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Arrampicare in inverno, arrampicare sempre!

...Mountain Passion

Pianarella arrampicata inverno

Introduzione

Questo breve scritto, vuole essere una rassicurazione per te che ti stai avvicinando al mondo dell’arrampicata libera.

Può essere anche un consiglio, se ti stai appassionando e hai in testa grandi progetti!

Quando ho cominciato ed è nata la passione, quella sfrenata, volevo arrampicare continuamente.

Ma come fai nella brutta stagione?

Ho scoperto nel tempo, contrariamente a quello che pensano tutti quando cominciano o quando non si conosce questo mondo, che si può arrampicare anche in inverno, arrampicare sempre!

Svernare

Il freddo è sicuramente uno dei maggiori deterrenti per arrampicare in inverno.

Poi ovviamente c’è la meteo, che purtroppo non sempre ci sorride.

Ma allora come si fa?

Beh, tanto per cominciare, anche in inverno fortunatamente esistono le belle giornate.

In secondo luogo, ci sono posti dove puoi arrampicare al caldo, anche nella stagione fredda!

Ti svelerò questo “segreto”, dandoti un bel pò di idee!

Principalmente in inverno, arrampico in Piemonte, che è la mia regione e più precisamente nel Torinese, e in Liguria.

Ok è molto generico lo so, allora entriamo più nello specifico!

Piemonte

Sinceramente, mi ritengo molto fortunato a vivere a Torino, perché i posti in cui arrampicare qui certo non mancano!

La fortuna ancora più grande, è che ce ne sono alcuni, che permettono di arrampicare anche in inverno, grazie alle loro particolari condizioni climatiche.

Arrampicare inverno Avigliana
Cava Bertonasso, Avigliana (TO)

Avigliana

La falesia, forse più vicina a Torino, è la “Cava Bertonasso” ad Avigliana.

È una vecchia cava di serpentino, che è stata ripristinata nel 2009, dopo essere stata chiusa per 25 anni.

Al suo interno trovi tiri aperti da nomi d’eccellenza: Giancarlo Grassi, Mike Kosterlitz e persino Walter Bonatti.

Qui sono presenti una trentina di tiri, dal 3° al 7a+, con un abbondanza di 5° e 6°.

Nelle giornate di sole invernali, all’interno della cava, arrampichi  tranquillamente senza patire il freddo.

Inoltre, essendo un vero e proprio anfiteatro, rimane riparata dal vento anche quando soffia forte.

Ha come base un grande prato comodissimo, ed è adatta per chi è alle prime armi e vuole cominciare a familiarizzare con la progressione da primo di cordata.

Arrampicare inverno Borgone Susa
Rocca Penna – Via Centrale – Borgone (TO)

Cava di Borgone e Rocca Penna

La Cava di Borgone, è una cava di granito a grana fine, che si trova nell’omonimo paese, poco sopra la ferrovia.

È formato da un enorme muro, alto circa 50 metri, con una stile di arrampicata prevalentemente di placca tecnica.

Non mancano però fessure e piccoli strapiombi.

Anche qui Giancarlo Grassi, ha aperto linee davvero poetiche!

Sono presenti poco più di venti tiri, dal 4° al 7a, con alcune vie di 2/3 tiri.

Situata alla destra della cava, poco più in alto, esiste una parete alta circa 100 metri di gneiss: Rocca Penna.

Non sto a dirti chi ci ha messo lo zampino, ormai dovresti averlo capito!

A parer mio, qui trovi la roccia più bella di tutta la valle, un granito a grana grossa che offre un terreno davvero divertente, se ti piace la placca tecnica e i tiri impegnativi.

Trovi qualche monotiro e soprattutto alcune vie di 3 o 4 tiri, di varie difficoltà.

In inverno, puoi arrampicare davvero con piacere in una bella giornata di sole, a patto che non ci sia vento.

Foresto arrampicata invernale
Terrazze di Avalon – Foresto (TO)

Val di Susa

La Val di Susa, è sicuramente la zona del Torinese che offre di più, per arrampicare nei mesi invernali.

Il paese con più scelta, è Bussoleno o meglio la frazione di Foresto.

Qui nella stagione fredda, col sole, arrampichi certe volte anche in maglietta.

Il suo particolare microclima, fa in modo che ci siano temperature miti anche quando a Torino e dintorni, la temperatura è vicina allo 0°C.

Infatti spesso mi è capitato di partire dal capoluogo Piemontese con 2/3°C, arrivare in falesia e arrampicare con 12/14°C: Spettacolo!

Sei praticamente alle pendici del Rocciamelone (3538 m), un simbolo per la città, e l’offerta di roccia qui è davvero smisurata.

Esistono infatti diverse falesie, più o meno facili per soddisfare tutti i gusti.

Le paretine di marmo, se ami la placca liscia, l’Isola Felice o Falesia del Fico, dove trovi muri verticali di calcare a buchi e tacche.

Le due palestre di roccia più conosciute del comprensorio sono: le Terrazze di Avalon, che è stata arricchita con una quindicina di tiri nuovi negli ultimi anni e le Striature Nere, uno dei luoghi di culto dei Big Torinesi e non solo, rinomata per la sua durezza!

Queste due falesie, sono caratterizzate da muri e strapiombi di calcare giallastro a tacche, per una arrampicata tecnica e di forza.

L’unico problema qui può essere il vento, che si incanala in valle, quando soffia dal Moncenisio.

Arrampicare sempre

All’inizio dell’articolo, ti ho detto che questo può essere anche un consiglio.

Si perché, sappi che se hai intenzione di diventare bravo e arrivare a gradi alti, ti dovrai dare molto da fare.

L’arrampicata, più di altre attività, richiede una costante pratica per ottenere buoni risultati e quando li avrai ottenuti, dovrai continuare a praticare per mantenerli.

Eh già! Come dice anche Tore Vacca nel suo libro “Reset arrampicare leggeri”, il grado raggiunto non è assoluto e non è per sempre!

Oggi magari fai il 6c e domani invece già sul 6b hai problemi, ma è cosi e lo devi accettare.

Anche perché quando avrai 60 o 70 anni non puoi certo pensare di fare quello che facevi quando ne avevi 20.

Hai capito bene 60 o 70 anni! L’arrampicata è una malattia, te ne accorgerai!

Dobbiamo ora parlare, delle possibilità che offre la Liguria per arrampicare in inverno!

Ricordi quando all’inizio ti ho detto che questo è un breve articolo?

TI ho mentito! Scusa!

Quando si parla di arrampicata in Liguria, e più precisamente nella zona del Finalese, è impossibile essere brevi!

Il Finalese

Finale, è capitale europea dell’outdoor, arrampicata compresa.

Infatti è considerata una Mecca, dagli arrampicatori di tutta Europa.

Qui le falesie non si contano e le possibilità, sono davvero infinite.

Ti basti pensare che sono anni che la frequento, in alcuni anni in maniera davvero assidua e di cose ne ho fatte davvero tante, ma ancora me ne mancano un sacco!

Pensa che andavo così spesso, che scherzosamente con gli amici, quando passavamo al casello dell’autostrada dicevamo: “Adesso ci consegnano la posta”.

Per l’intera area del Finalese, esistono delle guide, che sono dei veri e propri tomi stile “Il Signore degli Anelli”.

Oltre ad essere ricca di offerta tra l’altro, Finale è caratterizzata da una roccia calcarea di qualità davvero straordinaria, arrampicare qui è un vero godimento!

Devo solo metterti in guardia sul fatto che, oltre ad essere bellissima, è nota anche per la sua durezza!

Ma vediamo alcuni dei posti più rinomati.

Rocca Perti Finale arrampicata inverno
Rocca di Perti Ovest, sul traverso di “Il Vecchio”

Rocca di Perti

La Rocca di Perti, è sicuramente la zona con la più alta concentrazione di vie di Finale.

Penso che sommando tutti i settori, si possa arrivare a contare tra i 400 e 500 tiri totali, solo in questa area!

Ci sono due versanti in cui arrampicare, quello nord, più estivo e quello ovest, frequentabile tranquillamente in inverno.

Esistono diverse falesie : i tre porcellini, placca piotti, la cengia degli androidi e numerosi altri settori, più numerose vie lunghe storiche di 5/6 tiri, alte fino a 160 metri, un po’ di tutte le difficoltà, come la bellissima via del Vecchio.

Personalmente, è uno dei posti che preferisco per le vie multipitch (di più tiri).

La roccia, nella parte alta della rocca, è di una bellezza indescrivibile, così ruvida che ti grattugia le mani!

La “Fessura Ivaldo”, è uno dei tiri più famosi dell’intera rocca, percorribile come tiro d’uscita su diverse vie lunghe.

L’arrampicata qui offre ogni genere di stile: placche tecniche, fessure, strapiombi, lame, buchi… insomma ce n’è davvero per divertirsi.

Arrivati in cima, la vista sul mare è impagabile nelle giornate invernali, ed un comodo sentiero di discesa, riporta velocemente alla base.

Monte Sordo

Si trova alle spalle della Rocca di Perti.

Anche qui ci sono diverse soluzioni, sia come monotiri che come vie.

Gli Antri Rossi, caratterizzato da un calcare davvero tagliente, la Parete Dimenticata, in cui si trovano tutta una serie di monotiri e due vie, corte ma molto belle e particolari: “L’arco dei Guaitechi “e “Capriccio Diagonale”.

Quest’ultima, molto caratteristica in quanto per scendere, ci si cala in corda doppia (manovra di discesa sulle corde) per 25 metri, all’interno della Grotta dell’Edera, dentro la quale, manco a dirlo, ci sono dei monotiri.

Si esce poi dall’altro lato della parete, infilandosi dentro un buco nel terreno, che porta all’interno di un’altra grotta buia e poi fuori nel bosco.

Una vera chicca del Finalese!

Ci sono poi davvero numerosi altri settori, Alveare, Parete di Mu, Settore Centrale, lo Specchio giusto per citarne qualcuno.

Monte Sordo arrampicata invernale
Grotta dell’Edera, Monte Sordo
Arrampicare inverno Rian Cornei
Falesia delle Striature Obese, Orco Feglino

Orco Feglino

Orco Feglino, è l’uscita autostradale prima di Finale.

La struttura di roccia più famosa della zona è Pianarella, un’enorme parete di calcare verticale e strapiombante, che è percorsa da numerose vie lunghe, di oltre 200 metri.

Per arrampicare a Pianarella però, è meglio aspettare la primavera, perché d’inverno, rimane in ombra fino a mezzogiorno circa.

La Rian Cornei invece, disseminata di falesie di monotiri, ha l’imbarazzo della scelta per le giornate invernali.

L’Antro delle Streghe, Il Silenzio basso e alto, Striature Obese, Placconata Centrale sono solo alcune delle possibilità.

Diventa davvero difficile, fare un elenco completo dei siti di arrampicata della valle.

Facile da raggiungere, con avvicinamenti da 20/30 minuti, che ti permettono di fare anche dei bei trekking per raggiungere le falesie, tra la vegetazione mediterranea che caratterizza la zona.

Qui spesso sei riparato dal vento  che soffia da nord, anche quando è forte.

Rocca di Corno

La Rocca di Corno, ti lascia di stucco, già solo quando la vedi da lontano.

Il calcare che la compone, è di una bellezza indescrivibile, un sogno per i climber.

Trovi cinque settori: Futura, Ghiro, Rocca di Corno Sud-est, Rocca di Corno Sud e Zona Rossa, per un totale di quasi 90 tiri.

C’è anche qualche via, tra cui molto belle, la “Y” e la “Titomanlio” la primissima via di Finale, dal sapore davvero alpinistico (occhio ai gradi da non sottovalutare! Qui si tende a chiodare molto lungo e a gradare molto stretto).

Da queste due vie, scendi solo in corda doppia, con un’unica calata di quasi 60 metri, completamente sospeso nel vuoto.

La Rocca di Corno, è soleggiata tutto il giorno dalle prime ore del mattino e rimane completamente riparata dai venti che tirano da nord, anche quando soffiano davvero forte.

Arrampicare inverno Rocca Corno
La Rocca di Corno – Finale Ligure

Altre aree

Oltre alle soluzioni che ti ho indicato, ne esistono davvero molte altre, ma per elencarle tutte, serve un libro non basta un articolo!

Ti faccio solo ancora qualche cenno, giusto per stuzzicare ancora di più la tua curiosità e darti spunto per cercare tra le relazioni offerte dal web.

Offre uno splendido panorama sul mare, Capra Zoppa, dove la falesia delle 100 corde si presta molto per i neofiti; Da evitare però in caso di vento!

Se ti spingi verso Albenga, trovi la bella falesia del Terminal, esposta a sud-est con ben 84 tiri a disposizione, caratterizzata da un calcare a tacche.

Sempre in zona Albenga a Castelbianco, trovi la falesia della Telematica.

Anche qui, 25 tiri di calcare a tacche con difficoltà dal 4° al 6b.

La zona di Toirano offre moltissimi settori, addirittura una quindicina,con difficoltà per tutti i gusti!

Da segnalare in particolare il Paretone, forse l’area più grande, che conta da sola una cinquantina di tiri.

Suggerimenti culinari

Già che ci sono, ti do anche qualche consiglio sui posti obbligati, in cui fare tappa per buone colazioni e merende memorabili quando vai a Finale.

Se vuoi assaggiare la migliore torta di mele che esista sulla faccia della terra, devi assolutamente andare a far colazione da “Sbuccia”.

Si trova appena entrati a Finalborgo, lato autostrada, a una cinquantina di metri sulla destra, dall’arco di ingresso nelle mura.

Ottime colazioni le fai anche al Ca’ d’Alice a Orco Feglino, proprio di fronte all’imponente parete di Pianarella.

Il Ca’ d’Alice, è leggendario soprattutto per le merende, che sembrano più dei pranzi nuziali, ad un prezzo che non potrai crederci: mangi da rotolare quando esci, con meno di 20 euro!

La gentilezza e la simpatia di Ivana, tra l’altro, ti fanno sentire come a casa.

Se vuoi invece assaggiare un hamburger senza rivali, ti segnalo il “Ciccio Burgher” al Burgum Finarii Caffè.

Il miglior hamburger del mondo, così buono che una volta ne ho mangiati tre, e ti garantisco, che uno già ti mette alla prova!

Per finire anche La Scaletta” ad Orco Feglino, a due passi dall’autostrada, è un posto tattico sia per la colazione che per mangiare ottimi panini, quando sei in zona Pianarella.

Chiedi “il panino della foto”, loro sanno qual è!

Pianarella arrampicata inverno
Pianarella – Orco Feglino

Conclusione

Beh, credo di averti dato un bel po’ di idee su dove continuare ad allenarti, anche in inverno.

Sappi che Finale, è un vero paradiso per l’arrampicata.

Le prime volte sarà un po’ dura, perché i gradi dell’arrampicata, non sono proprio “generosi” e le chiodature non sempre ravvicinate,  ma quando cominci a capire e a muoverti in scioltezza, il divertimento è assicurato!

Non mi rimane che augurarti una buona esplorazione e tante buone scalate!

Mi faresti davvero felice, se condividessi questo articolo, sulla tua pagina o nei gruppi dei tuoi profili social.

Potresti aiutare qualcun’altro a scoprire le soluzioni di cui ti ho parlato.

Se ti va inoltre, lascia un commento per segnalarci altri posti in cui arrampicare in inverno, se ne conosci.

A me piace molto variare i luoghi in cui andare e scoprire nuove falesie.

Grazie per aver letto questo articolo, spero davvero di averti dato buoni spunti di riflessione!

Alla prossima!

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