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Breithorn Occidentale da Plateau Rosà

...Mountain Passion

Breithorn Occidentale

Il Breithorn Occidentale è una delle cime oltre i 4000 metri appartenente al gruppo del Monte Rosa.

Il  massiccio del Monte Rosa infatti conta ben diciotto vette che superano questa quota, di cui la più alta è la Punta Dufour, che con i suoi 4634 metri è la seconda più alta delle Alpi.

Altri sei punti del massiccio superano la fatidica quota, ma non rientrano nell’elenco delle 82 cime ufficiali dell’intero arco alpino.

Il Breithorn Occidentale è alto 4165 metri e fa parte di un’insieme di cime collegate tra loro in un’unica lunga cresta.

Al suo fianco ci sono il Breithorn Centrale, seguito dal Breithorn Orientale, il Breithornzwillinge, il Corno Nero i due Lyskamm, il Polluce e il Castore.

È considerato il 4000 più facile delle Alpi, sia per il dislivello contenuto, che per le difficoltà tecniche relativamente blande.

Richiede infatti un’ascensione di appena 700 metri per raggiungerne la vetta, grazie agli impianti del Cervino, che permettono di partire da poco meno di 3500 metri, rendendo possibile la salita in giornata.

Il termine facile non deve però trarti in inganno, quando si parla di alta quota di facile non c’è niente.

La salita presenta infatti dei pericoli oggettivi da non sottovalutare, ad esempio la presenza di crepacci lungo il percorso.

Il progetto di un 4000

Il progetto di salire il Breithorn Occidentale nasce grazie all’incontro ad aprile di Maurizio, un mio ex istruttore del Cai di Val della Torre, avvenuto purtroppo in un momento per me molto doloroso.

È da molto tempo che non ci vedevamo e parlando, viene fuori che sta organizzando per inizio luglio, assieme ad alcuni suoi colleghi dei vigili del fuoco, proprio questa salita alpinistica.

Mi dice che è l’occasione per festeggiare alcuni di loro che compiono gli anni.

Io a giugno ne compirò quaranta e quindi senza esitazione esclamo: “Beh allora vengo anche io!”.

È la situazione ideale tra l’altro per far riprovare l’esperienza di un 4000 alla mia compagna Patrizia, con cui l’anno prima abbiamo mancato di poco la vetta del Gran Paradiso.

In quell’occasione infatti siamo stati costretti a rinunciare a circa 3700 metri, in quanto era già molto affaticata e accusava qualche sintomo del mal di montagna.

È stata quindi una decisione obbligata!

Preparazione al Breithorn Occidentale

Per prepararci alla salita del Breithorn Occidentale, decido di programmare un paio di escursioni con un dislivello leggermente superiore a quello che dovremmo fare per raggiungerne la vetta.

Inoltre, organizzo il tutto anche per prepararci gradualmente alla quota, problema da non sottovalutare, visto anche la precedente esperienza sul Gran Paradiso.

Nei due fine settimana subito precedenti alla data prefissata per il Breithorn, pianifico di salire quindi la Grignetta sopra Lecco, vetta nei miei sogni già da un po’ e lo Zerbion in Val d’Ayas, una delle prime vette da me raggiunte.

Realizziamo entrambi gli obiettivi senza particolari problemi, reputo quindi che siamo in condizioni per questo tentativo in alta quota.

Scherzando dico a Patrizia che è pronta, che probabilmente la difficoltà maggiore a cui andremo in contro sarà svegliarsi presto.

Grignetta
Salita di allenamento alla Grignetta

8 luglio 2019: il giorno della salita

I miei pronostici si avverano appena suona la sveglia alle ore 4:00, lo sguardo di Patrizia è tale che reputo sia meglio non proferire parola.

Facciamo una ricca colazione, consapevoli che pranzeremo piuttosto tardi e che di conseguenza non metteremo sotto i denti molto altro prima di metà pomeriggio.

Lasciamo quindi tutto così com’è, ci prepariamo e usciamo prendendo lo zaino carico di tutto punto, preparato con cura la sera precedente, prima di andare a dormire.

In realtà entrambi non abbiamo riposato molto, un po’ per il caldo, un po’ per l’ansia della salita: come ti dicevo facile non significa priva di pericoli.

Ci raduniamo in autostrada all’autogrill di Scarmagno per compattarci nelle macchine e partire tutti insieme verso la nostra meta, siamo un bel gruppetto di una dozzina di persone.

Con noi c’è anche Alessandro, conosciuto pochi mesi fa grazie ad Allmountainsite e fresco di corso di alpinismo, alla sua prima esperienza su un 4000.

Sono circa le 8:00 quando arriviamo a Cervinia, l’aria è bella frizzante, ma non ci lamentiamo troppo visto il caldo sofferto in città negli ultimi giorni.

Ci cambiamo e attrezziamo, pronti per affrontare quella che tutti ci auguriamo sia una splendida avventura.

Cervinia Breuil – Plateau Rosà

Facciamo i biglietti per la cabinovia che da Cervinia a 2050 metri ci porterà al Plateau Rosà a quota 3480 metri, punto di partenza per l’ascensione al Breithorn Occidentale.

Il biglietto costa 21 euro a testa andata e ritorno, possiamo infatti usufruire di uno sconto comitiva.

La cabinovia suddivisa in tre tronconi, ci porta dalla stazione di Cervinia-Breuil a Pian Maison, successivamente raggiungiamo la stazione di Cime Bianche e arriviamo quindi a Plateau Rosà.

Scesi dall’ultima cabinovia veniamo investiti immediatamente da un forte vento, che per fortuna non ci seguirà che per alcuni brevi momenti della salita.

Voltandoci alla nostra sinistra veniamo rapiti dalla grandezza del Cervino, che per la verità ammiravamo già mentre ci avvicinavamo in macchina a Cervinia, ma ora sembra davvero di poterlo toccare.

Qualcuno ne approfitta per un’ultima sosta al bagno al Rifugio Guide del Cervino prima di partire, mentre io ed altri iniziamo a prepararci.

È l’occasione per testare i miei nuovissimi ramponi semiautomatici Grivel G12 New Matic, regalo di Patrizia per i miei primi 40 anni.

Sfilo orgogliosamente dallo zaino anche la mia picozza Camp Alpina, davvero leggera ed affidabile, prima di legarmi in cordata con i miei compagni.

Cervino
Il Cervino visto da Plateau Rosà
Plateau Rosà
A Plateau Rosà in partenza

Attraversamento degli impianti di discesa

Formiamo tre cordate da quattro, diverse persone sono alla loro prima esperienza su un 4000.

La nostra cordata è formata da Maurizio, il più esperto, seguito da Alessandro, Patrizia e in chiusura io, secondo per esperienza.

Legati a circa cinque metri uno dall’altro e con un nodo a palla a metà di ogni troncone di corda, partiamo al margine degli impianti di discesa.

Il nodo a palla serve in caso di caduta di un elemento della cordata all’interno di un crepaccio.

La corda strisciando a terra a seguito della caduta, crea un solco nel ghiaccio e il nodo a palla, dovrebbe incastrarsi nell’intaglio che si viene a creare sul bordo del crepaccio, bloccando quindi la caduta dello sfortunato alpinista.

Speriamo non serva!

Avanziamo per un lungo tratto abbastanza in piano al margine delle piste, cercando di non dare fastidio agli sciatori e soprattutto di non venire investiti.

C’è molto movimento per essere lunedì, ma nel fine settimana deve essere stato ben peggio, motivo per cui abbiamo di conseguenza scelto di salire in un giorno settimanale.

Piccolo Cervino e Gobba di Rollin

Dopo poco ci fermiamo per una sosta e soprattutto per spogliarci un po’, muovendosi il caldo si fa immediatamente sentire, anche se siamo ben oltre i 3000 metri.

Arriviamo al fondo delle piste e le attraversiamo piegando verso sinistra, facendo attenzione a non venire investiti.

Ci troviamo in prossimità ora di un tunnel scavato sotto la neve.

Si può passare all’esterno o al suo interno, noi scegliamo la prima opzione.

In leggera salita raggiungiamo quindi la stazione degli skilift, in prossimità del Piccolo Cervino e della Gobba di Rollin, due cime minori.

Attraversiamo per trovarci finalmente al cospetto di alcune delle straordinarie cime che superano i 4000 metri del massiccio del Monte Rosa.

È davvero stupendo essere qui, facciamo una pausa per rifiatare e per ammirare lo spettacolo che ci circonda.

La giornata è molto buona a livello di meteo, c’è un bel sole, fa caldo e il vento disturba solo in alcuni brevi tratti, ci riteniamo davvero fortunati.

Una traccia ben visibile sul ghiacciaio, permette di individuare l’intero percorso che dovremmo seguire per raggiungere la vetta del Breithorn Occidentale.

Piccolo Cervino
Verso il Piccolo Cervino al termine delle piste di discesa
Breithorn Occidentale ascensione
Il Breithorn Occidentale ed alcune vette sopra i 4000 metri del Monte Rosa

Verso la vetta del Breithorn Occidentale

Ci diamo come obbiettivo per la prossima sosta alcune rocce affioranti a circa metà salita del pendio finale.

Si tratta di circa duecento metri o poco più, con una pendenza non superiore ai 35°.

Ripartiamo percorrendo un ampio semicerchio in senso antiorario, che permette di aggirare una zona altrimenti fortemente crepacciata.

La zona delle rocce affioranti individuata per la prossima sosta sembra lontanissima, ma senza accorgermente in breve ci troviamo già in salita sul pendio finale.

Iniziamo il tratto sicuramente più impegnativo ed interessante dell’ascensione alla vetta del Breithorn Occidentale.

Con una lunga diagonale ascendente da destra verso sinistra, guadagniamo quota avvicinandoci sempre più ai 4000 metri.

Lungo questo tratto di salita scavalchiamo tre crepacci molto vicini tra loro, per fortuna ancora molto chiusi e con dei ponti di neve piuttosto solidi, che ne rendono l’attraversamento poco problematico.

È un continuo dare precedenza a chi sale da parte delle numerose cordate in discesa.

Raggiungiamo finalmente il punto di sosta che ci eravamo prefissati e possiamo così rifiatare.

Siamo ormai a oltre 4000 metri, la quota comincia davvero a farsi sentire nelle gambe, ma l’entusiasmo per la vicinanza all’obbiettivo è davvero forte.

Breithorn Occidentale cordata
La nostra cordata verso la vetta
Breithorn Occidentale pendio finale
Sul pendio finale del Breithorn Occidentale a pochi passi dalla vetta

La realizzazione di un sogno

Ormai manca davvero poco, alziamo la testa e possiamo osservare bene alcune persone già in vetta.

Sembra così vicina eppure così lontana se pensiamo allo sforzo che costa ogni passo a questa quota.

Ripartiamo lenti, ma con passo ritmato, fino a deviare ora su una diagonale da sinistra a destra, che ci permette di raggiungere la cresta del Breithorn Occidentale.

Siamo davvero concentrati a mettere un passo dietro l’altro, cercando di mantenere la respirazione il più costante possibile per non andare in affanno, l’aria rarefatta si può veramente percepire.

Ancora pochi metri, incrociamo un paio di cordate in discesa, ed eccoci finalmente siamo sulla vetta del Breithorn Occidentale dopo circa tre ore di marcia.

Come spesso mi accade quando raggiungo un obbiettivo che ho desiderato tanto, mi brillano gli occhi per la gioia.

Questa volta è soprattutto perché a condividerlo con me c’è anche Patrizia, alla sua prima esperienza su un 4000.

In vetta al Breithorn Occidentale

È un’emozione indescrivibile!

Non è solo la fatica compiuta oggi, a partire dalla sveglia nel cuore della notte, è ripensare a tutto il percorso di preparazione fatto in questi anni assieme, per far si che questo obiettivo fosse realizzabile in relativa sicurezza.

Mi fa sorridere sentire Patrizia esclamare stupita: “Non ci credo che ho fatto questa cosa”, è davvero felice e soddisfatta di se stessa e lo sono anch’io.

Anche Alessandro è al suo primo 4000.

Sono contento di aver contribuito alla realizzazione di questo suo obiettivo e di vederlo guardarsi intorno felice, godendosi il meritato paesaggio che la vetta del Breithorn Occidentale oggi è in grado di regalarci.

Per me è il secondo 4000, dopo la Punta Giordani (4046 m) sempre sul massiccio del Monte Rosa.

Ringrazio Maurizio per averci fatto questo bellissimo regalo, dandoci la possibilità di realizzare e condividere un bellissimo sogno.

Alle nostre spalle c’è il pendio percorso durante la salita, mentre davanti a noi la parete scende vertiginosamente per circa 1500 metri verso valle.

Alla nostra destra la lunga cresta che collega i Breithorn fino al Corno Nero e oltre.

Sarebbe bello non dover più tornare giù, ma un forte vento ci fa percepire un freddo pungente, per cui dopo alcune foto di rito, ci prepariamo per cominciare a scendere.

In vetta Breithorn Occidentale
Io e Patrizia in vetta al Breithorn Occidentale
Vetta Breithorn
Alessandro in vetta al Breithorn si gode il panorama
Cresta dei Breithorn
La cresta che collega i Breithorn fino al Polluce

La lunga discesa dal Breithorn Occidentale

Iniziamo la discesa invertendo la cordata.

Il capocordata ora starà in coda, pronto a frenare tramite la sua picozza, l’eventuale scivolata di un qualsiasi elemento della cordata.

La discesa dal pendio finale è sicuramente il momento più delicato dell’intera gita, soprattutto visto l’accumulo di stanchezza.

Continuiamo a far passare cordate ancora verso la vetta, uscendo dalla traccia per poi rientrare e continuare a scendere.

Superati i crepacci fiondiamo quindi giù decisi fino a trovarci nuovamente alla base del pendio finale.

Il lungo plateau ci riporterà, percorrendolo a ritroso, fino al Rifugio Guide del Cervino, in circa due ore.

Rientrare agli impianti che ci ricondurranno giù a Cervinia è davvero un patimento, sia per l’accumularsi della stanchezza, sia per la neve ormai resa molle dal sole battente che picchia in testa.

Si fa fatica a stare in piedi, anche se devo dire che sono davvero soddisfatto dei miei nuovi ramponi Grivel G12 New Matic, che anche in queste condizioni hanno davvero un’ottima presa.

Siamo ormai sfiniti quando finalmente raggiungiamo gli impianti, ampiamente in orario prima dell’ultima corsa che parte alle 15:45.

Ci sleghiamo e togliamo tutto il materiale, riponendolo negli zaini pronti a scendere a Cervinia.

Possiamo finalmente regalarci una meritata birra ghiacciata con panino, per recuperare le molte calorie consumate.

Vette Monte Rosa
Il Polluce

Conclusione

Il Breithorn Occidentale è sicuramente la prima vetta a cui devi pensare quando ti sentirai pronto per provare l’esperienza di raggiungere un 4000.

Forse un po’ noioso nel primo tratto di impianti, ma sicuramente entusiasmante nella parte finale e appagante per quanto riguarda i paesaggi che regala.

Ti consiglio comunque di affidarti a persone esperte quando deciderai di affrontare questa avventura, perché come ti ho accennato in precedenza, di facile in alta quota non esiste niente.

Ti basti pensare che lo sforzo richiesto per superare 700 metri a questa quota è ben superiore a quello richiesto in un’escursione di media montagna.

Inoltre anche quando apparentemente sembrano non esserci pericoli, in realtà si possono nascondere delle insidie.

A prova di quello che ti sto dicendo, c’è purtroppo la morte di un alpinista polacco, caduto dentro un crepaccio alla base del vicino Breithorn Centrale, avvenuto solo tre giorni dopo la nostra ascensione.

La montagna, soprattutto quella di alta quota, richiede competenza,  preparazione fisica e una costante concentrazione.

Spero per concludere, che il mio racconto sulla salita al Breithorn Occidentale ti sia piaciuto e abbia accesso i tuoi sogni futuri.

Come sempre faccio al termine dei miei articoli, ti chiedo la cortesia di mettere un like o lasciare un commento a dimostrazione del tuo apprezzamento.

Saresti molto gentile tra l’altro se lo condividessi sui tuoi profili social, per farlo leggere anche ai tuoi amici e far conoscere il mio blog, Allmountainsite.

Ti do appuntamento al prossimo articolo.

A presto.

 

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