delle valanghe.

Tendenzialmente esistono due possibili scenari: le valanghe che avvengono spontaneamente e quelle innescate da un fattore esterno.

Valanghe spontanee

Le valanghe possono verificarsi in maniera spontanea, avvenire cioè naturalmente.

Si manifestano per effetto di una consistente massa di neve a bassa coesione che, a causa del suo stesso peso e della gravità, precipita di conseguenza verso il basso.

Contrariamente a quello che potresti pensare sono molto rare, infatti si verificano soprattutto in condizioni di grado di pericolosità da 3 a 5.

Avvengono solitamente dopo grandi nevicate o a primavera, quando non sono presenti condizioni climatiche che favoriscono il consolidamento del manto nevoso.

Valanghe innescate

Le valanghe innescate si verificano invece a causa di un elemento esterno.

Si dividono a loro volta in due tipi:

  • programmate
  • provocate

Vediamo di seguito entrambi i casi.

Valanghe programmate

In alcuni casi le valanghe vengono programmate, cioè innescate da specialisti volontariamente ed artificialmente, tramite cariche esplosive.

Si eseguono quando esistono situazioni di pericolo, ad esempio nel caso in cui un centro abitato è minacciato da un potenziale valanga.

Un altro esempio di valanga programmata, può essere per garantire la sicurezza di impianti sciistici, anche qui sotto minaccia di un possibile distacco.

Valanghe provocate

Sai qual è secondo gli esperti la maggiore causa di valanghe?

Le statistiche dicono sia l’uomo.

Infatti provano che il maggior numero di valanghe che si verificano è dovuta a causa di sciatori ed escursionisti.

Durante un’escursione di sci-alpinismo o con le ciaspole infatti, uno o più elementi possono al loro passaggio sovraccaricare uno o più strati deboli, rompendone quindi la condizione di equilibrio.

Non a caso le valanghe a lastroni sono tra le più frequenti.

Valanghe a lastroni
Esempio di valanga a lastroni

Come ridurre il rischio di essere travolti sotto una valanga

Ora ti starai chiedendo: “Come posso ridurre il rischio di finire travolto da una valanga?”

Ti sembrerà stupido o scontato quello che sto per dirti, ma sicuramente il modo più semplice è di evitare situazioni di pericolo.

Se ci pensi un famoso detto recita “prevenire è meglio che curare”, questo è sicuramente uno di quei casi in cui calza a pennello.

Come fare per evitare le valanghe?

Beh! sicuramente è fondamentale organizzare un’escursione sulle ciaspole o di sci-alpinismo in maniera dettagliata.

È importante pianificare bene orario e luogo in cui avverà la gita, verificando che ci siano le condizioni per affrontarla in sicurezza.

Esistono ad esempio itinerari che per la loro conformazione ti garantiscono di non correre alcun pericolo, anche in condizioni di forte innevamento.

Per farti un’idea puoi provare a leggere i miei racconti sulla salita alla Cialma, al monte Granè o ancora alla Pala Rusà.

Semplici regole di buonsenso

Delle semplici regole di buonsenso possono aiutarti a limitare il rischio.

Non esitare ad esempio nel chiedere consiglio a persone più esperte della zona in cui effettuerai la tua gita.

Infatti, le valanghe generalmente si verificano sempre negli stessi punti, di conseguenza è importante conoscere quali sono le aree più a rischio.

Evita di fare gite in solitaria, soprattutto quando il pericolo è alto e munisciti dei dispositivi di sicurezza per il soccorso dei travolti da valanga.

Tieniti distante da zone che possono essere pericolose a causa della loro morfologia.

Insomma, come detto in precedenza, stai lontano dai guai.

Distacco di neve bagnata
Distacco di neve bagnata

Dispositivi di sicurezza per il soccorso dei travolti da valanga

Lo scopo dei dispositivi di sicurezza per il soccorso dei travolti in valanga, è poter intervenire autonomamente nel caso di coinvolgimento in incidenti di questo tipo.

Ma quali sono gli strumenti fondamentali per il soccorso di travolti da valanga?

  • Pala
  • Sonda
  • Artva
  • Zaino con airbag

Pala da valanga

La pala da valanga è un attrezzo importantissimo e quindi indispensabile per poter prestare soccorso a chi è stato travolto.

La velocità nell’intervenire è uno dei fattori fondamentali per salvare qualcuno.

Quali sono le caratteristiche principali che deve avere una pala per il soccorso in valanga?

Leggerezza e traportabilità, ma anche la forma dell’impugnatura o il manico telescopico.

Le giuste caratteristiche della pala da valanga, unite ad una corretta tecnica di spalatura, possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Puoi trovare ottime informazioni sui requisiti per una buona pala da valanga e su come utilizzarla correttamente su questa pagina dalla Ortovox.

Pala e sonda da valanga
Esempio di pala e sonda da valanga

Sonda da valanga

La sonda è il secondo attrezzo indispensabile per prestare soccorso ad un travolto da valanga.

Serve per determinare con esattezza posizione e profondità di seppellimento della vittima.

Una sonda performante è caratterizzata da un’ottima velocità di tensionamento, stabilità e rigidità.

Ovviamente non sono meno importanti lunghezza e un sistema di segnalazione visivo, semplice e chiaro, indispensabile per determinare a che profondità si trova il sepolto.

È stato dimostrato, che un uso corretto della sonda può dimezzare i tempi di soccorso di un travolto da valanga.

Trovi ottimi suggerimenti per un corretto utilizzo della sonda da valanga in questo articolo della Ortovox.

ARTVA

Artva è l’acronimo di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga.

È una ricetrasmittente di segnale a corto raggio, che permette di localizzare una o più vittime

Deve essere in possesso di ogni escursionista presente alla gita, impostato in modalità trasmissione.

Se una valanga travolge uno o più partecipanti all’uscita, chi è rimasto escluso dal coinvolgimento deve commutare lo strumento in modalità ricerca, per tentare di identificare la posizione delle vittime.

In conclusione, l’uso di questi tre strumenti, pala, sonda e ARTVA, sono fondamentali per soccorrere le vittime di valanghe.

È chiaro quindi, che non è sufficiente possederli, ma bisogna anche saperli utilizzare correttamente.

È importante di conseguenza partecipare a corsi di formazione tenuti da professionisti, per imparare ad usarli.

Serve poi esercitarsi all’uso frequentemente, per impratichirsi ad un corretto impiego.

ARTVA
Ricetrasmittente ARTVA

Zaino da valanga

Infine, più che un’attrezzatura da soccorso lo zaino da valanga è un sistema che si può definire di autosoccorso.

Provvisto di airbag, se attivato immediatamente prima di essere travolto, può aumentare la tua capacità di galleggiamento nella massa di neve che ti investe.

Questo dispositivo non dà garanzia di sopravvivenza, ma sicuramente offre qualche possibilità in più.

Molti produttori di attrezzature per l’outdoor stanno investendo tanto nello studio di questa tecnologia.

La Ortovox ad esempio, con la sua linea Ascent di varie dimensioni (dal 22 litri al 40 litri).

La Mammut con il suo modello Ride da 22 litri dotato di un airbag davvero voluminoso.

Ti segnalo anche lo zaino Bca Float 2.0, molto apprezzato dai suoi utilizzatori.

Zaino Abs Twinbags
Zaino Abs Twinbags

Riassunto

Siamo dunque giunti quasi alla conclusione di questo lungo articolo ed è forse il caso di fare un piccolo riassunto.

Hai avuto modo di vedere molti aspetti importanti sul discorso valanghe:

  • Cosa sono
  • Come si formano
  • Quali tipi di valanghe esistono
  • Le cause per cui si verificano
  • Il Bollettino Valanghe
  • Come viene redatto il bollettino
  • Dispositivi di sicurezza e prevenzione

Sicuramente ora hai qualche nozione in più su questo tema, ma né questo né nessun’altro articolo sarà mai sufficiente a renderti un esperto in materia.

Ti consiglio quindi, se sei interessato/a ad approfondire, di affidarti a formatori professionisti.

Video riassuntivo dell’Arpa Piemonte

Conclusioni

La montagna non è assassina, sei tu che con le tue decisioni ti esponi a rischi più o meno grandi.

Affrontare questo ambiente tanto straordinario quanto pericoloso necessita indubbiamente di un’adeguata preparazione, formazione ed esperienza.

Le valanghe sono sicuramente tra i pericoli maggiori in cui ti puoi imbattere durante le escursioni invernali.

Ti consiglio quindi di ricorrere ad una adeguata formazione rivolgendoti a figure specializzate: guide alpine, tecnici del soccorso alpino o sezioni del CAI.

Spesso soprattutto ad inizio stagione vengono promosse giornate formative sulla sicurezza in ambiente innevato.

Saluti

Eccoci dunque al momento dei saluti.

Spero di esserti stato utile nel comprendere un po’meglio questo argomento sicuramente non facile.

Come potrai immaginare non è stato semplice neanche scrivere questo articolo.

Mi renderesti quindi davvero felice se potessi spendere ancora qualche istante per esprimere il tuo apprezzamento.

Lascia un mi piace o se preferisci scrivi un commento a fondo pagina per dare la tua opinione o semplicemente fare qualche domanda.

Sarò felice di risponderti quanto prima.

Condividere l’articolo sui tuoi profili social sarebbe poi il regalo più bello che potresti farmi, per ripagarmi delle fatiche occorse per scriverlo.

Non mi rimane che salutarti e darti appuntamento sempre qui su Allmountainsite.

A presto!


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8 risposte

  1. davide ha detto:

    Buongiorno, indicazioni essenziali ma ben fatte e utilissime. Sarebbe possibile avere indicazioni anche di bibliografia di approfondimento ?
    Ringrazio per l’attenzione
    Davide

  2. Paola ha detto:

    Grazie davvero, interessante e soprattutto utile!

  3. Alessandro ha detto:

    Utilissimo compendio che rende tutte le info importanti disponibili in un solo articolo. Interessantissimo!

  4. Livio ha detto:

    Vecchie nozioni ma sempre valide

    • allmountainsite ha detto:

      Grazie Livio per il tuo commento. Ho scritto un testo entry level, per dare la possibilità di capire qualcosa in più a chi è digiuno di questo argomento, ma anche di fare un bel ripasso a chi ne sa già qualcosa. Ho cercato di essere il più conciso possibile, pur trattandosi di un argomento davvero vasto, dando però molte informazioni con un linguaggio semplice. Spero di essere riuscito nel mio intento… grazie.

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