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L’arrampicata non è semplicemente uno sport di montagna

...Mountain Passion

Arrampicata granito cava Borgone

L’arrampicata non è semplicemente uno sport di montagna.

È l’attività che mi ha permesso di cominciare questo lungo percorso, in un ambiente che imparo a conoscere ogni volta un po’ di più.

Infatti è arrampicando che mi sono avvicinato alla montagna, un mondo per me prima completamente sconosciuto.

Non un inizio graduale quindi, come spesso consiglio, ma un approccio forte e violento.

È successo però in un momento in cui avevo bisogno di una bella scossa per riprendermi da forti delusioni, in un periodo piuttosto buio.

Negli ultimi tempi avrai spesso sentito parlare di montagna terapia, cioè degli effetti benefici che si hanno frequentando questo straordinario ambiente.

Bene! L’arrampicata è stata la mia terapia.

Prima di cominciare pensavo: “Ma si! Vorrà dire salire di qualche metro da terra sulla roccia, che sarà mai?!?”

Non avevo ben presente cosa stavo realmente andando a fare.

Ho scoperto negli anni che è molto più di questo, che non è semplicemente uno sport di montagna, ma allora cos’è l’arrampicata?

Arrampicata corso Cai
La mia prima volta sulla roccia

Cos’è l’arrampicata

Il termine arrampicata ormai identifica nella maggior parte dei casi l’arrampicata libera.

In realtà possiamo suddividere questa attività in due macrofamiglie:

Con arrampicata libera si intende il superamento di un ostacolo (in montagna normalmente una porzione di roccia) in cui la progressione avviene esclusivamente per mezzo di mani e piedi.

I materiali utilizzati quindi (imbrago, corda, rinvii ecc.), hanno il solo scopo di preservare la tua incolumità in caso di caduta.

L’arrampicata libera ha numerose varianti esecutive di cui ti ho parlato nell’articolo “Arrampicata libera o free climbing” che ti consiglio di leggere per approfondire l’argomento.

L’arrampicata artificiale invece impiega i materiali anche per progredire.

Infatti nell’arrampicata artificiale, vengono utilizzati numerosi materiali come staffe, scalette, picozze, ramponi ecc

Questi permettono il superamento di ostacoli con difficoltà anche superiori a quelle che si riescono a  superare in arrampicata libera.

Anche l’arrampicata artificiale ha numerose varianti, ma parleremo di questo un’altra volta.

Arrampicata: una questione di equilibrio

Spesso pensando all’arrampicata, si ha l’idea decisamente errata, che sia uno sport adatto soprattutto alle persone forzute.

Contrariamente a quanto potresti credere, arrampicare è soprattutto una questione di equilibrio fisico e mentale.

L’arrampicata infatti mette in pratica una serie di tecniche che permettono di gestire il tuo corpo spostando continuamente il peso da un piede all’altro,  passando da una posizione di equilibrio di partenza ad una di arrivo.

Queste tecniche vengono insegnate ad esempio, nei corsi tenuti dalle sezioni del Cai, che ormai da anni hanno adottato come metodo di insegnamento il “Metodo Caruso”.

Parleremo di questo metodo in un’altra occasione, poiché è necessario dedicargli almeno un intero articolo per approfondire l’argomento.

Ma quindi non servono i muscoli per arrampicare?

Diciamo che su terreni appoggiati o prossimi al verticale, si tratta perlopiù di gestire l’equilibrio fisico.

Certamente, quando finisci sugli strapiombi (pareti con inclinazione superiore a 90°), è necessaria anche una buona dose di forza e resistenza, ma non vuol dire di conseguenza che l’equilibrio non sia fondamentale, anzi!

Ricordati che anche il più forzuto prima o poi si stanca, mentre chi padroneggia la tecnica passerà sicuramente anche gli ostacoli più impegnativi.

Si può affermare quindi che l’equazione forza contro tecnica è inversamente proporzionale: più tecnica possiedi, minor forza dovrai utilizzare.

Inoltre al contrario di quanto si pensa comunemente, per arrampicare sfrutti molto più la spinta delle gambe che non la trazione delle braccia.

Questo succede ovviamente perché nelle gambe abbiamo i muscoli più forti.

Arrampicare vie lunghe
Durante una via lunga in Francia

Equilibrio mentale

In che senso arrampicare è una questione mentale?

Spesso ho sentito dire che nell’arrampicata l’80% lo fa la testa.

Non so dirti sinceramente in che percentuale la testa incida, ma posso affermare per certo che la componente mentale in questa attività, come in molti sport di montagna, ha un grande impatto sulle prestazioni.

Una delle mie primissime esperienze, durante il mio primo corso di arrampicata da allievo, su un tiro davvero molto semplice, sono stato letteralmente preso dal panico.

Non capivo più niente, ero così terrorizzato da non riuscire più a muovere un muscolo.

Ricordo infatti che ero incollato con forza alla roccia, di conseguenza un istruttore venne a recuperarmi arrampicando per qualche metro completamente slegato.

In questa immagine credo si racchiuda tutto il concetto di equilibrio mentale.

Imbragato e con la corda dall’alto, non correvo minimamente alcun pericolo ed ero impietrito.

L’istruttore senza alcuna protezione era invece perfettamente a suo agio, completamente padrone delle sue facoltà mentali.

Durante gli anni ho potuto quindi sperimentare più volte come la condizione mentale influisca enormemente sul nostro modo di arrampicare.

Quando non sei tranquillo anche le cose più semplici appaiono difficili, al contrario se ti senti carico, arrampichi sciolto e ti sembra di poter fare qualsiasi cosa.

Qualche tempo fa, in un periodo in cui mi era tornata la paura, ho letto un libro molto interessante che parla proprio del mindset nell’arrampicata.

Si intitola “Reset arrampicare leggeri”.

Ti consiglio la sua lettura per approfondire l’argomento, vengono analizzati degli aspetti davvero molto interessanti.

Arrampicare da primo
La mia prima volta da primo di cordata

Vertigini o paura?

Diverse volte ho sentito dire: “Io non potrei mai arrampicare, perché soffro di vertigini”.

Ho scoperto quindi che nel mondo, la maggior parte delle persone soffre di vertigini…. scherzo!

Spesso si confonde il soffrire di vertigini con l’avere paura.

La vertigine è una vera e propria patologia, per cui chi ne è affetto, ha la sensazione che l’ambiente attorno a lui si muova o ruoti.

I sintomi più comuni sono: perdita dell’equilibrio, giramenti di testa, nausea ecc.

Se sei interessato ad approfondire questo argomento ti consiglio la lettura di questo articolo.

Nella maggior parte dei casi però, chi sostiene di soffrire di vertigini, molto probabilmente ha semplicemente paura, il che è assolutamente normale!

La paura è un’emozione creata dal nostro cervello, che percepisce quando ci troviamo in una situazione di potenziale pericolo.

Il problema però è che il cervello, non è in grado di distinguere la paura razionale da quella irrazionale, per cui quando arrampichi puoi essere sopraffatto da una sensazione di panico, pur non essendo in una reale situazione di pericolo.

Questo argomento è trattato molto bene nel libro “Reset arrampicare Leggeri”.

Ti do una buona notizia, al contrario delle vertigini che richiedono una cura medica, la paura si può gestire con l’esercizio.

Infatti la maggior parte delle volte il panico sopraggiunge quando non hai il pieno controllo della situazione.

Frequentare dei corsi tenuti da figure abilitate è quindi molto importante per imparare ad avere il controllo durante tutte le fasi dell’arrampicata e acquisire sicurezza.

Arrampicata vertiginosa
Arrampicata su una parete vertiginosa

Fasi dell’arrampicata

Solitamente quando si va ad arrampicare si è almeno in due persone, il motivo è perché questa attività si può suddividere in due fasi:

  • Fase di arrampicata
  • Fase di assicurazione del compagno

La fase di arrampicata è il momento in cui fisicamente sei in azione sulla roccia o sul ghiaccio ecc.

In questo momento particolare metti in atto le varie tecniche spiegate nel “Metodo Caruso” per progredire.

Quando non sei impegnato ad arrampicare, invece starai facendo sicura al tuo compagno.

Far sicura significa accompagnare il proprio compagno di cordata durante la progressione, assicurando la sua salita tramite un freno che agisce sulla corda.

 Il freno è un attrezzo meccanico che permette di arrestare una eventuale caduta del compagno, evitando quindi che impatti a terra con conseguenze disastrose.

Affronteremo questo argomento quando parleremo nello specifico dei freni e di come si fa sicura.

Il momento della sicura è importante molto probabilmente più che l’arrampicata stessa, in quanto hai tra le mani letteralmente la vita di chi sta arrampicando.

Come puoi ben capire, arrampicare necessità di conseguenza di grande fiducia reciproca tra i componenti della cordata.

Puoi quindi anche comprendere, come il non avere piena fiducia in chi ti assicura, possa influire sulle tue prestazioni durante la progressione.

Ecco che la fiducia nel compagno rientra tra le cose che condizionano dal punto di vista mentale la tua arrampicata.

Questi sono forse gli aspetti principali che rendono l’arrampicata più di un semplice sport di montagna.

Assicurare compagno cordata
Mentre assicuro un compagno di cordata

Memorizzazione motoria           

Come anticipato, la paura sopraggiunge quando non si ha il pieno controllo della situazione.

Come si fa allora ad acquisire il controllo?

Tanto per cominciare seguendo corsi in cui apprendere le tecniche di arrampicata, come fare sicura e le varie manovre di corda necessarie a praticare l’attività in sicurezza.

Il consiglio è quello di affidarti a persone esperte che frequentano realmente la montagna, quindi iscriviti a corsi del CAI o rivolgiti alle guide alpine.

La palestra va benissimo per allenarsi, ma arrampicare indoor e farlo su roccia sono due cose completamente diverse!

Dopo aver completato la fase di formazione, l’unico modo che hai per acquisire sempre più sicurezza in quello che fai è fare tanta pratica.

L’arrampicata necessita infatti di una costante e massiccia pratica per impadronirsi delle tecniche di progressione e delle manovre di corda.

Ripetendo centinaia di volte uno stesso movimento o azione, il tuo cervello lo memorizza e te lo ripropone al momento giusto quando ne avrai bisogno, quasi in automatico.

Non ti servirà più pensarci tanto, ma ti verrà spontaneo.

È importante infatti arrampicare in posti diversi, su tipi di roccia diversi, su itinerari che costringono a movimenti diversi, per cercare di immagazzinare nella tua testa più situazioni possibili.

Perché arrampicare?

Perché mai dovrei arrampicare?” ti starai dunque chiedendo.

Non c’è sinceramente una ragione ben precisa.

Posso dirti quali sono le motivazioni per cui ad esempio per me è diventata una grande passione.

È una attività sana che ti permette di stare all’aperto e di tenerti in forma, infatti come il nuoto è uno sport completo che ti costringe ad utilizzare tutti i muscoli del corpo.

Mi ha permesso di conoscere meglio alcuni aspetti del mio carattere e di lavorarci sopra per migliorarmi.

L’arrampicata ti permette di lavorare sulle tue paure e di metterti alla prova, costringendoti ad affrontare i problemi e non ad aggirarli.

Inoltre arrampicare è stata l’occasione per conoscere tante persone diverse tra loro.

Con i compagni di cordata si creano delle vere e proprie relazioni anche molto forti, dovute al fatto che, come abbiamo visto prima, metti la tua vita nelle loro mani e viceversa.

Attraverso l’arrampicata ho acquisito più fiducia in me stesso anche nella vita di tutti i giorni, perché ho capito che molte limitazioni le creiamo noi stessi dentro la nostra testa.

Non è un semplice sport di montagna, ti da la possibilità di esplorare posti in cui non ti troveresti mai per caso e l’occasione di guardare anche a fondo dentro te stesso.

Praticare l’arrampicata è relativamente economico in quanto, tolta una spesa iniziale per seguire corsi e acquistare i vari materiali per la tua sicurezza, le sole spese che avrai dopo saranno per i tuoi spostamenti.

Arrampicata primo cordata
Prime esperienze da primo di cordata

Conclusioni

In questo articolo hai quindi cominciato a capire meglio in cosa consiste l’arrampicata in termini molto generici.

Abbiamo iniziato ad introdurre dei concetti fondamentali che caratterizzano questa attività di montagna.

Ti sarai reso conto da te, come ti accennavo all’inizio, che arrampicare non è semplicemente uno sport di montagna.

Nei prossimi articoli inizieremo a vedere più concretamente gli aspetti tecnici come le terminologie, i materiali impiegati per la sicurezza, le tecniche di progressione ecc.

Come sempre ti ricordo che l’arrampicata è una attività potenzialmente molto pericolosa, per cui va praticata solo dopo una adeguata formazione e sempre facendo la massima attenzione.

Scrivendo questo articolo, essendo questa attività una delle mie più grandi passioni, mi sono reso conto che avrei potuto andare avanti per ore, spaziando tra i vari argomenti.

Non volevo però tirartela troppo per le lunghe e finire con l’annoiarti, ma mi auguro di aver raggiunto lo scopo di questo scritto, cioè farti venire la curiosità di provare.

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Ti do appuntamento al prossimo articolo.

Grazie per il tuo tempo.

A presto.

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