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Lago di Fedaia e Rifugio Padon

Lago di Fedaia e Marmolada

Il Lago di Fedaia è uno specchio d’acqua alpino incastonato tra la parete nord della Marmolada e il massiccio della Mesola.

Ha origine da uno sbarramento morenico glaciale e si estende tra il Passo Fedaia e la fine della Val de Ciampiè.

Si trova nel comune di Canazei in provincia di Trento ad una quota di 2053 metri ed è separato in due da una diga artificiale, conosciuta come Contro diga di Maria al Lago.

Offre l’occasione per realizzare una bellissima escursione ad anello che si svolge in un ambiente a dir poco suggestivo, sempre in compagnia della Marmolada.

Infatti partendo proprio da Rifugio Passo Fedaia si raggiunge prima la Porta Vescovo, per poi compiere un lungo traverso in direzione sud-est verso il Rifugio Padon e rientrare, chiudendo l’anello.

Il Lago di fedaia, la Marmolada e il suo ghiacciaio

Di ritorno da un entusiasmante trekking al Cristo Pensante, in costante ammirazione delle straordinarie Pale di San Martino, ci dedichiamo ad organizzare un’escursione in montagna anche per l’indomani.

Stiamo godendo di qualche giorno di ferie di fine settembre presso il Rifugio Cereda, nei dintorni di San Martino di Castrozza in Trentino, per cui vogliamo sfruttare a pieno i nostri quattro giorni di vacanza.

A solo un’ora da qui si presenta l’opportunità di vedere da vicino la vetta più alta delle Dolomiti, la Marmolada, per cui ci concentriamo su un’escursione che ci permetta di soddisfare questo desiderio.

Divisa tra le province di Belluno e quella di Trento, la Marmolada svetta a 3343m di quota con la Punta Penia, sua massima elevazione.

Questo immenso massiccio gode anche di un altro primato, cioè quello del ghiacciaio più grande delle Dolomiti: il ghiacciaio della Marmolada appunto.

Consultando una cartina dei sentieri della zona, individuo nei pressi del Lago di Fedaia un bel giro ad anello, che sembra darci proprio l’occasione che stiamo cercando.

Faccio qualche ricerca su internet per recuperare più informazioni possibili sull’escursione individuata e il gioco è fatto!

Domani ci regaleremo una bella gita in montagna al cospetto della Regina delle Dolomiti, con il Lago di Fedaia a fare da cornice, che già dalle foto inizia a farci sognare.

Il Lago di Fedaia e il primo incontro con la Marmolada

Arriviamo nei pressi del Lago di Fedaia ancora con l’aria frizzante del mattino presto ed è subito strepitosa la vista che si para davanti ai nostri occhi.

Siamo proprio ai piedi della Marmolada, che con la sua imponente mole è davvero impressionante.

Rimango subito piacevolmente stupito dagli strani gendarmi di roccia dalle sembianze umane, che sorvegliano le sue pendici appena sotto il ghiacciaio, che trasmette indubbiamente gravi segni di sofferenza.

Le acque del Lago di Fedaia hanno uno splendido colore cristallino che riflettono la nord della Marmolada, regalando una poetica immagine che rimane scolpita nella memoria.

Iniziamo a scattare foto e girare brevi video con il telefono per fissare i ricordi che ci aiuteranno in futuro, in giornate meno leggere di queste.

Oggi però ci aspetta un’indimenticabile avventura in un ambiente selvaggio e di straordinaria bellezza.

Marmolada e Lago di Fedaia
I singolari gerndarmi di roccia della Marmolada
Lago di Fedaia
Il Lago di Fedaia dal Rifugio Passo Fedaia

Dal Passo di Fedaia verso Porta Vescovo

Dopo una breve colazione al Rifugio Passo Fedaia con uno straordinario dehor vista Marmolada, partiamo imboccando il sentiero 698 che inizia proprio alle sue spalle, appena attraversata la strada.

Ci inerpichiamo subito su pendenze sostenute attraverso alcuni zig-zag su fondo ghiaioso, che consentono  di guadagnare velocemente quota e di osservare lo splendore del Lago di Fedaia dall’alto.

Il riflesso sulle sue acque della Regina delle Dolomiti è sempre più nitido ed è impossibile trattenersi dallo scattare foto da mille angolazioni diverse.

La giornata non è limpidissima, qualche nuvola avvolge ad intermittenza le punte più alte tra cui la Punta Penia e a volte scende fino a lambire il ghiacciaio della Marmolada.

Continuiamo a guadagnare quota fino a quando il sentiero non si addentra in un enorme vallone dall’aria decisamente selvaggia, che punta diretto verso la Porta Vescovo.

Alcuni pastori guidano le loro greggi di pecore e capre attraverso pendii che a noi sembrano davvero impraticabili.

Canazei sentiero 698
Sul sentiero 698 verso Porta Vescovo

Momenti di paura nel vallone verso Porta Vescovo

Ci spingiamo sempre più all’interno del vallone verso Porta Vescovo, allontanandoci dal Lago di Fedaia.

Ci troviamo ora stranamente nel Veneto, poiché il confine tra le due regioni taglia proprio in questo punto il territorio.

Il sentiero prima molto evidente, adesso si perde un po’ attraverso ampie distese erbose, circondato da alte e ripide pareti rocciose.

Non siamo soli, altre persone come noi stanno intraprendendo qualche giro chissà dove, ma gli ampi spazi aperti non fanno minimamente soffrire il sovraffollamento.

Costantemente in salita, mi fermo qualche istante per individuare quale traccia sia meglio seguire e cercare di faticare il meno possibile ed è qui che accade qualcosa di veramente inaspettato.

Mentre osservo in giro, un rumore sordo e ovattato giunge alle mie orecchie e voltandomi verso la mia sinistra, con la coda dell’occhio individuo qualcosa avvicinarsi.

A non più di cinque metri dal mio naso, vedo schizzare una palla grande come un melone e di istinto grido “MASSO” ad una coppia di francesi che scorgo avvicinarsi poco sotto di me.

Non passa un istante che Patrizia mi grida “Ale attento!”

Un secondo proiettile piatto delle dimensioni di una piastrella, manca la mia testa di pochi metri.

Sono preoccupato che qualcos’altro possa venire giù e colpire qualcuno.


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La montagna è sempre un luogo pericoloso

Ci è mancato davvero poco!

Solo il caso probabilmente ha impedito ai due massi di staccarmi la testa, perché è sicuro che se mi avessero colpito, non sarei qui a raccontarti questa avventura.

Osservo verso l’alto e individuo qualcuno che cammina circa 200 metri sopra di noi, senza essersi minimente accorto cosa ha rischiato di combinare smuovendo le due pietre.

L’adrenalina è a mille.

Stranamente non ho avuto paura, ma quella sera farò veramente fatica ad addormentarmi ripensando al pericolo scampato.

Non è la prima volta che mi succede un evento simile, ma non mi era mai capitato su un sentiero che all’apparenza dovrebbe essere estremamente sicuro.

Questo non fa altro che confermare quello che in fondo ho sempre saputo: la montagna è sempre e comunque un luogo pericoloso.

Mi convinco quindi che ho continuamente fatto bene ad organizzare le mie escursioni in montagna nei minimi dettagli, per cercare di limitare il più possibile i rischi.

Dico a Patrizia che è meglio accelerare e toglierci di qui, prima che qualcos’altro possa arrivarci addosso.

Risaliamo quindi velocemente un ripido pendio, che conduce prima ad un casolare in metallo vistosamente abbandonato e poi verso l’arrivo di quelli che hanno tutta l’aria di essere impianti da sci.

Percorrendo alcuni brevi tornanti su una traccia di sentiero ora decisamente più visibile, raggiungiamo quindi la Porta Vescovo.

Lago di Fedaia dal vallone verso porta Vescovo
Nel Vallone verso Porta Vescovo qualche attimo prima dell’incidente

Il lago di Fedaia dalla Porta Vescovo

La Porta Vescovo (2478 m) è l’arrivo di un grande complesso sciistico che si trova nel comune di Arabba.

Qui un bellissimo punto di ristoro con solarium vista Lago di Fedaia e Marmolada, ci regala qualche momento di relax.

Dall’immancabile zaino che portiamo sempre con noi, facciamo uscire anche qualcosa da mettere sotto i denti per recuperare un po’ di energie, visto che si è fatta ora di pranzo.

Guardando verso nord dalla Porta Vescovo ci si affaccia verso il Sassolungo, tutto il Gruppo del Sella, le Odle e la Val Gardena.

Le creste della Mesola e della Mesolina si innalzano poco distante, nella direzione che prenderemo di li a poco verso il Rifugio Padon e su cui si sviluppa la Ferrata delle Trincee.

Nella tranquillità di questo luogo ho temporaneamente già dimenticato il pericolo scampato solo pochi minuti prima.

Porta Vescovo e Gruppo del Sella
Sguardo verso il Gruppo del Sella da Porta Vescovo

Verso il Rifugio Padon in compagnia del Lago di Fedaia e della Marmolada

Ci rimettiamo in marcia da Porta Vescovo verso il Rifugio Padon e l’omonimo passo in direzione sud-est, compiendo ora un lunghissimo traverso sul sentiero 680.

Per fortuna infatti il dislivello in salita ormai è stato completato, se non per dei brevissimi  facili saliscendi, che affronteremo da qui in poi.

Seguiamo l’evidente traccia indicata da vistosi segnavia tondi giallo rossi, su quello che si rivela essere uno straordinario sentiero balcone, costantemente in compagnia del Lago di Fedaia e della Marmolada.

Passiamo proprio sotto le panoramiche creste attraversate dalla Ferrata delle Trincee, dove notiamo tra l’altro degli escursionisti impegnati su vertiginosi passaggi: deve essere davvero emozionante.

Su questo tratto del nostro giro ad anello in presenza della Regina delle Dolomiti, incontriamo davvero pochissime anime: un paio di coppie di escursionisti, una comitiva in mountain-bike e nessun altro.

Le rocce formate da conglomerati di chiara natura vulcanica ci accompagnano ai bordi dello zig-zagante sentiero balcone, da cui individuiamo a distanza evidenti crepacci, lasciati ormai scoperti dal ghiacciaio della Marmolada.

Senza compiere tratti faticosi lasciamo solo andare le nostre gambe e ci dedichiamo ad osservare ogni dettaglio dell’indescrivibile bellezza che ci circonda.

Al cospetto del Lago di Fedaia e della Regina delle Dolomiti, oggi ci sentiamo davvero liberi e in pace con noi stessi, gustandoci ogni istante di questa magnifica giornata.

Cresta della Mesola Ferrata delle Trincee
Le creste della Mesola e Mesolina su cui passa la Ferrata delle Trincee
Canazei sentiero 680
Sul sentiero 680 verso il Passo Padon

Passo Padon e Rifugio Padon

Dopo un paio d’ore di cammino, arriviamo quindi al Passo Padon su cui poggia l’omonimo rifugio (2407 m), da cui parte un’evidente pista di discesa da sci che utilizzeremo per abbassarci di altitudine.

Un leggero venticello rinfresca il nostro volto affaticato dalle molte ore di cammino, ma che esprime anche un’indiscutibile felicità per il bellissimo giro ad anello che sta per concludersi.

Un simpatico segnavia colmo di cartelli in legno indica un’infinita di destinazioni, sicuramente altrettanto straordinarie.

Osservando dall’alto ci rendiamo conto di essere perfettamente all’inizio del Lago di Fedaia, proprio dove la mattina abbiamo fatto una prima sosta per ammirare la Marmolada e il suo ghiacciaio.

Guardando in direzione sud-est possiamo scorgere un altro stupendo gigante delle Dolomiti, il Monte Civetta, che già da qui con la sua immensa mole rocciosa lascia davvero senza parole.

Potremo ammirarlo proprio dalle sue pendici durante il tragitto di ritorno al Rifugio Cereda, fermandoci nel piccolo comune di Alleghe da cui si erge.

Qui noteremo, come già abbiamo osservato in diversi punti sulla strada per il Lago di Fedaia, anche i segni lasciati dal passaggio della tempesta Vaia, che ha devastato queste zone nell’ottobre del 2018.

Dopo una meritata sosta in contemplazione dell’ambiente che ci circonda, riprendiamo la nostra escursione ad anello in discesa verso il Passo Fedaia, dal quale siamo partiti.

Ghiacciaio della Marmolada
Verso il Rifugio Padon, sullo sfondo il Ghiacciaio della Marmolada
Rifugio Padon
Arrivo al Rifugio Padon

A passeggio sulle rive del Lago di Fedaia

Imboccando l’evidente pista di discesa perdiamo quota molto velocemente con diversi tornanti.

Il sentiero 699 che cala in maniera piuttosto diretta verso le pendici della Marmolada, ci porta a sbucare sulla strada che costeggia il Lago di Fedaia.

Purtroppo bisogna ritornare al Passo Fedaia camminando ai bordi della strada, unico neo di questo bellissima escursione.

Facendo quindi attenzione a non essere investiti dal passaggio delle auto, abbiamo comunque l’occasione per farci un’ultima passeggiata lungo tutta la costa nord del lago.

Sono ormai quasi le 17:00 quando finalmente concludiamo il nostro entusiasmante giro ad anello, che dal Lago di Fedaia ci ha permesso di visitare la Porta Vescovo, il rifugio Padon e rientrare al Passo Fedaia.

Il tutto è stato realizzato superando un dislivello positivo con i vari saliscendi di circa 500 metri su un totale di circa 15/16 chilometri.

Una fatica che è stata sicuramente ripagata dalla bellezza di cui abbiamo potuto onorarci.

Lago di Fedaia sentiero 699
Sul sentiero 699 che riporta al Lago di Fedaia dal Rifugio Padon

La tumulazione del Ghiacciaio della Marmolada

Rientrati alla macchina abbiamo occasione di fare due interessanti chiacchiere con una coppia di signori, che dall’età potrebbero essere i nostri genitori.

Dopo ore in solitudine a camminare immersi in ambienti selvaggi, mi fa sempre piacere trovare qualcuno con cui condividere discorsi sulle nostre passioni.

Abbiamo scoperto da dove venivano, un po’ della loro storia, ci hanno raccontato delle loro esperienze sulle montagne di casa nostra, in particolare sul Monviso e  si sono informati su che giro avessimo fatto.

Loro erano appena scesi dalla Regina delle Dolomiti, su cui era da poco terminata una funzione simbolica di tumulazione del ghiacciaio della Marmolada, che pare possa scomparire definitivamente nell’arco di appena trent’anni.

Che desolazione sapere a quale spiacevole destino sono condannate le nostre amate montagne.

Il simpatico signore, che dai discorsi si rivelava sicuramente un alpinista di altri tempi, ci raccontava come solo negli anni ’70 il ghiacciaio della Marmolada sembrasse scoppiare di salute.

Sono bastati appena 40 anni o poco più, per distruggere quello che la natura ha creato in milioni di anni.

Monte Civetta
Il Monte Civetta sulla strada del ritorno
Alleghe Tempesta Vaia
Alleghe e i segni della Tempesta Vaia

Conclusioni

Questo giro ad anello nella cornice del Lago di Fedaia si è rivelato una vera e piacevole scoperta.

Un’escursione in montagna tra le più travolgenti che ricordo di aver fatto, in un ambiente di straordinaria bellezza, che permette di far lavorare le suole degli scarponi da trekking per ore senza mai stancarsi.

All’ombra costante della nord della Marmolada, vorresti poter immagazzinare attraverso gli occhi ogni angolo ed ogni sfumatura della natura che ti circonda.

Un trekking che non posso far altro che consigliarti se ti trovi a passare da quelle parti.

È adatto a normali escursionisti anche in compagnia di bambini, che siano semplicemente allenati a camminare per 5/6 ore, tempo necessario per compiere l’intero giro ad anello.

Bene! Spero che questo mio racconto ti sia piaciuto e che tu possa esprimermi il tuo apprezzamento attraverso un like o lasciando un commento qui sotto.

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Se non lo hai ancora fatto, ti invito a leggere anche il racconto della salita al Cristo Pensante, un’altra bellissima escursione avvenuta solo il giorno prima.

Non mi rimane da fare altro che salutarti e darti appuntamento al prossimo articolo.

A presto!

Guarda le immagini che ho preparato per rivivere assieme questa straordinaria avventura

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