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Da sola di Gerlinde Kaltenbrunner

...Mountain Passion

Da sola Gerlinde Kaltenbrunner

Da sola è un libro di Gerlinde Kaltenbrunner edito nel 2010 da Corbaccio.

È durante le vacanze estive che decido di rileggere questo bellissimo scritto, dove è la stessa Kaltenbrunner a raccontare la sua storia di alpinista, che l’ha portata a conquistare le più alte vette del mondo.

Non è la cronaca passo passo della conquista di un singolo 8000, ma un viaggio attraverso diverse montagne tra le più alte della terra.

Da sola. La mia passione per gli ottomila di Gerlinde Kaltenbrunner”

“Una valanga aveva travolto e sepolto la mia tenda e quella di due amici spagnoli. Io ho avuto la fortuna di riuscire a liberarmi da sola dalla massa di neve.

Per Riccardo è Santi il mio aiuto è arrivato invece troppo tardi: … erano già morti”

Comincia con un flashback il libro di Gerlinde Kaltenbrunner intitolato “Da Sola. La mia passione per gli Ottomila”.

Un ricordo drammatico di un tentativo alla vetta del Dhaulagiri, la settima montagna più alta della terra.

Ma com’è cominciata quindi questa passione sfrenata per le montagne alte?

I primi passi in montagna

Gerlinde Kaltenbrunner nasce in Austria nel dicembre del 1970.

È ancora una bambina quando raggiunge per la prima volta la cima di una montagna, partecipando ad un escursione con un gruppo per bambini e ragazzi cattolici.

È in particolare grazie al parroco del paese in cui vive che si appassiona alle escursioni in montagna.

Ogni volta che può, lo segue infatti in tutte le ascensioni organizzate nei vari campi estivi, anno dopo anno.

Inizia così un’assidua frequentazione in cui impara i rudimenti dell’alpinismo.

A sedici anni partecipa ad una conferenza di Siegfried Wasserbauer, che sarà poi anche suo compagno nella vita per un periodo, in cui può ascoltare i racconti della sua spedizione al K2 del 1986.

È in questa occasione che nasce in lei il desiderio di raggiungere la vetta di una delle cime più alte della terra.

Gerlinde Kaltenbrunner
In discesa in una tormenta di vento

Il Broad Peak: la prima volta su un ottomila

Nel suo libro “Da Sola. La mia passione per gli ottomila”, Gerlinde Kaltenbrunner racconta della sua prima esperienza in Himalaya.

Il suo approccio con il mondo degli ottomila è subito molto chiaro: nei suoi tentativi alla vetta non farà uso né di ossigeno supplementare, né di portatori d’alta quota.

A 23 anni partecipa alla sua prima spedizione in Karakorum e al suo primo tentativo, raggiunge la cima del Broad Peak.

In verità tocca solo la cima secondaria, perché una perturbazione in arrivo impedisce a lei e i suoi compagni di avventure di proseguire per la vetta principale.

La sua soddisfazione è comunque enorme e l’esperienza non fa altro che intensificare il suo desiderio di raggiungere le alte vette.

Da sola di Gerlinde Kaltenbrunner: la nascita della passione per gli ottomila

La logistica nel preparare le spedizioni, la gente dei paesi che visita durante i suoi viaggi, l’allestimento dei campi in quota, i paesaggi e i panorami straordinari dei ghiacci perenni, ogni cosa legata alla conquista di un ottomila la affascina.

Non si spaventa del freddo, delle difficoltà,  della fatica necessaria per raggiungere le cime e neanche della possibilità della morte, realtà con cui si scontra già nella sua prima spedizione.

Sono queste alcune delle parole che leggerai nel libro “Da sola. La mia passione per gli ottomila” di Gerlinde Kaltenbrunner:

“Mentre smontavamo il campo base mi sorpresi a pensare a quando mi sarei potuta rimettere in cammino un’altra volta.

Non avevo ancora idea di dove volessi arrivare, desideravo solo ripartire di nuovo per raggiungere l’obbiettivo, qualunque esso fosse, di un’altra spedizione”

Campo in quota sul K2
Un momento di lavoro in uno dei campi in quota

Il ritorno in Pakistan

Tornata a casa riprende il suo lavoro come infermiera in ospedale, ma la sua testa continua a pensare all’esperienza vissuta sul Broad Peak.

Cerca un modo per tornare in Pakistan, ma i programmi a breve termine di salire l’Everest del suo compagno Siegfried, purtroppo per lei, non la coinvolgono.

Si presenta invece l’opportunità di una spedizione al Mustagh Ata, cima di 7546 metri situata ai margini del deserto Taklamakan.

Partecipa alla spedizione, ma lei e i suoi compagni non raggiungono la vetta a causa delle condizioni della montagna.

La scoperta del Nepal

Nel viaggio di ritorno, vedendo il profilo di alcune delle montagne più alte del mondo, si rende definitivamente conto di quanto sia ormai stregata dal fascino degli ottomila.

Mentre diventa sempre più difficile incastrare gli impegni lavorativi con la sua nuova passione, una nuova avventura si propone nel tentativo di scalare l’Ama Dablam, occasione che la porta per la prima volta in Nepal.

Il raggiungimento della cima dell’Ama Dablam a 6812 metri s.l.m., non fa altro che alimentare ancora di più il desiderio di tornare su un ottomila.

Da sola passione per ottomila
Gerlinde Kalntenbrunner su un traverso delicato

Il Cho Oyu

Nel suo libro “Da sola. La mia passione per gli ottomila”, Gerlinde Kaltenbrunner racconta anche della sua vita privata, fatta di rinunce, lontananza dagli affetti e inevitabili cambiamenti.

La prima volta che conquista la cima principale di un ottomila è nel 1998, quando sale in vetta al Cho Oyu alto 8201 metri.

Per partecipare alla spedizione, a causa delle continue difficoltà organizzative sul lavoro, decide di dimettersi da infermiera.

Nel frattempo anche i suoi legami sentimentali subiscono dei cambiamenti.

Le continue spedizioni infatti la tengono sempre più spesso lontana da Siegrfried dal quale si separa, mentre l’incontro con un vecchio compagno di spedizione al Broad Peak, fa nascere un nuovo amore.

Ormai è completamente assorbita dalla sua passione alla quale vorrebbe dedicarsi totalmente.

I continui viaggi e i permessi per la conquista delle alte vette però richiedono molti sforzi, anche economici.

Trova quindi delle occupazioni temporanee per potersi permettere la possibilità di partecipare a nuove spedizioni.

Le continue partenze fanno naufragare anche i nuovi rapporti sentimentali.

Da sola di Gerlinde Kaltenbrunner: un ottomila dopo l’altro

Una dopo l’altra conquista le vette del Makalu nel 2001, del Manaslu nel 2002 del Nanga Parbat 2003.

Nel 2004 arriva in vetta addirittura a due ottomila, salendo prima sull’Annapurna e successivamente sul Gasherbrum I.

In particolare, sono davvero avvincenti i suoi racconti sulla conquista dell’Annapurna I, la decima cima più alta del mondo, ma secondo gli esperti, la più pericolosa.

Non a caso infatti, vanta il primato del più alto tasso di mortalità in rapporto ai tentativi alla vetta, che sono di conseguenza ogni anno molto pochi.

“Nel corso della successiva ora e mezza avremmo traversato sulla rampa verso sinistra, per poter poi proseguire la nostra salita sulla sinistra della sfaldatura di ghiacciaio.

Durante tutta questa fase la grande frattura falciforme del ghiacciaio incombette direttamente sopra di noi.

Non esisteva nessun posto sicuro, nessun luogo in cui ci si potesse rifugiare…”

Gerlinde Kaltenbrunner passaggi misto
Gerlinde Kaltenbrunner impegnata su passaggi di misto

Alpinista di professione

Grazie ai suoi continui successi anche la stampa comincia ad interessarsi alle sue imprese.

Viene addirittura creata una sorta di gara, più mediatica che sportiva per la verità, su chi sarà la prima donna a conquistare tutte e quattordici le vette sopra gli 8000 metri.

Tra le alpinista in corsa per questo primato ci sono la spagnola Edurne Pasaban, l’italiana Nives Meroi e appunto Gerlinde Kaltenbrunner.

Questa improvvisa notorietà le apre anche l’opportunità di fare della sua passione un lavoro, grazie ad alcuni sponsor per cui testa materiali, che finanziano in parte le sue spedizioni.

Anno dopo anno raggiunge le vette di Shisha Pangma e Gasherbrum II nel 2005, Kangchenjunga nel 2006, Broad Peak nel 2007, di cui in precedenza aveva raggiunto solo la cima secondaria, Dhaulagiri nel 2008 e Lhotse nel 2009.

Non solo successi

Le continue conquiste regalano a Gerlinde Kaltenbrunner momenti davvero magici, ma la mettono anche davanti a molte realtà tragiche.

Ecco un estratto dal suo libro “Da sola. La mia passione per gli ottomila”, in questo passaggio racconta la discesa dal Gasherbrum I, dopo averne prima raggiunto la vetta.

“Avevamo disceso all’incirca un terzo dello spigolo di vetta quando sentii improvvisamente Ralf gridare.

Gerlinde!

Nello stesso momento mi afferrò per il braccio e con un strattone mi attirò dalla sua parte…

Qualcosa volò giù accanto a me, qualcosa di rosso, un corpo, a una velocità incredibile.

… ero sotto shock per aver visto qualcuno… qualcuno di noi!… precipitare proprio sotto i miei occhi… una cosa terribile”

Gerlinde Kaltenbrunner Da sola
Momenti di grande concentrazione

Gerlinde Kaltenbrunner regina degli 8000

“Da sola. La mia passione per gli ottomila”, si conclude prima della conquista di tutte le più alte vette della terra, che avverrà solo un anno più tardi.

Conquistando l’Everest nel 2010 e successivamente il K2 nel 2011, Gerlinde Kaltenbrunner diventa la seconda donna ad aver conquistato tutte e quattordici le cime sopra gli 8000 metri, dopo Edurne Pasaban.

Viene considerata la regina degli ottomila però, in quanto è la prima ad esserci riuscita sempre senza l’uso di ossigeno supplementare.

Edurne Pasaban infatti salì l’Everest, suo primo ottomila, con l’ausilio di una bombola di ossigeno nel 2001.

Da sola di Gerlinde Kaltenbrunner: il finale

La protagonista di questo libro avvincente, conclude così la sua narrazione con queste bellissime parole, che rispecchiano in pieno lo spirito con cui affronta ogni singola impresa:

“Quando mi fermo e torno indietro perché ho la sensazione, …, che sia troppo rischioso continuare a salire, prendo una decisione che in quel frangente è la migliore possibile.

A posteriori non mi arrovello più per capire se forse non sarebbe stato meglio comportarsi diversamente.

… Quando non va, non mi dispero, ma ci riprovo.

Io non voglio conquistare i monti, voglio avvicinarmi a loro con umiltà e gratitudine.

Nel silenzio delle grandi montagne ho imparato che i traguardi si possono raggiungere con pazienza, cautela ed entusiasmo.

Rispetto alle montagne io sono piccola e fragile, eppure mi fanno tornare da lassù incredibilmente forte.”

Gerlinde Kaltenbrunner vetta K2
Gerlinde Kaltenbrunner conquista la vetta del K2 e diventa regina degli 8000

Considerazioni personali

Non è semplice descrivere le sensazioni che questo libro suscita capitolo dopo capitolo.

“Da sola. La mia passione per gli ottomila” di Gerlinde Kaltenbrunner è un viaggio attraverso le più alte montagne della terra, ma soprattutto all’interno dell’animo umano.

Con questo libro, potrai farti un’idea delle motivazioni che spingono alpinisti come Gerlinde Kaltenbrunner a sottoporsi a sforzi sovraumani, patimenti inimmaginabili e situazioni complesse solo per coronare un sogno.

Come sottolinea la protagonista, non è la conquista di una cima, ma più che altro l’occasione per imparare a conoscere meglio se stessi, mettendosi alla prova.

È la possibilità di scoprire quanto i nostri limiti siano molto più in là di dove li poniamo con la nostra testa.

Saluti

Questo scritto non può assolutamente mancare tra i titoli  dei tuoi libri di montagna ed ogni tanto potrai rispolverarlo, senza stancarti mai di rileggerlo.

Se vuoi, tra l’altro, puoi acquistare “Da sola” di Gerlinde Kaltenbrunner al miglior prezzo, semplicemente cliccando qui.

Siamo arrivati ai consueti saluti e come sempre ti chiedo la cortesia di spendere ancora qualche istante per dimostrare il tuo apprezzamento con un like o meglio ancora con un commento.

Aiutami a far conoscere questo libro e il mio blog, Allmountainsite, condividendo l’articolo, ripagandomi per gli sforzi necessari a portare avanti questo progetto, che richiede un impegno costante.

Spero di averti dato un buon suggerimento e un nuovo spunto per un’ottima lettura.

A presto.

 

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