Cookie Policy Valanghe - Cosa sono e perché si verificano: tutto quello che devi sapere.

Le valanghe: cosa sono e perché si verificano

...Passione Montagna

Valanghe cosa sono

Introduzione

Valanghe, questi “mostri” naturali, che ogni anno creano distruzione e mietono numerose vittime in montagna.

In questa stagione, spesso leggi sui giornali titoli come: “Sciatore ucciso da una valanga”

Oppure, senti in tv: “Un’altra vittima della montagna assassina”.

Certamente titoli ad effetto , ma creati solo per vendere e fare ascolti.

Infatti, ti assicuro che la verità è molto diversa!

La montagna non è affatto assassina.

Semplicemente è un ambiente che presenta dei pericoli, che non devi assolutamente trascurare.

Uno di questi pericoli sono appunto le valanghe.

Ti ho già fatto una piccola introduzione su questo argomento, quando abbiamo visto come organizzare un’escursione sulle ciaspole.

 Oggi entriamo quindi un po’ più nel dettaglio.

Attenzione: io non sono un esperto di valanghe!

Le informazioni che ti darò hanno il semplice scopo, di capire un po’ meglio questi fenomeni, per imparare a gestirli con un po’ più consapevolezza.

Per una adeguata formazione sul tema, ti consiglio quindi di rivolgerti a professionisti, come ad esempio, guide alpine o operatori del soccorso alpino.

Cosa sono le valanghe

Come ti ho accennato nell’articolo “organizzare un’escursione sulle ciaspole“, questo è un argomento molto vasto da affrontare.

Se sei davvero interessato a capirne qualcosa in più, ti consiglio quindi di metterti comodo e prenderti un po’ di tempo per leggere.

Bene, cominciamo!

Le valanghe, possono essere definite come, spostamenti di masse glacio-nevose di varia dimensione.

Si verificano, quando viene perturbata la condizione di stabilità del manto nevoso.

Durante il loro spostamento, queste masse, raccolgono e trascinano tutto ciò che trovano sulla loro strada, come tronchi o massi, aumentandone la pericolosità.

Già da questa breve introduzione, puoi farti un’idea della forza che può avere una valanga e dei pericoli che ne derivano.

Perché avvengono? A cosa sono dovute?

Valanga-polverosa
Valanga polverosa si distacca da un canale

Stabilità del manto nevoso

Prima di tutto, immagino avrai già sentito parlare di stabilità del manto nevoso, ma cosa si intende?

Il manto nevoso, è formato dai vari strati di neve, che si accumulano durante la stagione invernale.

Questi strati nel tempo, subiscono delle metamorfosi, che tendono a unirli o meno tra loro a causa delle condizioni climatiche e meterologiche.

Quando si uniscono si parla quindi di coesione del manto nevoso, mentre parliamo di instabilità quando rimangono separati.

Nel momento in cui c’è un’instabilità, ecco che si crea il pericolo che avvenga una valanga, dovuto alla possibilità di slittamento di uno o più strati su uno strato inferiore.

Perché si verifichi l’evento, è necessaria una pendenza che va più o meno dai 28 ai 45°.

Al di sopra dei 45° i distacchi avvengono invece naturalmente.

Quali sono allora i fattori che incidono sul pericolo valanghe?

Fattori che contribuiscono al pericolo valanghe

Per iniziare devi sapere che, i fattori che sono causa del pericolo che si verifichi una valanga, sono davvero tanti.

Attenzione : in questa fase stiamo parlando solo di pericolo che avvenga una valanga.

Per verificarsi, deve poi esserci un elemento scatenante.

Analizzeremo quindi gli elementi che possono innescarla più avanti.

Ora ci concentriamo invece, sui fattori che possono creare un potenziale di pericolo.

Le cause possono quindi essere:

  • Il vento
  • Le caratteristiche morfologiche del terreno
  • L’umidità
  • Il mancato riscaldamento e successivo rigelo
  • Il surriscaldamento

Il vento

Come ti ho anticipato nell’articolo “organizzare un’escursione sulle ciaspole”, il vento può essere una causa del pericolo valanghe.

Infatti, sia durante la nevicata, che successivamente, l’azione del vento può creare zone di accumuli importanti.

Questi accumuli, possono quindi trasformarsi successivamente in valanghe, soprattutto se si trovano in prossimità di ripidi pendii.

Perché questo accada, devono verificarsi accumuli dai 30 centimetri di neve in sù.

Cornici neve Punta Aquila
Cornici di neve e segni di valanga sulla Punta dell’Aquila

Caratteristiche morfologiche del terreno

La conformazione del terreno, è un altro aspetto importante che influisce sulla possibilità che avvenga una valanga.

Sono infatti da considersi pericolosi, pendii o canali con pendenze superiori a 28/30°.

La combinazione tra accumuli e pendio ripido, può quindi essere causa di un forte pericolo valanghe.

Inoltre, un altro aspetto del terreno che può influire sul potenziale pericolo, è la sua composizione.

Su pendii erbosi o terrosi, infatti la neve ha più difficoltà ad aggrapparsi al terreno, si può creare quindi uno strato debole già sul fondo.

Sono invece più favorevoli alla coesione del manto nevoso, terreni con presenza di massi o boschi fitti.

In questo caso, maggiore è la concentrazione di pietre o alberi, minore sarà di conseguenza, il pericolo che si verifichi una valanga.

Umidità

L’umidità invece, si comporta come fosse una patina d’olio tra due strati adiacenti, impendendo quindi la coesione.

A causa di questo, lo strato superiore può scorrere rispetto a quello inferiore, creando la possibilità che si manifesti una valanga a lastroni.

Entreremo nel dettaglio di questa tipologia di valanghe tra un po’.

Mancata trasformazione

Normalmente, la coesione dei vari strati di neve, avviene grazie al rigelo notturno alternato allo scioglimento diurno.

In pratica, immagina gli strati di neve formati da milioni di particelle granulari.

Queste di notte congelano unendosi tra loro, mentre di giorno si ammorbidiscono per effetto del riscaldamento del sole.

Questo continuo rigelo alternato allo scioglimento, fa si che queste particelle si saldino in maniera sempre più forte tra loro, stabilizzando di conseguenza i vari strati di neve.

Quando questo processo non avviene, magari perché di notte le temperature non scendono a sufficienza, ecco che il manto nevoso diventa instabile.

Aumenta quindi il pericolo che si formi una potenziale valanga.

Coni valanga
Pendii ripidi facilitano distacchi spontanei di valanghe

Surriscaldamento

Come potrai ben immaginare, il surriscaldamento è sicuramente una delle cause che possono creare un forte pericolo che avvenga un distacco.

Ad esempio quando si verifica vento di foehn, che è un vento caldo, può esserci uno scioglimento degli strati intermedi.

Si crea di conseguenza una discontinuità e quindi instabilità del manto nevoso.

Questa è una classica situazione della stagione primaverile.

Infatti, soprattutto negli ultimi anni, in mesi come aprile, le temperature di giorno salgono molto, mentre di notte rimangono abbondantemente sopra lo zero termico anche in quota.

Questo, per come abbiamo visto in precedenza, impedisce la normale coesione del manto nevoso, aumentando molto il pericolo di valanghe.

Tipi di valanghe

Ora che abbiamo visto, quali sono alcune delle cause che possono creare un potenziale pericolo, vediamo quali sono i tipi di valanghe che possono verificarsi.

Intanto qui non parliamo più solo di pericolo, cioè possibilità che si verifichi, ma di un vero e proprio evento.

Fare una classificazione delle valanghe, è una cosa davvero complessa, in quanto vengono suddivise secondo molti fattori:

  • Piano di scorrimento
  • Tipo di movimento e della neve
  • Tipo di distacco
  • Morfologia del terreno

Piano di scorrimento

Per cominciare in base al piano di scorrimento le valanghe vengono suddivise in:

  • Valanghe di superficie
  • Valanghe di fondo

Sono considerate valanghe di superficie, quelle che interessano uno o più strati superficiali, che scorrono su uno strato inferiore.

Sono dovute ad una debole o mancata coesione tra due strati di neve adiacenti epossono interessare porzioni più o meno grandi di manto nevoso.

Le valanghe di fondo invece assumono solitamente grandi dimensioni, in quanto interessano tutto il manto nevoso.

Il distacco avviene a livello del terreno per una mancata coesione della neve, come abbiamo accennato in precedenza.

 A causa della pendenza e del peso stesso del manto, la neve comincia quindi a scorrere sulla superficie di appoggio, verso valle.

Valanga polverosa
Valanga polverosa di neve asciutta

Tipo di movimento e di neve

Le valanghe, possono essere classificate poi in base al tipo di movimento e al tipo di neve come:

  • Valanghe nubiformi
  • Valanghe radenti

Sono dette nubiformi, quelle formate da neve asciutta, che muovendosi generano un’enorme nuvola polverosa.

Possono essere di piccole o grandi dimensioni e sono quindi molto pericolose.

Infatti spostandosi e mischiandosi con l’aria, formano una miscela molto dannosa, che se respirata provoca asfissia.

Si verificano soprattutto in corrispondenza di ripidi pendii.

Il distacco avviene in maniera molto rapida e si muovono di conseguenza a velocità molto elevate.

Le valanghe radenti sono invece formate da neve umida, quindi più consistente.

Generalmente sono di grandi dimensioni, per cui interessano una grossa massa di neve, che esercita pertanto, una enorme pressione sugli ostacoli che incontra.

Sono valanghe di fondo, che si muovono con velocità molto lente.

Tipo di distacco

In base a come avviene il distacco le valanghe vengono suddivise in:

  • A lastroni
  • Puntiformi

Le valanghe a lastroni, sono quelle tipiche provocate dal passaggio di uno o più escursionisti con gli sci o le ciaspole.

Sono caratterizzate dal distacco di una porzione ampia e compatta del manto nevoso.

Avvengono a causa di un sovraccarico, che innesca una frattura nel manto che si allarga sempre più, fino a crearne la completa separazione.

Sono davvero molto pericolose, in quanto possono scorrere a valle, anche per centinaia di metri, su pendii relativamente poco inclinati.

Le valanghe puntiformi, sono invece generalmente di piccole dimensioni e avvengono solitamente in prossimità di forti pendenze.

Il distacco avviene in una zona molto localizzata e possono essere sia di neve asciutta, quindi polverose, che di neve bagnata.

Valanga lastroni
Segni di valanga a lastroni

Morfologia del terreno

Per concludere, le valanghe vengono poi classificate anche in base alla morfologia del terreno in cui si verificano.

Abbiamo quindi:

  • Valanghe di versante
  • Valanghe di colatoio

Come dice già il nome, le valanghe di versante sono quelle che interessano un intero versante della montagna.

Sono di conseguenza di grandi dimensioni.

Le valanghe di colatoio invece si verificano in prossimità di valli in cui si incanala la massa nevosa, che solitamente si stacca da un canale.

Bollettino Valanghe

In un precedente articolo, organizzare un’escursione sulle ciaspole, abbiamo fatto un rapido cenno sull’importanza di consultare oltre la meteo, anche il bollettino valanghe.

il bollettino viene emesso tutti i giorni, escluso sabato e domenica, da dicembre a maggio.

Al suo interno puoi trovare un’analisi molto dettagliata della situazione riguardante:

  • Innevamento
  • Stato del manto nevoso
  • Grado di pericolosità

Vediamoli di seguito uno per uno.

Innevamento

In questa parte del bollettino, viene fatto un riassunto sull’innevamento che troverai alle varie quote.

Trovi poi indicazioni, sulla quantità in centimetri della neve al suolo e sull’effetto del vento su di essa.

Ecco un esempio.

Innevamento bollettino valanghe
Esempio di innevamento dal bollettino valanghe Arpa Piemonte

Stato del manto nevoso

Sul bollettino valanghe, trovi poi una descrizione molto dettagliata sullo stato del manto nevoso.

Viene infatti descritto se si presentano accumuli in aree sensibili, dovute all’azione del vento.

Vengono quindi date indicazioni sul consolidamento o meno del manto nevoso.

Insomma, viene fatta un’analisi davvero accurata che dovrebbe farti capire meglio le condizioni.

Di seguito puoi vedere un esempio di analisi dello stato del manto nevoso, emesso dall’Arpa Piemonte.

Manto nevoso bollettino valanghe
Esempio di manto nevoso dal bollettino valanghe Arpa Piemonte

Grado di pericolosità

Come punto finale, viene indicato su una mappa divisa per zone, quale è la situazione di pericolo valanghe.

Il grado di pericolosità è misurato su una scala che va da 1 a 5.

Vediamo insieme quindi, cosa significa ognuno di questi numeri:

Grado 1 (Debole)

Il manto nevoso, risulta generalmente ben consolidato e il distacco può avvenire solo con forte sovraccarico su pendenze importanti.

Non è esclusa la possibilità di avere piccole valanghe spontanee.

Le escursioni sciistiche e con le ciaspole risultano quindi sicure.

Grado 2 (Moderato):

 Si presenta un moderato consolidamento del manto nevoso su alcuni pendii ripidi, mentre e ben consolidato altrove.

Il distacco di valanghe, è possibile quindi con forte sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati e non sono attese grosse valanghe spontanee.

In questo caso le condizioni sono favorevoli per le escursioni, ma bisogna comunque valutare bene la destinazione.

Organizzare escursione ciaspole bollettino valanghe
Bollettino valanghe emesso dall’Arpa Piemonte

Grado 3 (Marcato):

Il manto nevoso, risulta da moderatamente consolidato a debole su molti pendii ripidi.

È possibile che si crei un distacco, probabilmente già con debole sovraccarico, soprattutto sui pendii indicati.

C’è la possibilità che si verifichino valanghe spontanee di medie dimensioni e forse in alcuni casi, anche di grandi dimensioni.

Le escursioni sulla neve sono quindi molto limitate, ed è richiesta una buona capacità di valutazione.

Grado 4 (Forte):

Il manto nevoso è debolmente consolidato nella maggior parte dei pendii ripidi.

Il distacco può avvenire quindi già con debole sovraccarico.

Sono attese molte valanghe spontanee di medie dimensioni e in alcuni casi anche di grandi dimensioni.

Anche qui le escursioni sono fortemente limitate, è richiesta una ottima capacità di valutazione.

Grado 5 (Molto Forte):

Il manto nevoso è completamente instabile.

Sono infatti attese soprattutto grandi valanghe spontanee, anche su pendii moderatamente ripidi.

Le condizioni, non permettono assolutamente gite escursionistiche.

Valanga neve bagnata
Segni di una valanga di neve bagnata

Come viene redatto il bollettino valanghe

Adesso che hai visto a grandi linee, come è costituito il bollettino valanghe, è interessante capire come viene redatto.

Per dirla meglio, come viene verificata la situazione del manto nevoso e quindi il pericolo valanghe?

Il bollettino, viene emesso dagli enti competenti, a seguito di veri e propri test.

Questi test, sono eseguiti in aree in cui si ritiene che il manto nevoso, abbia una conformazione significativa per determinare il consolidamento degli strati, della zona interessata.

Essendo esami puntiformi però, non danno una garanzia assoluta dei risultati, ma forniscono già ottime indicazioni.

Vediamo quindi quali sono questi test.

Stratigrafia

La stratigrafia, è un osservazione molto accurata, delle caratteristiche fisiche e meccaniche dei diversi strati che costituiscono il manto nevoso.

Per eseguirla, si scava prima di tutto un profilo verticale fino al terreno, che permette quindi l’osservazione dei vari strati

Vengono testati:

  • la potenza dello strato
  • la quantità di acqua liquida
  • la forma e la dimensione dei cristalli
  • l’indice di durezza e densità
  • la temperatura dei vari stati di neve

Per eseguire le misurazioni, vengono impiegati alcuni strumenti, come ad esempio:

  • La sonda per un analisi preliminare della coesione dei vari strati.
  • Una lente per eseguire un esame visivo dei cristalli che compongono i vari strati del manto nevoso.
  • Il termometro per misurare la temperatura dei vari strati.

Uno di questi esami è chiamato test della mano.

Test della mano

Serve per esaminare la durezza dei vari strati che compongono il manto nevoso.

Consiste nel penetrarlo in vari modi con la mano.

Infine, a seconda del comportamento degli strati, si ottengono quindi dei risultati, riassunti nella tabella qui sotto.

Prova Resistenza Equivalenza kg/dm2 Indice
Pugno guandato Molto debole <2 1
4 dita guantate Debole da 2 a 10 2
1 dito guantato Media da 10 a 25 3
Matita Medio/alta Da 25 a 50 4
Lama di coltello Alta Da 50 a 100 5
Impenetrabile Molto alta >100 6
Test stabilità manto nevoso
Test di stabilità del manto nevoso

Test di stabilità del manto nevoso

Oltre alla stratigrafia, viene inoltre eseguito il test di stabilità del manto nevoso.

Sono un’insieme di procedure operative, che permettono di verificare la presenza di strati deboli, quindi identificarne la collocazione ed infine valutare lo spessore del lastrone che potrebbe distaccarsi, in caso di valanga.

Sono suddivisi in:

  • test indiretti: utili a determinare il perché possa verificarsi un distacco
  • test diretti: eseguiti per analizzare cosa potrebbe accadere sollecitando uno strato debole.

Causa delle valanghe

Abbiamo visto in precedenza, cosa può quindi causare il pericolo che avvenga una valanga, ma perché si verifica?

Possiamo avere due casi:

  • Spontanee
  • Innescate

Valanghe Spontanee

Le valanghe, possono verificarsi spontaneamente, avvenire cioè in modo naturale.

Sono dovute per effetto di una consistente massa di neve a bassa coesione che, a causa del suo stesso peso e della gravità, precipita di conseguenza verso il basso.

Contrariamente a quello che potresti pensare, le valanghe spontanee sono molto rare, infatti si verificano soprattutto in condizioni di grado di pericolosità 4 o 5.

Avvengono solitamente, dopo grandi nevicate o a primavera, quando le temperature iniziano ad aumentare molto durante il giorno e di notte, non scendono a sufficienza per rigelare.

Valanga colatoio
Valanga spontanee di colatoio di neve bagnata

Valanghe Innescate

Le valanghe innescate, si verificano invece a causa di un evento non naturale.

Si dividono a loro volta in due tipi:

  • Valanghe programmate
  • Valanghe provocate

Vediamo di seguito entrambi i casi.

Valanghe Programmate

Esistono casi in cui le valanghe vengono programmate, cioè provocate da specialisti volontariamente ed artificialmente, tramite cariche esplosive.

Si eseguono infatti, quando ci sono ad esempio situazioni di pericolo per un centro abitato, minacciato da una potenziale valanga.

Un altro esempio di valanga programmata, può essere per garantire la sicurezza di impianti sciistici anche qui, probabilmente minacciati da un possibile distacco

Valanghe Provocate

La maggior causa di valanghe?

Ebbene si è l’uomo!

È statisticamente provato, che il maggior numero di valanghe che si verificano ogni anno, è dovuta all’azione di sciatori ed escursionisti con le ciaspole.

Non a caso le valanghe a lastroni sono tra le più comuni.

Durante un escursione con gli sci o con le ciaspole, infatti, uno o più escursionisti possono essere la causa di una valanga.

A seconda delle condizioni del manto nevoso, questi possono sovraccaricare gli strati deboli, rompendone quindi la condizione di equilibrio.

Valanga neve bagnata
Segni di valanga di neve bagnata

Come ridurre il rischio

Abbiamo quindi visto insieme, un po’ di cose interessanti sulle valanghe.

Ma come si fa a ridurre il rischio di essere coinvolti in un evento simile?

Beh! ti sembrerà un’idiozia quella che sto per dirti, ma è la semplice verità.

Evitandole!

Questo è infatti uno di quei casi, in cui il detto “prevenire è meglio che curare” cade a pennello!

Come si fa allora ad evitarle?

Prima di tutto, pianificando molto accuratamente le tue escursioni con gli sci o le ciaspole.

Scegli bene l’orario e il luogo in cui avverrà la tua uscita e se non ci sono le condizioni, piuttosto rinuncia.

Ti ricordo che esistono tra l’altro escursioni, che per la loro conformazione, sono esenti da questo pericolo.

Io ad esempio, vicino casa ho La Cialma o il Monte Granè, che permettono escursioni in sicurezza, anche dopo abbondanti nevicate.

Non esitare a chiedere consiglio quindi a persone più esperte della zona in cui avverrà la tua gita.

Infatti, le valanghe generalmente avvengono sempre negli stessi punti, di conseguenza è importante conoscere quali sono le zone più a rischio.

Evita di effettuare gite in solitaria, soprattutto quando il pericolo è alto, e munisciti dei dispositivi di sicurezza per il soccorso dei travolti da valanga.

Dispositivi di sicurezza per il soccorso dei travolti da valanga

Le valanghe, sono una delle cause maggiori di incidenti in montagna nelle escursioni invernali.

Soprattutto negli ultimi anni, alcune aziende produttrici di attrezzature per l’outdoor, stanno lavorando molto nello sviluppo di sistemi di sicurezza.

Lo scopo di queste attrezzature è poter intervenire autonomamente, nel caso di coinvolgimento in incidenti di questo tipo.

Ma quali sono gli strumenti fondamentali per il soccorso di travolti da valanga?

  • Pala
  • Sonda
  • Artva
  • Zaino con airbag
Pala sonda valanghe
Pala e sonda da valanga

Pala

La pala è un attrezzo importantissimo e quindi indispensabile per poter prestare soccorso a chi è stato travolto da una valanga.

Immagina infatti di dover dare aiuto a qualcuno sepolto dalla neve, e non avere altro che le mani per poter spalare.

Lentezza nello scavare, mani gelate dopo pochi secondi, insomma il povero malcapitato è praticamente spacciato.

Sì esatto spacciato!

Devi sapere che la velocità nell’intervenire è uno dei fattori fondamentali per poter salvare qualcuno che è stato travolto da una valanga.

Ma quali sono dunque le caratteristiche principali che deve avere una pala per il soccorso?

Leggerezza e traportabilità, sono sicuramente due caratteristiche fondamentali, ma anche la forma dell’impugnatura o il manico telescopico.

Le giuste caratteristiche della pala da valanga, unite ad una corretta tecnica di spalatura, possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina sul sito della Ortovox, una delle maggiori produttrici di attrezzature per la sicurezza in montagna.

Mostra le caratteristiche che deve avere un pala da valanga, e consigli su come utilizzarla al meglio in caso di necessità.

Sonda

Anche la sonda è un attrezzo fondamentale per poter prestare soccorso in caso di valanga.

È indispensabile per poter determinare con esattezza, posizione e profondità di seppellimento del travolto.

Le caratteristiche fondamentali di una sonda performante sono:

La velocità di tensionamento, la stabilità e la rigidità della sonda.

Ovviamente poi è importante la lunghezza e un sistema di segnalazione visivo semplice e chiaro, indispensabile per determinare a che profondità si trova il sepolto.

È infatti stato dimostrato, che un uso corretto della sonda, può addirittura dimezzare i tempi di soccorso di un travolto da valanga.

Anche qui ti rimando al sito della Ortovox, con chiare spiegazioni sulle caratteristiche che deve avere una sonda e sul corretto uso.

Artva Ortovox
Dispositivo Artva

ARTVA

Artva è l’acronimo di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga.

Questo strumento, non è altro che una ricetrasmittente di segnale a corto raggio, che permette di localizzare il travolto da valanga.

Lo strumento deve essere in possesso di ogni escursionista presente alla gita, impostato in modalità trasmissione.

Nel caso in cui una valanga travolga uno o più partecipanti all’escursione, chi è rimasto escluso dal coinvolgimento, deve commutare lo strumento in modalità ricerca, per tentare di identificare la posizione di chi è rimasto sotto.

Per concludere, l’uso di questi tre strumenti pala, sonda e ARTVA, sono davvero fondamentali per poter cercare di salvare la vita dello sfortunato travolto.

È chiaro quindi, che non è sufficiente possederli, ma bisogna anche saperli utilizzare correttamente.

È importante di conseguenza partecipare a corsi di formazione per imparare ad usarli e esercitarsi nell’uso frequentemente, per impratichirsi ad un corretto impiego.

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Zaino da valanga

Infine, più che un’attrezzatura da soccorso, lo zaino da valanga è un sistema che si può definire di autosoccorso.

Questo zaino, provvisto di un airbag, se attivato immediatamente prima di essere travolto, può aumentare la tua capacità di galleggiamento nella massa di neve che ti investe.

Questo dispositivo non dà garanzia di sopravvivenza, ma sicuramente ti da qualche chance in più.

Molti produttori di attrezzature per l’outdoor, stanno investendo molto, nello studio di questa tipologia di prodotto.

La Ortovox ad esempio, con la sua linea Ascent, di varie dimensioni (dal 22 litri al 40 litri).

La Abs, che equipaggia alcuni dei suoi zaini, con il sistema twinbags, ovvero un doppio airbag laterale.

Ferrino, che ha recentemente sviluppato, con la collaborazione del CNSAS e con personale medico specializzato in Medicina di montagna, un’intera linea safe collection.

Di questa linea di zaini antivalanga, fa parte anche lo zaino Breathe Safe 25.

Questo zaino oltre ad essere dotato del cuscino airbag, ha anche un respiratore con lo scopo di aumentare il tempo di sopravvivenza in caso di seppellimento.

Zainto ABS Twinbags
Zaino da valanga con doppio airbag

Riassunto

Siamo dunque giunti quasi alla conclusione di questo lungo articolo.

Hai avuto modo di vedere molti aspetti importanti sul discorso valanghe:

  • Cosa sono
  • Perché si formano
  • Quali tipi di valanghe esistono
  • Perché si verificano
  • Il Bollettino Valanghe
  • Come viene redatto il bollettino
  • Dispositivi di sicurezza da prevenzione

Sicuramente, ora avrai qualche nozione in più riguardo questo tema.

Hai visto anche, che il miglior modo per ridurre il rischio di essere travolto da una valanga è evitarla.

Ma quando non è possibile evitarla?

O quando non vuoi rinunciare alla tua escursione, e l’itinerario prevede il passaggio in zone pericolose?

Esistono tutta una serie di comportamenti da tenere, per cercare di limitare i rischi, ma sarà il caso di vedere questo argomento un’altra volta.

Magari faremo anche un approfondimento su come comportarsi in caso di incidente e come utilizzare gli strumenti di prevenzione visti in precedenza.

Video riassuntivo dell’Arpa Piemonte

Conclusioni

La montagna quindi non è assassina, sei tu che con le tue decisioni, scegli di correre dei rischi più o meno grandi.

Affrontare questo ambiente tanto straordinario, quanto pericoloso, necessita certamente di una adeguata preparazione e formazione.

Le valanghe, sono sicuramente uno dei pericoli maggiori in cui ti puoi imbattere durante la frequentazione nella stagione invernale.

Ti consiglio quindi di ricorrere ad una adeguata formazione.

 Rivolgiti a figure specializzate, quali guide alpine, tecnici del soccorso alpino o sezioni del CAI, che organizzano corsi di scialpinismo o di escursionismo invernale.

Sappi che spesso, soprattutto ad inizio stagione, vengono promosse giornate di formazione per la sicurezza in ambiente innevato.

Siamo quindi giunti finalmente, alla fine di questo articolo.

Spero di averti dato per il momento, un discreto numero di informazioni per cominciare a farti un’idea su questa materia.

Se vuoi approfondire la tua conoscenza, ti consiglio inoltre di dare uno sguardo al sito del Servizio Valanghe Italiano.

Ti chiedo ancora solo qualche istante per mettere un like, lasciare un commento o condividere questo articolo sui tuoi profili social, se lo hai trovato utile.

Permetti anche ai tuoi amici e conoscenti, di avere qualche informazione in più riguardo questo argomento.

Io ti ringrazio infinitamente per aver dedicato il tuo tempo a questa lettura, non mi resta quindi che darti appuntamento alla prossima pubblicazione.

Spero di rivederti qui!

A presto!

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2 risposte

  1. Livio ha detto:

    Vecchie nozioni ma sempre valide

    • allmountainsite ha detto:

      Grazie Livio per il tuo commento. Ho scritto un testo entry level, per dare la possibilità di capire qualcosa in più a chi è digiuno di questo argomento, ma anche di fare un bel ripasso a chi ne sa già qualcosa. Ho cercato di essere il più conciso possibile, pur trattandosi di un argomento davvero vasto, dando però molte informazioni con un linguaggio semplice. Spero di essere riuscito nel mio intento… grazie.

I commenti sono chiusi.