Cookie Policy Cannabis Rock: gli arrampicatori che vissero il nuovo mattino

Cannabis Rock: gli arrampicatori che vissero il nuovo mattino

...Passione Montagna

Cannabis Rock

Cannabis Rock è un documentario che racconta la storia di un gruppo di arrampicatori torinesi che vissero il Nuovo Mattino, un breve ma intenso periodo storico di rivoluzione dell’alpinismo classico.

È stato sicuramente uno dei filmati che hanno contribuito maggiormente a farmi appassionare all’arrampicata.

Probabilmente, perché racconta  fatti legati ad  una mia grande passione, accaduti pochi anni prima della mia nascita, nelle valli vicino alla mia città.

È stato grazie a Diego, uno dei miei istruttori di arrampicata e alpinismo, che ho scoperto questo filmato.

Ce lo fece vedere infatti durante una lezione del mio secondo corso di arrampicata, proprio per farci scoprire importanti pagine di storia legate a questa attività di montagna, scritte a due passi da casa.

Fui letteralmente rapito dai racconti di quei personaggi protagonisti di un movimento, che durante gli anni ’70 rivoluzionarono il mondo sacro dell’alpinismo, fatto di regole ferree e gerarchie militaresche.

Da allora ho rivisto molte volte Cannabis Rock, ma ogni volta con un bagaglio di esperienza sempre maggiore a quella precedente.

Oggi  posso quindi comprendere  meglio quanto importante sia stato questo periodo di cambiamento dal tradizionalismo alpinistico per l’arrampicata moderna.

Cannabis Rock un documentario di Franco Fornaris

Cannabis Rock è un documentario di Franco Fornaris.

 Racconta la storia di un gruppo di ragazzi torinesi che iniziarono, rifiutando alcuni principi fino ad allora ritenuti sacri, una vera e propria rivoluzione verso il tradizionale mondo alpinistico.

Probabilmente, allora non immaginavano che con il loro modo di affrontare la montagna e le arrampicate, avrebbero cambiato in maniera così profonda questa pratica.

È quindi attraverso le parole stesse di alcuni dei protagonisti di questa rivoluzione culturale, che verrai a scoprire come si sono create le basi su cui poggia l’arrampicata moderna.

Sulla scia dei moti politici rivoluzionari del ’68, questi ragazzi hanno trovato la spinta per cominciare la loro piccola, ma non meno importante, lotta contro le ideologie e gli stereotipi del mondo alpinistico.

Raccogliendo i suggerimenti e le idee di Gian Piero Motti, che viene riconosciuto come il fondatore e l’ispiratore di questo movimento, è cominciato questo radicale cambiamento.

Giampiero Motti
Giampiero Motti, il Principe, il teorico del Nuovo Mattino

Gian Piero Motti il Principe

Gian Piero Motti nasce nel 1946 da una famiglia benestante, grazie alla quale gli viene garantito di poter studiare e crearsi quindi una cultura importante e sopra la media per quegli anni.

Questa condizione di benessere, gli permette di conseguenza di beneficiare di molto tempo libero e dedicarsi intensamente alle sue passioni, tra cui la montagna.

Va in montagna infatti già da ragazzo, grazie ad una casa di villeggiatura posseduta dai suoi nelle Valli di Lanzo, di cui diventa inevitabilmente un gran conoscitore.

Frequenta la scuola del Cai Gervasutti di  Torino, in cui poi diventa istruttore.

Firma importanti ascensioni: la Walker alle Grandes Jorasses salita in pessime condizioni, la Brandler-Hasse alla nord della cima Grande di Lavaredo e la prima solitaria dello sperone Gervasutti al Mont Blanc du Tacul.

Grazie alla sua posizione di benessere si guadagna il soprannome di Principe.

Scrive alcuni testi che lo rendono conosciuto nell’ambiente, non solo per le sue imprese alpinistiche, ma soprattutto per le sue idee rivoluzionarie e dissacratorie dell’alpinismo classico.

Il più famoso è probabilmente I falliti”, uscito sulla rivista del CAI nel settembre del 1972, di cui vengono ripresi alcuni passaggi nel documentario Cannabis Rock.

È una figura carismatica quanto controversa nel panorama alpinistico di quegli anni, soprattutto quando con le sue idee inizia una rivoluzione culturale, che sovverte i valori classici dell’alpinismo.

Cannabis Rock: verso un nuovo mattino

Nei primi anni ’70 Gian Piero Motti inizia a diffondere, attraverso alcuni scritti, le ideologie su cui si basava il modo di affrontare l’arrampicata da parte soprattutto di Britannici e Americani.

Rifacendosi in particolar modo alle imprese degli arrampicatori americani, che praticavano nello Yosemite sulla famosa El Capitan, incomincia a stravolgere alcuni principi fondamentali dell’alpinismo classico.

Vengono gettate le basi per la nascita del Nuovo Mattino.

Si comincia ad esempio ad accantonare l’importanza di raggiungere la vetta, ritenendola non più così importante come invece lo è il percorso che conduce ad essa.

Non necessariamente per vivere una avventura la salita deve culminare nel raggiungimento quindi della cima, ma può anche concludersi su un altopiano.

Un altro elemento di scandalo, fu l’abbandono dei tradizionali scarponi a favore di pedule a suola liscia, molto più morbide e leggere.

Queste permisero tra l’altro un netto balzo in avanti nel superamento delle difficoltà su roccia.

Grazie a queste nuove calzature infatti, fu possibile superare quel fatidico VI grado, ritenuto allora la massima difficoltà superabile in arrampicata.

Non era più necessario inoltre andare in alta quota per fare grandi arrampicate, dove tra l’altro ormai non c’era più niente da esplorare.

Si potevano invece vivere grandi avventure anche su imponenti pareti che si innalzavano nei fondovalle.

Cannabis Rock Caporal Valle Orco
Via del Sole Nascente al Caporal in Valle Orco

La nascita del Mucchio Selvaggio o Circo Volante

Queste linee guida diffuse da Gian Piero Motti, furono raccolte da un gruppo di arrampicatori che iniziarono ad esplorare, tra il 1972 e il 1975, alcune pareti granitiche che ricordavano El Capitan.

È così che si formò il gruppo conosciuto come Mucchio Selvaggio o Circo Volante,  protagonista del Nuovo Mattino e del dvd Cannabis Rock.

Nei primi anni ’70, cominciarono quindi a realizzare nuovi itinerari di roccia soprattutto in Valle dell’Orco,  sulle pareti ancora inviolate della Balma Fiorant, da loro battezzata Caporal.

Molti sono i personaggi che hanno contribuito a scrivere importanti pagine di storia di questo breve periodo.

Tra i più conosciuti possiamo citare ovviamente Giampiero Motti, Giancarlo Grassi, Danilo Galante e Roberto Bonelli.

 Ma molti altri hanno preso parte a questo movimento, come ad esempio: Ugo Manera, Mike Kosterlitz, Paolo Lenzi, Piero Pessa, Andrea Gobetti e Max Demichela.

Su questi muri di roccia hanno tracciato linee dai nomi a volte bizzarri a volte intimidatori, diventate poi delle classiche dell’arrampicata piemontese.

Cannabis, Itaca nel Sole, Il lungo cammino dei comanches per citarne alcune.

Poco dopo scoprirono una parete ancora più imponente che battezzarono il Sergent.

Qui Danilo Galante, riconosciuto da tutti come il più forte rocciatore del gruppo, aprì nel 1974 insieme a Roberto Bonelli e Piero Lenzi, uno dei più famigerati itinerari di roccia di tutta la Valle Orco: la famosa “Fessura della Disperazione”.

Cannabis Rock Fessura della Disperazione
La Fessura della Disperazione

Cannabis Rock: un gruppo di ribelli

Erano un gruppo di giovani, ribelli e provocatori, i ragazzi di cui racconta il film Cannabis Rock.

Vivevano le loro avventure prendendosi dei rischi davvero enormi e continuavano ad esplorare zone di bassa valle alla ricerca di nuovi terreni su cui disegnare linee di arrampicata ancora oggi temute.

Diversi gli itinerari aperti anche in Val di Susa, come ad esempio all’Orrido di Foresto, di cui Roberto Bonelli ha compiuto quasi tutte le prime solitarie, su pareti che sono paurosamente strapiombanti.

Famosa sempre in Valle di Susa, la via aperta dal trio Galante, Grassi, Bonelli alla Parete Rossa di Catteissard sopra Bussoleno, che neanche a dirlo chiamarono “Via del Risveglio”.

Ho avuto modo di ripeterla qualche anno fa e devo dire che è un vero capolavoro.

Fa riflettere, vista le difficoltà e l’esposizione dei passaggi, sulle grandi capacità di questi tre personaggi, che allora la affrontarono con ben altri materiali rispetto a quelli utilizzati oggi, piantando una manciata di chiodi.

Nel dvd Cannabis Rock i protagonisti sono tutti concordi nell’individuare Danilo Galante, soprannominato l’Indio,  come il vero collante e trascinatore di questo gruppo.

Probabilmente hanno ragione, visto che la loro storia termina proprio con la sua morte nel 1975 per ipotermia, a seguito di una arrampicata assieme a Grassi sul Gran Manti, nel massiccio de la Chartreuse, in Francia.

Via del Risveglio Catteissard
Io sulla Via del Risveglio alla parete Rossa di Catteissard
Danilo Galante
Danilo Galante soprannominato l’Indio

La fine di un periodo

La morte di Danilo Galante segna quindi la fine di questo breve periodo di grande rinnovamento.

Dopo questo tragico evento alcuni continuarono con le attività in montagna, altri per lungo tempo ne rimasero lontani, altri ancora si isolarono del tutto.

Il periodo del Nuovo Mattino si concluse, lasciando però profonde radici di cambiamento nel mondo dell’arrampicata.

Diverse furono purtroppo le tragedie che colpirono i protagonisti successivamente.

Gian Piero Motti, il cervello di questa corrente di pensiero, morì nel 1983 togliendosi la vita.

Sicuramente Giancarlo Grassi fu tra quelli che continuarono a scrivere importanti pagine di storia dell’alpinismo moderno, lasciando numerosi straordinari itinerari sia su roccia che su ghiaccio.

Infatti oltre ad essere un ottimo rocciatore, viene riconosciuto come l’inventore del fenomeno del cascatismo, ovvero delle arrampicate sulle cascate di ghiaccio.

Ha tracciato numerosi itinerari su cascate di ghiaccio con difficoltà anche molto elevate, non solo in Piemonte, ma anche in Valle d’Aosta, soprattutto nel gruppo del Monte Bianco e del Monte Rosa.

Giancarlo Grassi muore a causa del distacco di una cornice di neve nel 1991 sul Monte Bove, nei Monti Sibillini, dopo aver salito una cascata.

Roberto Bonelli per lungo tempo smise con l’arrampicata.

Ricominciò qualche anno fa ritrovandosi spesso con un vecchio amico di quei tempi ormai andati, Piero Pessa.

Purtroppo Bonelli è deceduto nel 2016 a causa di un banale incidente di arrampicata ad Ailefroide.

Gian Carlo Grassi
Gian Carlo Grassi l’inventore del cascatismo
Roberto Bonelli
Roberto Bonelli

Cannabis Rock e I Nuovi Mattini

Cannabis Rock quindi, racconta la storia di un gruppo di giovani, che con il loro essere ribelli hanno in qualche modo cambiato il modo di interpretare l’arrampicata nel nostro paese.

In realtà in altre parti d’Italia, soprattutto nel nord, in quel periodo ci furono delle situazioni analoghe che contribuirono a cambiare l’idea di alpinismo così come era stato fino ad allora.

Queste rivoluzioni ad ampio raggio, sono raccontate nel libro di Enrico Camanni, Nuovi Mattini: il singolare sessantotto degli alpinisti, di cui ti consiglio la lettura.

In qualche modo Cannabis Rock racconta anche le loro storie.

Di personaggi forse non famosi come Riccardo Cassin o Walter Bonatti, ma che hanno a loro modo contribuito all’evoluzione di questa attività di montagna.

Conclusione

Cannabis Rock è un documentario che devi assolutamente vedere se vuoi conoscere meglio le dinamiche che hanno contribuito alla nascita dell’arrampicata moderna.

L’ho riguardato qualche sera fa per l’ennesima volta.

Quelle storie mi sembrano molto più familiari oggi, dopo aver avuto modo di realizzare vie di roccia tracciate dai nomi e dai volti contenuti in questo interessante documentario.

Nel corso di questi anni di arrampicate, ho anche avuto modo di incontrare alcuni dei protagonisti di questa storia e con alcuni di scambiare anche qualche chiacchiera.

Piero Pessa, che ho trovato alcune volte nella palestra di arrampicata dove mi alleno, il Bside di Torino.

Roberto Bonelli, che incontrai in un paio di occasioni proprio con Pessa a Finale Ligure.

Mi sembrò un personaggio schivo e riservato, ma si vedeva che era un grande appassionato e di conseguenza non si risparmiò nel consigliarci qualche bella via da andare a ripetere.

Rimasi davvero dispiaciuto quando mi arrivò la notizia della sua morte.

Non era una persona che posso dire conoscevo, ma era comunque qualcuno di cui sapevo un po’ la storia e a cui potevo dare un volto e una voce.

Per capire meglio il movimento che ha rivoluzionato l’arrampicata rendendola ciò che è oggi, ti consiglio quindi di nuovo anche la lettura del libro Nuovi Mattini: il singolare sessantotto degli alpinisti di Enrico Camanni.

Nuovi Mattini Enrico Camanni
Nuovi Mattini: Il singolare sessantotto degli Alpinisti di Enrico Camanni

Saluti

Anche questa volta siamo arrivati infine al momento dei saluti.

Mi auguro che l’articolo su Cannabis Rock, ti abbia acceso la curiosità di vedere questo interessante documentario.

Scoprire come è cominciato il cambiamento che ha portato l’arrampicata ad essere quella di oggi.

Certo nel tempo ci sono stati anche altri cambiamenti: lo sviluppo di materiali e attrezzature, ma anche di un’etica pratica con cui confrontarsi con la roccia.

Ma tutto è partito dal Nuovo Mattino, quel periodo che ha sicuramente deviato il corso di un’ alpinismo legato a tradizioni davvero molto profonde.

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L’appuntamento è quindi prossimamente sempre qui su Allmountainsite, con un nuovo interessante articolo.

A presto!