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Gradi arrampicata: le difficoltà su roccia

Gradi arrampicata

Gradi dell’arrampicata, questi strani numeri di cui si sente spesso discutere gli arrampicatori, da cui molti sono addirittura ossessionati.

Ma cosa c’è dietro questi misteriosi numeri?

Prima di tutto probabilmente è importante capire esattamente cosa si intende per arrampicata, ma soprattutto cos’è l’arrampicata libera al quale si riferiscono i gradi.

L’arrampicata può essere vista come un’evoluzione della camminata, in cui per progredire si ha però bisogno anche dell’uso delle mani.

Quando affronti quindi anche una semplice escursione in montagna, se per superare un passaggio ti aiuti con le mani di fatto stai arrampicando.

La difficoltà del passaggio che devi superare viene espressa dai gradi dell’arrampicata.

Si parla di grado massimo, che viene assegnato solitamente valutando il passaggio più difficile di un monotiro e facendo una media della difficoltà dell’intera lunghezza di corda.

Leggi anche arrampicare su roccia se non sai cosa significano questi termini.

Gradi dell'arrampicata
Monte Musinè (TO) – Arrampicata in cresta sulla via Ivano Boscolo

Le scale delle difficoltà su roccia

Per esprimere i gradi dell’arrampicata vengono utilizzate diverse scale delle difficoltà.

In passato una delle prime utilizzate è stata la Scala Welzenbach, che prende il nome dal suo ideatore.

In questa scala non si andava oltre il VI grado, la massima difficoltà superabile allora in arrampicata libera.

Successivamente è stata sostituita dalla Scala UIAA che deriva comunque dalla Welzenbach.

L’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche), ha identificato le difficoltà dell’arrampicata, esprimendole con numeri romani che vanno da I a XI.

A completamento delle valutazioni vengono utilizzati i simboli + e – per esprimere difficoltà su roccia intermedie.

Questa scala è utilizzata in parte ancora oggi, ma più per esprimere difficoltà di arrampicata di tipo alpinistico.

Attualmente una delle scale che identificano le difficoltà su roccia più utilizzate  è quella Francese.

Vediamo quindi di seguito come la Scala Francese esprime i gradi dell’arrampicata.

Gradi dell’arrampicata: la scala Francese

Nella Scala Francese i gradi dell’arrampicata sono espressi tramite numeri arabi, che vanno attualmente da 1 a 9.

Tra un livello di difficoltà e quello successivo esistono dei livelli intermedi indicati con le lettere a, b e c.

L’ utilizzo infine dei simboli + e – permette di esprimere un ulteriore step intermedio.

Gradi di difficoltà espressi mediante la scala Francese sono sono ad esempio 4c, 5a, oppure 6b+.

Più è alto il numero che esprime il grado dell’arrampicata, maggiore sarà quindi la difficoltà da superare.

Grazie all’evoluzione delle tecniche e dei materiali utilizzati nella pratica di questa attività, nel tempo si è riusciti a superare in arrampicata libera, difficoltà sempre maggiori.

Oggi il grado più alto raggiunto è 9c, realizzato dal giovane e fortissimo arrampicatore Ceco Adam Ondra.

Normalmente parliamo di arrampicata vera e propria, quando ci troviamo di fronte difficoltà almeno di 3°/4° grado.

La Scala Francese non è però l’unica ad esprimere i gradi dell’arrampicata, ma è tra le più utilizzate ed quella adottata anche in Italia.

Esistono quindi diverse altre scale usate in altri paesi esteri, vediamone qualcuna.

Gradi arrampicata tabella
Tabella di conversione tra scale dei gradi dell’arrampicata

Altre scale per esprimere i gradi dell’arrampicata

Oltre alle scale viste precedentemente i gradi dell’arrampicata vengono identificati in altri paesi con sistemi diversi.

Per esempio in Gran Bretagna viene utilizzata la Scala Inglese (UK o GB), che esprime le difficoltà su roccia con numeri arabi, ma risulta sfalsata rispetto alla Scala Francese.

La Scala Americana invece esprime le difficoltà dell’arrampicata con numeri arabi puntati, ad esempio 5.11.

Questa scala denominata Yosemite Decimal System (YDS) identifica con valori da 1 a 4 i gradi escursionistici e con 5.xx le difficoltà dell’arrampicata.

In alcuni casi viene fatto l’uso anche di lettere da “a” a “d”, per indicare difficoltà intermedie.

Esiste poi ad esempio una Scala Australiana (AUS) e addirittura una dedicata solo al bouldering, cioè l’arrampicata sui massi.

Tutte queste scale comunque hanno in comune il fatto di esprimere la difficoltà di un passaggio su un tiro di corda (tratto di roccia tra due punti di sosta).

Ma come vengono determinate le difficoltà e come viene quindi deciso il grado da assegnare ad un tiro?

Come viene assegnato il grado di difficoltà di una lunghezza di corda

Iniziamo col dire che il grado viene normalmente proposto in prima battuta dall’apritore della via.

L’apritore è colui che sale e attrezza per la prima volta una porzione di roccia, da terra ad una sosta o tra due punti di sosta (leggi anche arrampicare su roccia).

Di solito chiede poi ad altri arrampicatori di provare a liberare il tiro, cioè a salirlo in arrampicata libera, per confermare o meno il grado massimo proposto.

Già questo dovrebbe quindi farti pensare a come i gradi dell’arrampicata non possano essere una scienza esatta, anzi presentano una buona dose di soggettività.

È il motivo per cui è tra gli argomenti più controversi affrontati dagli arrampicatori.

È chiaro però, che deve esistere un minimo di criterio per fare le valutazioni.

Vediamo quindi di seguito quali sono i fattori che incidono sull’assegnazione dei gradi dell’arrampicata.

Le difficoltà su roccia
Cava di Borgone (TO) – Arrampicata su placca di 5a

migliori attrezzature arrampicata

Fattori principali che determinano i gradi dell’arrampicata

Sono davvero tantissimi i fattori che influenzano il grado di difficoltà attribuito ad una linea d’arrampicata.

Ti renderai presto conto del perché ti capiterà spesso di trovare lunghezze di corda con lo stesso grado, ma con difficoltà che sembrano decisamente differenti tra loro.

Inclinazione e lunghezza del tiro

Uno dei primi aspetti che vengono tenuti in considerazione nel decidere il grado di difficoltà è l’inclinazione della parete da salire.

Credo ti sia facile immaginare come più un muro di roccia diventa verticale o addirittura strapiombante (superiore a 90°), maggiore è la difficoltà nel superarla.

La lunghezza del tiro è un altro fattore importante per assegnare il grado di difficoltà su roccia.

Infatti, tanto più è prolungato lo sforzo fisico e tecnico richiesto per realizzare la salita, tanto più difficile sarà l’arrampicata.

In questo caso si parla di tra l’altro di continuità del tiro.

Appigli e appoggi

Gli appigli e gli appoggi sono un altro fattore importante di determinazione del grado.

Si definiscono appigli le irregolarità della roccia, che possono essere sfruttate con le mani per progredire nella salita.

Vengono invece definiti appoggi quelle utilizzate con i piedi.

Uno dei primi elementi di valutazione per determinare il grado d’arrampicata è la quantità di appigli e appoggi offerti dalla roccia.

Ad una diminuzione di appigli e appoggi corrisponde un conseguente aumento della difficoltà.

Successivamente si valuta la grandezza di ciò che la roccia offre per salire.

Con appigli e appoggi più piccoli infatti si hanno difficoltà maggiori (si parla di bontà degli appigli e appoggi)

Infine viene valutata la distanza tra due appigli o due appoggi.

Più un passaggio costringe ad allungamenti, maggiore sarà il grado dell’arrampicata attribuito al tiro.

Grado in base all’anno di apertura della via

L’arrampicata libera è una attività ormai praticata da ben oltre un secolo.

Nel corso del tempo si sono riuscite a salire difficoltà sempre maggiori arrampicando e si è spostato di volta in volta il limite massimo raggiunto.

Negli anni ‘50/‘60 ad esempio non si andava oltre il sesto grado, ed in oltre i materiali utilizzati erano ben diversi da quelli adoperati oggi.

Si arrampicava con scarponi da alpinismo e corde di canapa, si usavano chiodi ribattuti e moschettoni ben diversi da quelli odierni.

Ecco perché è importante quando affronti un monotiro o ancor di più un’intera via di roccia, conoscerne anche la storia.

Devi infatti sapere che un quinto grado superiore di quegli anni lo troverai ben più duro di un 5b o 5c aperto ad esempio già negli anni 80’.

Inoltre in passato si faceva anche largo uso dell’arrampicata artificiale, e i chodi venivano posizionati non solo per proteggersi, ma a volte per superare il passaggio.

Gradi arrampicata libera
Roure (TO) – Via degli Strapiombi – Su un muro verticale di 6c

Grado in base alle abilità dell’apritore

Oltre all’anno in cui è stata aperta la via, è importante sapere chi è stato ad aprirla.

Anche questo è un fattore che influisce sull’attribuzione del grado d’arrampicata.

Se arrampichi su un tiro di placca aperto ad esempio da un esperto placchista, facilmente sui gradi bassi troverai difficoltà che ti sembreranno ben superiori a quelle dichiarate.

Questo è normale, in quanto chi ha attrezzato il monotiro magari arrampica su difficoltà massime di ottavo grado, per cui diventa ormai difficile per lui percepire la differenza ad esempio tra un 4c e un 5b.

Tenderà quindi a valutare un po’ stretto i gradi bassi e a dare gradi un po’ più reali, man mano che andrà verso il suo limite.

Inoltre c’è un altro fattore che devi considerare, la conformazione fisica di chi apre il tiro.

Immagina già solo una differenza di altezza, come può far percepire un passaggio in allungamento diverso, se il chiodatore è alto 1,60 m oppure 1,80 m.

Ovviamente questo influenza la valutazione e quindi l’attribuzione dei gradi dell’arrampicata che assegnerà ai tiri da lui aperti.

Differenza dei gradi dell’arrampicata in base al tipo di terreno

I gradi dell’arrampicata vengono assegnati e percepiti in maniera diversa, anche in base al tipo di terreno che affronti.

In falesia ad esempio, dove i tiri mediamente sono corti e la roccia viene attrezzata in modo sportivo, si spinge molto di più sulla difficoltà.

Questo perché vengono ridotti al minimo i rischi derivanti da una caduta e se ad esempio la meteo si mette male, giri i tacchi e te ne vai a bere una birra.

Sulle vie lunghe o multipitch invece c’è già differenza, in quanto ti ritrovi ad affrontare itinerari con sviluppi anche di alcune centinaia di metri.

La roccia lungo la salita può inoltre non essere perfettamente stabile, le protezioni in loco possono essere anche piuttosto distanziate e l’itinerario di conseguenza può risultare non perfettamente intuibile.

Puoi ben immaginare come ripetere vie lunghe necessiti di un’esperienza superiore rispetto all’arrampicare nelle palestre di roccia.

Anche perché in questo caso, se durante la salita arriva un temporale le cose si fanno già un po’ più complicate, non puoi semplicemente scendere e andar via.

Questo discorso si amplifica ancora di più quando si arrampica in alta montagna, dove l’ambiente diventa ancora più selvaggio e pericoloso ed inoltre gli itinerari si svolgono spesso su terreni d’avventura.

Gradi di difficoltà su roccia
Montestrutto (TO) – Entry Level (6a+) – Passaggio in allungo

Grado obbligatorio

Un ultimo fattore considerato per assegnare i gradi dell’arrampicata, è il modo in cui è stata attrezzata la linea di salita, ovvero quanto sono più o meno obbligati i passaggi tra due protezioni.

Hai mai sentito parlare di grado obbligatorio?

Ti sei mai chiesto cosa sia realmente?

La difficoltà massima che dovrai affrontare in arrampicata libera tra due punti di assicurazione sulla roccia nella salita di una via, determina il suo grado obbligatorio.

Ti faccio un esempio.

Se su una lunghezza di corda ti trovi a dover superare un passaggio di 6a+ tra due protezioni come passo più difficile e senza possibilità di poterlo azzerare, quello risulterà essere il grado obbligatorio richiesto.

Dovrai cioè avere le capacità di superarlo contando esclusivamente sulle tue capacità tecniche di arrampicata.

Il grado obbligatorio viene quasi sempre riportato sulle relazioni delle vie di più tiri.

È un dato molto importante, in quanto determina il livello che devi padroneggiare, per riuscire a completare la via di roccia senza rischiare di trovarti nei guai.

Alcune volte il grado obbligatorio può essere indicato come segue:

Grado obbligatorio 6b, o 5c in A0.

Questo significa che il grado obbligatorio della via in arrampicata libera è 6b, ma che se esiste la possibilità di poter superare il passaggio in arrampicata artificiale la difficoltà è da considerarsi solo più 5c.

Considerazioni generali

Come hai potuto vedere esistono diversi fattori soggettivi che possono influire sulla valutazione delle difficoltà su roccia .

È tutto molto dovuto alle sensazioni che un passaggio suscita in chi lo affronta, diventa quindi difficile farne una stima inequivocabile e unanime.

Esistono però sicuramente delle indicazioni di base, che aiutano a fare delle valutazioni nel modo più oggettivo possibile.

Detto questo, non si può certo pensare che l’apritore del tiro vada in giro con il metro a misurare la distanza tra gli appigli o con il calibro a misurarne la grandezza.

Semplicemente fa quindi una stima dettata molto dalla sua esperienza e dall’impressione che ha avuto durante il tentativo di liberare la via.

Sappi quindi che andando in giro per falesie, potresti tranquillamente trovare un 6a che sembra più un 6b o un quinto generoso, che invece percepisci più come un quarto grado.

C’è un detto molto conosciuto tra gli arrampicatori che recita più o meno così:

“Falesia che vai, 6b che trovi.”

Sta proprio ad indicare, che per quanto riguarda i gradi dell’arrampicata ogni luogo è una storia a sé.

Caio comix provo anch'io
La simpatica vignetta di Caio Comix “Lo provo anch’io”

Conclusioni sui gradi dell’arrampicata

Quando affronti un’arrampicata oltre al grado è importante quindi informarti sull’anno di apertura del tiro e su chi è il chiodatore.

Questo aspetto diventa ancora più fondamentale su vie lunghe e ancora di più su itinerari di roccia in alta montagna.

Tieni presente, che mediamente sulle vie lunghe rispetto alla falesia, a parità di grado i tiri possono risultare un po’ più facili.

Questo accade perché sui multipitch si tiene anche conto dell’impegno che richiede l’intera salita.

Quando è dichiarato, soprattutto sulle relazioni di vie lunghe, guarda bene qual è il grado obbligatorio richiesto, per assicurarti di essere in grado di realizzare la salita.

Tieni infine presente, che la difficoltà di un monotiro può essere percepita in maniera discordante da quanto dichiarato, sia in positivo che in negativo.

Considerazioni personali sui gradi dell’arrampicata

Quando vado in falesia personalmente più che al grado dell’arrampicata, do maggiore importanza all’estetica della linea da salire, trovo sia un aspetto molto più interessante.

Guardo dal basso una via e cerco di immaginare i movimenti che mi porterà a fare e se mi ispira, la provo.

Certo, non è che mi butto allo sbaraglio su qualsiasi tiro, rischiando magari di trovarmi su qualcosa troppo al di sopra delle mie capacità.

Non mi fossilizzo però troppo su quel numerino che ne identifica la difficoltà su roccia e che spesso viene sopravvalutato.

Meglio concentrarti sulla qualità della tua arrampicata quindi che sulla difficoltà.

A volte capita di osservare arrampicatori superare passaggi anche molto duri, ma che in termini di “grazia” dei movimenti lasciano davvero a desiderare.

Sono soddisfatti semplicemente per aver “portato a casa” un tiro difficile.

Differenza di pensieri, non c’è giusto o sbagliato, ci sono solo diversi modi di interpretare l’arrampicata.

Imparare osservando quelli più bravi

Un arrampicatore che si muove in maniera armoniosa a prescindere dalla difficoltà che sta affrontando però, indiscutibilmente diventa molto più piacevole anche solo da osservare.

Non solo, ma guardandolo attentamente si possono impararne i movimenti, apprendendo importantissimi trucchi per migliorare la nostra tecnica.

Il grande Patrick Berhault ne è la dimostrazione con la sua famosa danza sulla roccia.

Lavorando sulla qualità della tua arrampicata, guadagnerai di conseguenza anche maggiori capacità sul grado.

Inoltre considera che se ti spingi al limite delle tue capacità, il grado diventa davvero superfluo.

Infatti in questo modo puoi provare le stesse identiche sensazioni di qualcuno che arrampica su gradi molto più duri di quelli che affronti tu.

È proprio questo uno degli aspetti più belli dell’arrampicata libera.

Saluti

Con questo articolo spero di averti aiutato a fare un po’ più di chiarezza sui gradi dell’arrampicata.

Come ti ho accennato all’inizio, questo è sempre uno degli argomenti più controversi affrontati dagli arrampicatori e non credo ci sarà mai una soluzione definitiva.

C’è una simpaticissima vignetta di Caio Comix che mi fece molto ridere quando la vidi per la prima volta.

Esprime molto bene il concetto della soggettività dei gradi e ironizza su come noi arrampicatori, animiamo spesso accese discussioni su questo argomento.

Certo riuscire a liberare un tiro duro dà soddisfazione, ma ricorda, la cosa ancor più bella è salirlo bene, con etica ed onestà.

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2 risposte

  1. Gianni ha detto:

    Ciao,
    ho trovato utile il tuo articolo nel capire meglio il “grado obbligatorio”. Pero’ mi capita sovente di leggere alcune relazioni dove le difficolta’ sono cosi’ espresse:
    difficolta’ 5c+ 5c obbl oppure 5c 5b obbl
    In questo caso,non mi torna: il grado obbligatorio é minore rispetto al grado di difficolta’ della via !!!
    Posso immaginare che la via ha una difficolta’ di 5c o 5b obbl ,con un passaggio di 5c+ o 5c (nel 1° e 2° caso) ..
    Potresti darmi una spiegazione in merito??
    Ringraziandoti per la risposta,buone scalate.

    Gianni

    • allmountainsite ha detto:

      Ciao Gianni, intanto ti ringrazio per aver letto l’articolo.
      Nelle relazioni delle vie lunghe il primo grado espresso indica il grado massimo, ovvero il passo più difficile che troverai in uno o più punti nell’intera salita. Il grado obbligatorio invece, che è il secondo indicato, di solito è inferiore alcune volte uguale a quello massimo. Indica la difficoltà massima che ti troverai a superare tra due protezioni, senza quindi poterti proteggere e senza poter azzerare il passo, cioè superarlo in artificiale. In pratica normalmente il grado massimo è sempre protetto da spit, mentre il grado obbligatorio invece lo si trova tra due protezioni, è quindi il grado minimo richiesto per affrontare la via con una certa possibilità di riuscita. Spero di averti aiutato a capire la differenza. ?

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